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“[…] Chi cerca nella libertà altra cosa che la libertà stessa è fatto per servire […]” (Alexis de Tocqueville)

 
13 dicembre 2009

LIBERALI E DEMOCRATICI PER LA RIFORMA

OGGI IN VENETO, DOMANI IN ITALIA


Si è svolto a Castelfranco Veneto, sabato 12 dicembre, il XII congresso di Veneto liberale. L’associazione federalista di liberali e radicali, di riformisti e riformatori, ha fatto un bilancio di questo ultimo anno. Nella mozione, che è il documento che rappresenta la visione dell’associazione sullo stato della situazione politica, si afferma che “l’assemblea congressuale non può non manifestare la propria delusione per non essere state conseguite nessuna delle priorità che si erano indicate nel precedente congresso. Infatti al passivo vanno iscritti sia l’assenza di una efficace impegno per la pace a fronte di un montante fondamentalismo a livello planetario, sia le elezioni europee ridotte a mera competizione domestica e sia il fallimento dei referendum elettorali Guzzetta-Segni.”


Si tratta di una coraggiosa presa di posizione che rifugge da pseudo illusioni che potrebbero indurre atteggiamenti velleitari. Anzi si aggiunge una spietata constatazione. “In questo quadro negativo si inserisce l’esaurimento delle energie umane del sodalizio il che rende particolarmente difficile perseguire il progetto dei liberali con i democratici per la Riforma, a partire dal Veneto, pur sussistendo ancora la possibilità, se non proprio la probabilità, vista la crisi dei due partiti perni dell’attuale bipolarismo, crisi, peraltro, contrastata con la lucida iniziativa berlusconiana volta ad alimentare il conflitto antiberlusconiani/berlusconiani.”


Ma uno spiraglio, gli aderenti a Veneto liberale, lo intravedono. Il progetto dei liberali con i democratici per la Riforma a partire dal Veneto è ancora possibile perseguirlo, vista la crisi dei partiti-perno dell’attuale bipolarismo. Non si nascondono le difficoltà vista l’abilità di Berlusconi di alimentare il conflitto antiberlusconiani/berlusconiani. Conseguentemente, con realismo, decidono “di concentrare, sino all’acquisizione di nuove energie e di nuove opportunità, la propria attività nel ‘Coordinamento castellano per la Libera Scelta’ in quanto ritiene indispensabile presidiare la frattura laicismo/clericalismo per il progetto dei liberali con i democratici per la Riforma a partire dal Veneto”. 


Porsi fini compatibili con i propri mezzi è un segno di saggezza. I tempi sono duri, ma non si può affrontarli con velleitarismi. (bl)


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13 dicembre 2009

Mozione politica generale XII congresso di Veneto Liberale

 “Oggi in Veneto, domani in Italia”

liberali e democratici per la Riforma

 

Il XII Congresso di Veneto liberale riunitosi a Castelfranco Veneto il 12 dicembre 2009,


SALUTA l’inizio di una nuova fase nella politica dell’Unione Europea, a conclusione del faticoso processo di ratifica del Trattato di Lisbona, in quanto rinnova la speranza nel rilancio del percorso verso la federazione europea sussistendo strumenti utili quali, ad esempio, un possibile maggior ruolo dei cittadini vista la possibilità di proposte di legge di iniziativa popolare;


RINGRAZIA gli oltre seicentocinquantottomila elettori veneti che si sono recati a votare ai referendum del 21 e 22 giugno e che hanno richiesto l’abrogazione delle norme più significative della legge elettorale denominata “porcellum” dai suoi stessi sostenitori;


RINGRAZIA, altresì, quanti con il proprio impegno militante e con la propria firma hanno permesso l’avvio del processo per l’istituzione del registro comunale delle dichiarazioni anticipate sui trattamenti sanitari dei cittadini di Castelfranco Veneto (c.d. testamenti biologici), meritoriamente promosso dal “Coordinamento castellano per la Libera Scelta”, al quale Veneto liberale aderisce;


DEPLORA che alle recenti elezioni europee sia stata assente una lista “di” liberali, democratici e riformatori che 1) avrebbe potuto indicare un candidato a Presidente della Commissione europea prima delle elezioni, così politicizzandole 2) avrebbe potuto proporre al Parlamento europeo ed ai governi nazionali che lo vogliono di prendere l’iniziativa per una Federazione europea e di affidare, mediante un mandato popolare, ad una Convenzione/Assemblea costituente, l’incarico di elaborare una Costituzione federale e creare un governo federale europeo; 3) che avrebbe potuto prendere l’iniziativa per l’approvazione di tale Costituzione in un unico referendum europeo;


CONSTATA la possibile trasformazione del regime partitocratrico ove al conservatorismo antiliberale sembra sostituirsi il fondamentalismo illiberale, conseguente alla lucida scelta politica della maggioranza, visto il vuoto di opposizione attualmente esistente;


DENUNCIA la debolezza nella difesa della laicità dello stato a fronte della sempre più illecita interferenza della Chiesa cattolica nell’ordinamento italiano.


