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“[…] Chi cerca nella libertà altra cosa che la libertà stessa è fatto per servire […]” (Alexis de Tocqueville)

 
20 maggio 2010

Costruire l'alternativa

L’ALTERNATIVA AL FORZALEGHISMO


Dicevo che il “forzaleghismo” può essere sfidato, e perché no, battuto da uno schieramento che può produrre istanze e proposte politiche popolari di “buongoverno”.


Lo schieramento deve, innanzi tutto, essere alternativo.


Il “forzaleghismo” non ha alcuna intenzione di cambiare la legge elettorale definita, da un loro esponente, “porcata”: vogliono i “nominati” non gli “eletti”. Vogliono i rappresentanti delle oligarchie partitiche e non i rappresentanti dei cittadini. Al massimo il “forzaleghismo” sarebbe disponibile per una riforma elettorale proporzionale. Sono avversari decisi del maggioritario e del collegio uninominale. Sanno che un sistema elettorale di questo genere non produrrebbe docili esecutori. Perciò un processo che favorisse il maggioritario e la reintroduzione del collegio uninominale costituirebbe l’alternativa al parlamento dei nominati.


In secondo luogo il “forzaleghismo” notevolmente scettico sulla stessa idea di Europa. Al massimo sarebbero disponibile per un’Europa dei popoli quale surrogato dell’Europa degli stati nazionali. La loro Europa è quella intergovernativa. I singoli governi nazionali non possono rinunciare alla loro sovranità! Conseguentemente l’alternativa è l’Europa federale, quella sognata da Ernesto Rossi, Altiero Spinelli ed Eugenio Colorni autori di quello splendido e visionario“ Manifesto di Ventotene”.


Inoltre il “forzaleghismo” utilizza come “instrumentum regni” la religione cattolica, perciò non può non essere tacciato di clericalismo. D’altronde è lo stesso Vaticano e le gerarchie cattoliche che fanno affidamento su quello schieramento per impedire l’introduzione di una legislazione che regolamenti le unioni di fatto, o la redazione di dichiarazioni anticipate di trattamenti sanitari che rispettino la libera scelta dei cittadini, per non parlare di una legislazione che rispetti l’eguaglianza delle diverse confessioni religiose dato che l’Italia è ormai pluralista, con forti minoranze musulmane e cristiano ortodosse. Quindi l’opzione laicista o laica è indispensabile ad uno schieramento che vuole essere alternativo al clericalismo del “forza leghismo”. (bl)




 

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