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“[…] Chi cerca nella libertà altra cosa che la libertà stessa è fatto per servire […]” (Alexis de Tocqueville)

 
5 dicembre 2011

Lettera per un congresso che (per ora) non si farà.

Cari amici e cari compagni,

giovedì 8 dicembre il XIV congresso di Veneto liberale non ci sarà. E’ la prima volta in undici anni che non si farà (per ora) l’assemblea ordinaria di quel soggetto politico che ha avuto luce l’8 dicembre 2000 a Venezia.

Voglio ricordare che l’ultimo congresso svoltosi il 12 dicembre dell’anno scorso a Castelfranco Veneto con rammarico si manifestava “grande preoccupazione per la gravità della situazione” sia “a livello europeo” che “a livello italiano” che “a livello culturale”.

Purtroppo la storia di questi giorni rende evidente la gravità della situazione a tutti e tre i livelli. A livello europeo la precarietà dell’Unione Europea è resa evidente dalla profonda crisi della moneta unica. A livello italiano il tentativo del governo Monti sembra essere l’ultimo tentativo del regime partitocratrico di sopravvivere impedendo di trascinare nel suo crollo tanti cittadini innocenti. A livello culturale la rinascita dell’orgoglio clericale, camuffato da un nuovo moderatismo, occupa sempre più la centralità della scena politica.

A fronte della situazione politica la direzione di Veneto liberale il 4 maggio 2011 evidenziava la necessità di “rinunciare all’Europa intergovernativa per intraprendere il percorso verso gli Stati Uniti d’Europa secondo la proposta sempre attuale del ‘Manifesto di Ventotene’ di Spinelli, Rossi e Colorni”.

Per la situazione italiana si auspicava l’avvio di un “processo di costituzione di una forza politica, di liberali e di democratici, alternativa ai conservatori e avversaria decisa degli integralisti.” Per la situazione culturale si ribadiva essere cartina di tornasole le questioni riguardanti sia i diritti del malato che il dilemma della fine della propria vita che la situazione carceraria.

Perciò si ribadiva “la necessità di una Rivoluzione liberale che consiste: a) nel rilancio dell’alternativa presidenzialista, federalista, maggioritaria, anglosassone, b) nel rilancio delle lotte liberiste per la liberazione del lavoro e dell’impresa, c) nel rilancio delle lotte per le libertà individuali riguardanti l’antiproibizionismo non solo sulla droga, ma anche sulla libertà terapeutica e di ricerca scientifica”.

Purtroppo la situazione politica si è ulteriormente incancrenita giungendo alla sostituzione del governo, legittimamente in carica, con alcuni tecnici che governano per conto della partitocrazia. Infatti il governo Monti potrà fare solo quello che vorranno fargli fare i partiti. Perciò il governo Monti non abolirà, ad esempio, il finanziamento pubblico dei partiti né l’8 per mille per la Chiesa Cattolica e sarà molto difficile che vari una sostanziale riforma della giustizia.

Siamo giunti ad una situazione paradossale per cui la continuità partitocratica sembra l’unico percorso per evitare che il tracollo del regime possa arrecare danni ingenti anche ai cittadini innocenti. Inoltre da un lato la normalizzazione della situazione politico-finanziaria nazionale potrebbe essere lo strumento essenziale per il mantenimento della moneta comunitaria mentre, d’altro lato, sarebbe di ostacolo per le soluzioni delle questioni riguardanti sia i diritti del malato che il dilemma della fine della propria vita che la situazione carceraria.

La cultura clericale, camuffata da nuovo moderatismo, sembra avviata a conquistare la centralità della scena politica rendendo sempre più un miraggio la Rivoluzione liberale perseguita da Veneto liberale sin dalla sua fondazione.

L’8 dicembre 2000 a Venezia si costituiva il soggetto politico “Veneto liberale” “al fine di dare voce a tutti coloro che, richiamandosi all’insegnamento di Salvemini, Einaudi e Sturzo,” affermano “all’unisono ‘questa Italia così com’è non ci piace’”.

L’obiettivo era quello di ottenere in Parlamento “la presenza di una pattuglia di militanti liberali, liberisti e libertari, cocciuti e determinati, affinché si dia corpo alla radicale alternativa liberale al regime partitocratico.”

Con il passare del tempo l’obiettivo – mezzo (la pattuglia di militanti liberali, liberisti e libertari in Parlamento) per raggiungere l’obiettivo – fine (la Rivoluzione liberale) risultava sempre più insufficiente perché i militanti liberali, liberisti e libertari in Parlamento erano irretiti dal regime con la pratica della strategia dell’ospitalità. La tattica della “serpe in seno” era di fatto sterilizzata rendendo inoffensiva ogni possibile diffusione di germi rivoluzionari.

Dicevo che l’8 dicembre non ci sarà il XIV congresso di Veneto liberale. Per ora, abbiamo deciso di non farlo. Ci occorre una pausa di riflessione, ci occorre riesaminare la situazione presente.

Si dice: “Oggi tutto può accadere”. E’ una sciocchezza perché non vuole dire nulla. Oggi siamo presi da un pessimismo conseguente alla convinzione che l’attuale contingenza politica dipende da un gruppo di forze che non possiamo neanche individuare (figuriamoci se potremmo dominarle!) Speriamo, però, che altre forze (anche queste non sappiamo individuarle) possano contrastarle.

Dovremmo avere l’ottimismo della volontà, ma è questo che ci difetta in questo momento.

Forse la situazione presente che ci appare come una disgrazia possa essere una opportunità, come ci ricordava Benedetto Croce. Per questo è opportuna questa fase di riflessione: per guardarci attorno.


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permalink | inviato da Venetoliberale il 5/12/2011 alle 16:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


 

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