Tutto ciò premesso, l’assemblea congressuale non può non manifestare la propria delusione per non essere state conseguite nessuna delle priorità che si erano indicate nel precedente congresso.


Infatti al passivo vanno iscritti sia l’assenza di una efficace impegno per la pace a fronte di un montante fondamentalismo a livello planetario, sia le elezioni europee ridotte a mera competizione domestica e sia il fallimento dei referendum elettorali Guzzetta-Segni.


In questo quadro negativo si inserisce l’esaurimento delle energie umane del sodalizio il che rende particolarmente difficile perseguire il progetto dei “liberali con i democratici per la Riforma, a partire dal Veneto”, pur sussistendo ancora la possibilità, se non proprio la probabilità, vista la crisi dei due partiti perni dell’attuale bipolarismo, crisi, peraltro, contrastata con la lucida iniziativa berlusconiana volta ad alimentare il conflitto antiberlusconiani/berlusconiani.


PQM


Il Congresso di Veneto liberale decide di concentrare, sino all’acquisizione di nuove energie e di nuove opportunità, la propria attività nel “Coordinamento castellano per la Libera Scelta” in quanto ritiene indispensabile presidiare la frattura laicismo/clericalismo per il progetto dei “liberali con i democratici per la Riforma, a partire dal Veneto”.


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8 dicembre 2009

CI SIAMO !

VERSO LA RIFORMA?

Ci siamo. Ormai mancano pochi giorni al XII congresso di Veneto liberale, la microassociazione che, da quasi un decennio, con caparbietà e con costanza, tenta di costituire e di partecipare ad un movimento politico riformatore che veda assieme liberali e democratici, ponendosi come alternativa al conservatorismo immobilista prevalente.


L’assemblea congressuale si svolgerà tra due eventi che hanno segnato e che segneranno la lotta politica nel nostro paese. In primavera inoltrata si sono svolti i referendum sulla legge elettorale ed il regime partitocratrico è riuscito a farli fallire. Nella prossima primavera vi saranno delle elezioni regionali che sembrano diventare la miccia della conflagrazione dei due grandi partiti che costituiscono i perni dell’attuale bipolarismo.


Qui in Veneto, fino alla settimana scorsa, questa conflagrazione sembrava probabile mentre ora è solo possibile, viste le imprudenti dichiarazioni di Casini e di alcuni settori del partito Democratico. Resta comunque possibile grazie agli imprevidenti atteggiamenti della Lega sulla questione “cattolica”.


Se Galan si vedrà isolato non credo che avrà il coraggio di resistere ai diktat centralisti del duo Berlusconi-Bossi, e se lui non resiste il Pdl del Veneto non riuscirà ad emanciparsi dalla tutela lombardo-romana. D’altronde il partito Democratico si rifugerà nel ruolo di oppositore ininfluente, posticipando la scommessa di costruire l’alternativa, che oggi sarebbe possibile presidiando la frattura laicismo/clericalismo, sempre più al centro dell’attenzione.


Quale ruolo potrà svolgere Veneto liberale? A questa domanda dovremo dare una risposta. (bl)


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28 novembre 2009

RIFORMA

LIBERALI E DEMOCRATICI PER LA RIFORMA


Scrive Angelo Panebianco sul Corriere della Sera del 25 novembre: “Se finirà il bipolarismo, il periodo di instabilità che seguirà sarà, presumibilmente, assai lungo. Avremo per un certo tempo più disgregazioni che aggregazioni dentro il sistema politico.”


Aggiunge il politologo, quasi per tentare di reagire al suo pessimismo della ragione, “Uno scenario che potrà essere scongiurato solo se Tremonti, Fini e gli altri maggiorenti del centrodestra troveranno un nuovo punto di incontro.”


