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“[…] Chi cerca nella libertà altra cosa che la libertà stessa è fatto per servire […]” (Alexis de Tocqueville)

 
3 luglio 2009

Appello per la Democrazia Amerikana

RESTITUITE

LA PAROLA AI CITTADINI

Tutto il mondo guarda con ammirazione alla straordinaria capacità di rinnovamento della società americana, al grande esempio di democrazia offerto dalle primarie e dal civilissimo confronto tra i candidati alla Casa Bianca. Il carattere, la storia, la cultura di quella società sono stati determinanti. Ma nulla sarebbe stato possibile se la vita pubblica degli Stati Uniti non fosse basata su alcune regole fondamentali, che ne fanno una democrazia aperta, incompatibile con qualunque chiusura dall'alto.


Queste regole sono innanzitutto:

1) le primarie, che affidano ai cittadini la scelta di ogni candidatura;

2) il collegio uninominale maggioritario, che crea un solido legame tra eletto ed elettore;

3) la scelta popolare del governo;

4) il bipartitismo, che porta chiarezza e stabilità;

5) la separazione dei poteri e la reale autonomia delle diverse istituzioni.

 

Noi siamo invece impantanati in una transizione infinita che ha condotto a un Parlamento nominato dai capipartito. E le dichiarazioni di chi vuole imitare Barack Obama rendono ancora più evidente la distanza. Perché da noi non nascerà alcun Obama e non vedremo grandi cambiamenti se non rompiamo gli schemi che ingessano la politica.

 

Nel momento in cui, per uscire dalla transizione, si guarda a grandi modelli, noi proponiamo di assumere come punto di riferimento proprio la democrazia americana, perché crediamo che sia la strada giusta per rinnovare davvero la nostra vita pubblica. E' una convinzione che accomuna già una larga parte degli italiani. E noi, come liberi cittadini, vogliamo dar voce insieme a loro a questa grande speranza di cambiamento.

 

Promotori

Filippo Andreatta, Renzo Arbore, Augusto Barbera, Orlando Barocci, Franco Battiato, Giorgio Bocca, Andrea Camilleri, Furio Colombo, Giacomo Costa, Natale D'Amico, Francesco Giavazzi, Massimo Granellini, Giovanni Guzzetta, Maurizio Lauri, Gad Lerner, Berardino Limonati, Claudio Magris, Enzo Manes, Cristian Mantero, Antonio Martino, Vincenzo Melluso, Sebastiano Messina, Luigi Maschero, Sandro Parenzo, Arturo Parisi, Gianfranco Pasquino, Mario Pirani, Cesare Romiti, Piero Schlesinger, Alfredo Scotti, Mario Segni, Gian Antonio Stella, Andrea Tavecchi, Mario Usellini, Umberto Veronesi, Guido Roberto Vitale


(dal CORRIERE DELLA SERA del 21/01/2009)


22 gennaio 2009

Appello per la democrazia

NON MOLLIAMO!

Di delusioni ne abbiamo subite tante, in questi anni. Eppure continuiamo a non desistere, a non arrenderci e a non mollare. Siamo forse degli illusi, però solo insistendo si ottiene qualcosa. Ora c’è un appello promosso da personalità di provenienza più varia il che sembra prefigurare quel soggetto “di” liberali che inseguiamo da anni. E’ promosso anche da Antonio Martino e da Umberto Veronesi: due grandi laici, cioè liberali.


Mario Segni e Giuseppe Guzzetta – altri promotori – li seguo da quando nella primavera del 2007 hanno lanciato la campagna referendaria sulla legge elettorale. Ricordo che è stata una campagna che ha riscosso un grande successo soprattutto perché ha avuto un carattere trasversale. In fondo la nascita del Partito democratico e del futuro partito del Popolo per le libertà, oltre alle minicoalizioni delle ultime politiche sono conseguenze di quella vittoriosa campagna politica.


I partiti, con le elezioni anticipate della primavera scorsa, hanno, però, di fatto chiuso la bocca ai cittadini impedendo lo svolgimento del referendum già indetto e nominando i parlamentari. La normalizzazione è intesa sempre più in senso conservatore: occorre tutelare lo status quo. In fondo quanto sta accadendo alla commissione bicamerale della vigilanza sulla Rai è sintomatico dell’atteggiamento delle istituzioni nei confronti di qualsiasi comportamento imprevisto. Dicono che sia un argomento poco importante perchè ai cittadini non interesserebbe, ma la guerra che stanno facendo sembra indicare la loro volontà a non voler far interessare i cittadini su quella vicenda. Siamo alla vigilia del tracollo del regime?


L’appello che invitiamo a sottoscrivere(www.perlademocrazia.it) lo riteniamo un primo atto di un processo che potrebbe sfociare nel soggetto “di” liberali affinché riformisti e riformatori possano avere uno strumento politico per permettere ai cittadini senza potere di far sentire la propria voce.


Notiamo, tra i promotori, l’assenza dei radicali di Pannella, noti ammiratori della democrazia americana. Siamo convinti che ci raggiungeranno e non si autoescluderanno. Occorre che il soggetto “di” liberali possa essere uno strumento sia per i radicali che per i moderati se si vuole, per la nostra Italia, una democrazia liberale. (bl)

 



 

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