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“[…] Chi cerca nella libertà altra cosa che la libertà stessa è fatto per servire […]” (Alexis de Tocqueville)

 
11 novembre 2007

Unità dei liberali

Il contributo del Coordinamento al Convegno di Fiuggi

 

Il Partito Liberale ha indetto a Fiuggi (9-10 e 11 novembre) un Convegno dal titolo "Verso la costituzione di un soggetto unico dei liberali". E' la prima volta che il PLI ammette il problema e fa sua l'esigenza d'un soggetto unitario liberale in Italia. Il che ci fa piacere e ci incuriosisce. Il nostro Coordinamento dei Liberali italiani, ha deciso di affidare a Nico Valerio il compito di rappresentarlo con un intervento-saluto, nell'intento di offrire anche un contributo di idee al dibattito. Con l'aggiunta d'una doverosa premessa e con qualche aggiustamento formale, ecco nella sostanza il documento del Coordinamento letto da Nico Valerio a Fiuggi:

 

Care amiche e cari amici liberali, parlo come liberale di base, consigliere nazionale del PLI, ma anche - consentitemelo - come rappresentante del Coordinamento dei Liberali Italiani, un comitato che avevo proposto già quattro anni fa nella newsletter del Salon Voltaire a 3500 intellettuali, organizzatori e simpatizzanti liberali, e che poi abbiamo fondato nel giugno dell’anno scorso col compito di unificare tutti i club liberali italiani, proprio in prospettiva d’un unico soggetto liberale.

 

Perciò, cari amici, il tema dell’attuale Convegno di Fiuggi "Verso un soggetto unico dei liberali" ha molto interessato il nostro Comitato. Che con questo intervento intende offrire il suo contributo ai lavori del Convegno, sottolineando alcuni punti essenziali per rimediare alla carenza di liberalismo di cui soffre la nostra Repubblica.

 

Il nostro obiettivo è riunire i liberali in un partito autonomo distinto dai conservatori, dai socialisti e dai clericali, perché solo distinguendo gli uni dagli altri è possibile immaginare un percorso chiaro e produttivo per il Paese.

 

La cultura politica unitaria dovrà fondarsi su libertà, laicità, Stato quanto serve alle libertà, centralità del cittadino con i suoi diritti di cittadinanza e proprietà, libero mercato, lotta alle corporazioni, scienza libera, valorizzazione dell'identità italiana nell'Unione Europea.

 

L’obiettivo che perseguiamo come Coordinamento è quello di estendere la nostra iniziativa ad un numero sempre crescente di club liberali per giungere alla Costituente dei liberali italiani e sfociare poi nella grande assemblea costituente degli Stati Generali del liberalismo che darà forza all'azione politica liberale in Italia.

 

I liberali non possono che distinguersi da questa Destra e da questa Sinistra perché le ritengono espressioni di un bipolarismo elettorale insufficiente a far emergere il reale conflitto tra le grandi opzioni politiche (ad es. dirigisti e liberisti, autoritari e libertari, clericali e laici, conservatori e riformatori) e perciò chiuso al liberalismo. Un esempio? Le diatribe antipolitiche del tipo Destra-Sinistra, berlusconiani-comunisti, che non vertono su nessun reale tema liberale, ma sono solo teatrino della politica.

 

Il Partito autonomo cui puntiamo dovrà essere il soggetto "dei" liberali, poiché perseguire la politica liberale è necessario e sufficiente per concorrere, nel confronto con le altre forze politiche, a proporre la soluzione ai problemi del Paese del segno delle libertà.

 

Naturalmente, la crescita, insieme col Partito autonomo liberale, anche della Cultura liberale diffusa nel Paese, renderà più attente al liberalismo anche le altre forze politiche, migliorando così le condizioni generali. Ma non renderà liberali né i conservatori, né i socialisti, né i clericali. La nostra differenza, la nostra identità, resterà sempre, perché si basa sulle idee, sulla nostra cultura, sulla nostra sensibilità. Che sono valori irrinunciabili.

 

Riteniamo, infine, indispensabile - andando alle elezioni europee - che l’ELDR, il Partito Liberale Europeo, diventi protagonista anche della lotta politica in Italia, come soggetto dei riformatori distinto da coloro che si rifanno al Partito Popolare-Conservatore e al Partito Socialista, al Partito della Sinistra e a quello della Destra.

 

Il nostro Manifesto del 4 luglio 2006 rappresenta meglio quanto vi ho finora detto.