Il pessimismo però prende il sopravvento. “Oggi – conclude Panebianco – ciò appare, però, poco probabile. Né sembra che Berlusconi abbia la forza o la volontà per favorire una tale evoluzione. La fragilità della politica italiana sta nel fatto che i suoi equilibri poggiano interamente sulle spalle di un uomo solo. Quando egli uscirà di scena quegli equilibri salteranno. Dopo di che ci aspetterà, probabilmente, un'altra interminabile «transizione». In stile italiano.”


Siamo, perciò, condannati ad essere in balia di questa eterna transizione?


Qualcuno mi ha consigliato che più che “preoccuparsi” occorrerebbe “occuparsi”, ossia occorrebbe agire affinché possa prevalere il possibile sul probabile.

Per questo il prossimo 12 dicembre la microassociazione Veneto liberale si riunisce in assemblea.


Partiamo da alcuni dati di fatto. Il regime è in crisi. Sia la maggioranza governativa che l’opposizione sono attraversate da conflitti che rendono palese il loro disagio. Gli uni mostrano di essere consapevoli che non è sufficiente un grande consenso parlamentare per realizzare una politica efficiente. Gli altri si rendono conto che non basta coltivare l’opposizione per costruire un’alternativa al governo.


Le prossime elezioni regionali potranno far esplodere tutte le predette contraddizioni. Non è senza significato quanto sta accadendo alla governatrice uscente del Piemonte e al governatore del Veneto. Entrambi dovrebbero essere riconfermati sulla base del banalissimo detto “squadra che vince non si cambia”, ed invece…


Noi viviamo in Veneto, perciò la frattura tra Lega e Pdl (e, forse, anche all’interno del Pdl) non può essere trascurata. L’opposizione locale è prudente perché capisce che, forse, potrebbe cogliere l’occasione per contribuire, in modo determinante, alla costruzione dell’alternativa a partire proprio dal Veneto. Appunto “Oggi in Veneto domani in Italia”. E’ la parola d’ordine che ci siamo dati quale traccia per il nostro XII appuntamento. Ma l’alternativa deve avere dei contenuti, altrimenti si sostituirebbero conservatori a conservatori.


Usiamo la parola “Riforma” con la lettera maiuscola proprio per sottolineare che l’Italia ha conosciuto, invece, solo “Controriforme”, come ci ricordava Benedetto Croce. Solo liberali e democratici possono accendere la miccia della “Riforma”, a partire dalle riforme istituzionali, riforme economiche e riforme sociali come sommariamente indicate anche nello Statuto della nostra microassociazione.


Intanto federalismo europeo e laicismo ci impegnano nei prossimi giorni, quasi come prologo dell’appuntamento del 12 dicembre. (bl)


22 novembre 2009

Dare voce ai cittadini senza potere

LA BUSSOLA LIBERALE


Si sta avvicinando l’appuntamento congressuale che, noi di Veneto liberale, ci siamo dati per riflettere sul nostro destino, sulla base di un consuntivo di quasi un decennio di impegno al di fuori dei partiti politici e di qualsiasi soggetto più o meno compromesso con il regime.


Il nostro autoisolamento ci ha permesso di avvicinare i cittadini senza potere che si sentono sempre più estranei nei confronti del sistema politico, anche se, a volte, si “turano il naso” e si avvicinano al “meno peggio”, restandone, però, delusi.


Pur essendo autoisolati non possiamo non sottolineare i segnali evidenti che incrinano la solidità del regime. Non vogliamo essere prigionieri di una “torre d’avorio”; vogliamo essere presenti nella lotta politica. Con le nostre scarse energie potremmo partecipare ad alcuni episodi, però devono essere ben individuati affinché facciano parte di un discorso politico coerente.


L’impegno europeista e l’impegno laicista, che tentiamo di onorare, è sicuramente compatibile con la nostra dichiarazione liberale. La prossima consultazione regionale potrebbe far rischiare la compatibilità liberale con l’impegno elettorale.


Però è una scommessa da affrontare. Per ora la frattura nella coalizione governativa e la prudenza delle opposizioni “perbeniste” sembra che possano realizzare un terreno favorevole ad un nostro impegno personale. Essere voce dei cittadini senza potere è la vocazione che ci siamo scelti sin da quando abbiamo dato vita a Veneto liberale. Questa vocazione è la nostra bussola per verificare la compatibilità di un eventuale impegno elettorale con la nostra dichiarazione liberale. (bl)


14 novembre 2009

Veneto liberale

INVITO AL XII CONGRESSO

Castelfranco Veneto 14/11/2009

 

Cari amici,

la direzione di Veneto liberale in data 26 ottobre ha deliberato di convocare per il 12 dicembre prossimo il XII congresso dell’associazione.

 

Ritengo responsabile sottolineare l’importanza di questo appuntamento riportando una frase di Benedetto Croce, contenuta nell’articolo pubblicato nel marzo del 1966 sull’ultimo numero de “Il Mondo”, la rivista laicista diretta da Mario Pannunzio, che è stata una stella polare per i laicisti che ci hanno preceduti.

 

Scriveva Croce: “Non vi date, dunque, pensiero di dove va il mondo, ma di dove bisogna che andiate voi per non calpestare cinicamente la vostra coscienza, per non vergognarvi di voi stessi. Cosa, sotto un certo aspetto, più difficile di quella di seguire il mondo dove esso va; ma, sotto un altro, assai più agevole, perché se la prima via non è senza perplessità e sorprese, la seconda, aspra che sia, per lo meno è certa e sicura”.

 

Questa frase concludeva un articolo, in seconda pagina, che seguiva il commiato dai lettori del direttore Pannunzio che era pubblicato in prima, al fianco ad una grande fotografia di Benedetto Croce, proprio per segnalare, ancora una volta, la natura schiettamente liberale della rivista laicista. Segnalando, inoltre, il vuoto di liberalismo che sarebbe seguito alla chiusura della rivista.

 

Pannunzio si era indotto a far cessare le pubblicazioni de “Il Mondo” non “per rassegnazione” né per esaurimento del compito assegnato dai tempi. Anzi mai, come allora, i tempi imponevano lo svolgimento del ruolo di educazione riformatrice. Il “regime” era in crisi e il potere costituito aveva attuato la c.d. svolta “a sinistra” aggregando al governo il PSI: era una svolta conservatrice dello statu quo ma avrebbe potuto costituire l’occasione di una inversione di tendenza, rispetto al moderatismo tradizionale, se ci fosse stata la consapevolezza della necessità di scommettere sul futuro piuttosto che pensare al mantenimento dell’equilibrio presente. E il ruolo di “educazione riformatrice” svolta da “Il Mondo” sarebbe stato utile.

 

Però il ruolo da svolgere presupponeva una indipendenza che a propria volta poteva dipendere solo dalle proprie forze. Erano le forze, le energie economiche che, in quel caso, stavano venendo meno. Pertanto, con rammarico, Pannunzio si congedava dai suoi lettori-amici.

 

Cari amici, anche noi ci troviamo ad affrontare un appuntamento cruciale. Non lo nego, è già accaduto nel nostro passato e siamo riusciti, miracolosamente, a tenere in piedi la baracca. Ma stavolta la cosa è più seria.

 

E’ più seria perché non solo ci mancano le energie finanziarie (cosa che ci è sempre accaduto) ma stanno cominciando a scemare, pericolosamente, anche le energie umane. Il pericolo che corriamo è quello di avere una “sigla” che potrebbe essere messa al servizio di progetti diversi da quelli da noi immaginati all’inizio della nostra avventura.

 

Ricordiamolo il compito che ci siamo assegnati: lottare per la Rivoluzione liberale, ossia per le riforme istituzionali, economiche e civili consistenti a) nel rilancio dell'alternativa laica, presidenzialista, federalista e maggioritaria anglosassone; b) nel rilancio delle lotte liberiste per la liberazione del mercato, del lavoro e dell'impresa; c) nel rilancio delle lotte antiproibizioniste non solo sulla droga, ma anche sulla libertà terapeutica e di ricerca scientifica.

 

Siamo in grado di seguire la rotta oppure, illudendoci di seguirla, rendiamo la Rivoluzione liberale più lontana nel tempo?

 

Già altri hanno commesso questo errore, rendendo più difficile il nostro impegno, non vorrei che lo commettessimo anche noi, soprattutto oggi che la situazione politica sembra rimettersi in movimento fornendo opportunità al movimento riformatore.

 

Occorre una riflessione collettiva e serena per decidere il da farsi, anche grazie al tuo contributo di idee, per questo Ti invito a partecipare, sabato 12 dicembre dalle ore 17,15 al nostro XII congresso a Castelfranco Veneto (Tv) (Via Damini, 34 nella sala del ristorante “Anna Smania”) che ha lo slogan “Oggi in Veneto, domani in Italia” e il sottotitolo “liberali e democratici per la Riforma” proprio per evidenziare lo snodo che affronteremmo nei prossimi mesi in una regione che sembra disponibile ad ascoltare un discorso riformatore da parte di liberali e democratici.

 

Alla riunione congressuale seguirà il VII incontro conviviale della m-l “liberali veneti” che avrà il costo indicativo dell’anno scorso, cioè, € 20,00 a cranio.

 

A presto,

Beppi Lamedica



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2 dicembre 2008

Invito al Congresso di Veneto liberale

Cari amici,

sabato 6 dicembre ci riuniremo non solo per lo svolgimento dell’XI congresso del nostro sodalizio e decidere “che fare”. Sarà il primo incontro per celebrare il decennio di esistenza di un sodalizio di “eretici” che non si riconosce in nessuna delle famiglie partitiche esistenti oggi in Italia. Si dice che ne sono una sessantina e noi, che non ci riconosciamo in nessuna, non siamo incontentabili: siamo irriducibilmente liberali che rifiutano le dosi omeopatiche di liberismo e di libertarismo che timidi liberali propongono. Non ci sono alternative: o si è liberali o si è socialisti, o conservatori o, peggio ancora, clericali. Questa consapevolezza ce la portiamo dentro da anni, se non da decenni.

Non posso nascondervi che ci sono pericolosi segnali di stanchezza. La normalizzazione in atto, conseguente allo straordinario successo dei berlusconiani ed ai suicidi di coloro che dovevano svolgere il ruolo di oppositori, sta fiaccando anche noi. Dobbiamo stringere i denti perché ci sono da affrontare due appuntamenti cruciali: il referendum elettorale e le elezioni europee. Saremo in grado di affrontare questi impegni? Molto dipenderà dalla nostra volontà: fa quel che devi, accada quello che può.

A presto,

Beppi


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23 novembre 2007

Invito al X congresso di Veneto liberale

Castelfranco Veneto 23 novembre 2007

 

Care amiche e cari amici,

l’anno scorso avevamo assunto l’impegno di sostenere il progetto referendario dei proff. Guzzetta e Segni perché da liberali avevamo individuato quella strategia in quanto rifuggiva dall’ideologia conservatrice e dalla utopia anarchica.

 

I fatti di questi ultimi giorni sembrano darci ragione: le coalizioni della Casa delle Libertà e dell’Unione sono ormai superate.

 

Il bipolarismo elettorale frutto di quelle coalizioni è in crisi, e la crisi è stata indotta prima dalla costituzione del Partito democratico ed ora da quello “popolare” proposto da Berlusconi. A nostro avviso ciò è avvenuto anche perchè oltre ottocentomila cittadini hanno sottoscritto i quesiti referendari predisposti da Guzzetta e Segni. Se non ci fosse stata la minaccia referendaria non credo proprio che DS e Margherita avrebbero avuto il coraggio di accelerare il percorso verso la costituente del Partito democratico. E senza questo evento lo strappo di Berlusconi è poco probabile che si sarebbe attuato.

 

La radicale alternativa liberale al Polo e all’Unione non potrà che trasformarsi in alternativa al partito veltrusconiano.

 

Il tema del nostro X congresso, infatti, sarà: “Per il partito della Riforma con il partito liberale europeo (ELDR)”. Il tema denota una visione di respiro europeo perché siamo consapevoli che il passaggio alla democrazia liberale può essere possibile solo se si supera una visione domestica del confronto politico. Di qui la bontà nell’individuazione dell’ELDR, ossia del Partito Liberale Europeo, quale referente europeo, vista anche l’approvazione, nel loro ultimo congresso, di alcune risoluzioni libertarie come quelle 1) a favore dell'introduzione dell'eutanasia in Europa sul modello dell'Olanda, del Belgio e della Svizzera, 2) sulla ricerca scientifica, in cui si chiede di "autorizzare, attraverso limiti e regole certe la ricerca sulle cellule staminali embrionali, anche con la tecnica del trasferimento nucleare", di "liberare la fecondazione assistita e la diagnosi pre-impianto", e quelle 3) sulla libertà terapeutica in cui si auspica il via libera all'utilizzo di RU486 e di Cannabis terapeutica.

 

Il nostro X congresso si svolgerà a Castelfranco Veneto sabato 8 dicembre dalle ore 15 nella saletta messaci a disposizione dal Ristorante Anna Smania, in Via Damini 34. Nell’occasione ci vedremo verso le 12,45 per chi vorrà partecipare al V incontro conviviale della M-L Liberali Veneti.

 

Vi aspettiamo,

 

Beppi Lamedica – segretario di Veneto liberale


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