 

Mi auguro, ci auguriamo, che presto possa iniziare tra noi una fattiva collaborazione sulla base della linea seguita dall’ELDR e dall’Internazionale Liberale, allo scopo di rendere protagonisti i liberali nelle prossime lotte politiche ed elettorali, a cominciare dalla partecipazione alle Elezioni Europee del 2009, che ci auguriamo comune.

 

Vi rivolgiamo il nostro caloroso saluto e gli auguri più sinceri di buon lavoro.

 

NICO VALERIO, a nome del COORDINAMENTO DEI LIBERALI ITALIANI*

 

Membri attuali:

Veneto Liberale (Lamedica)

Forum Liberale delle Marche (Pietroni)

Giovani Liberali-Lymec (Gennaio)

Federazione dei Liberali (Morelli)

Salon Voltaire (Valerio)

Tavolo dei liberali Veneti (Marchioro)

Liberali di Verbania (Gaggiotti)

Liberali Sardi (Carboni)

Nuovo Pli (Procaccini)

I Liberali (Palmieri)

 


31 agosto 2007

Vele liberali, e non fazzoletti!

PER UN SOGGETTO “DI” LIBERALI

La crisi del regime ha svelato il volto antipolitico di questo bipolarismo frutto di un sistema elettorale tutt’altro che maggioritario. Le coalizioni sono il prodotto della passione anticomunista e di quella antiberlusconiana. Non si confrontano due progetti politici alternativi tant’è che entrambe le coalizioni hanno alimentato ed alimentano la spesa pubblica pur proclamando ai quattro venti l’intenzione di abbassare le tasse.

Il risorgere di conflitti politici (filoccidentalismo/antiamericanismo, centralità del mercato/antiliberismo, laicismo/clericalismo) ci aveva fatto sentire sulla pelle un venticello liberale. Lo stesso progetto del Partito Democratico sembrava segnare l’inizio di una nuova epoca: il superamento dell’antipolitica e l’avvento della “nobile” Politica. Invece sembra che le oligarchie burocratiche dei DS e dei DL realizzeranno più che un partito nuovo un nuovo partito già vecchio. Il tasso di doroteismo di cui il progetto sembra affetto (ultima chicca: chi partecipa alle primarie del 14 ottobre non si iscrive al partito, ma aderisce soltanto!) produrrà un soggetto per democristiani nascosti dalla apparente leadership di un excomunista.

D’altra parte Berlusconi persegue il suo tradizionale progetto palesemente neodemocristiano. Lo ha confermato anche a Telese, alla festa dei democristiani mastelliani.

I comunisti orfani e nostalgici del PCI si stanno raggruppando attorno alla Sinistra Democratica che sembra dirigersi verso il socialismo europeo.

E verso il socialismo europeo sembrano indirizzati anche alcuni socialisti, che si dicono anche  liberali, senza capire che così facendo si confonderanno con coloro che non li hanno mai potuto soffrire. E chiedono una mano ai liberali che non si sentono affatto socialisti. Altri, che si sentono gli eredi del PRI di La Malfa, chiedono anche loro una mano ai liberali, anzi solo a quelli che ritengono liberaldemocratici.

Eppure liberalsocialisti, liberaldemocratici, laici potrebbero insieme dar vita ad un forte e grande soggetto “di” liberali. Basterebbe rispettarsi e tenere in considerazione altre iniziative. Ad esempio quelle che si richiamano al “Coordinamento dei liberali italiani – per una politica liberale”. Ora nessuna confluenza, incontriamoci mantenendo le nostre distinzioni e se, sapremo superarle, confondiamoci. E’ il vuoto di liberalismo che oggi può essere riempito.

Con un po’ di umiltà invece di chiedere adesioni diamo agli altri l’opportunità di presentare il loro progetto. Potrebbe diventare compatibile. (bl)


30 agosto 2007

Veneto liberale, il Coordinamento dei liberali italiani e la "Costituente laica liberaldemocratica"

La direzione di Veneto liberale, riunitasi oggi 29 agosto 2007 a Castelfranco Veneto,

esaminato l’odg che vede quale unico argomento l'iniziativa evidenziata nella riunione del Coordinamento dei liberali italiani – per una politica liberale del 10 agosto scorso, ossia quella denominata "Noi ragioniamo - Laici, democratici, liberali e repubblicani, verso la Costituente Laica Liberaldemocratica", iniziativa avviata a fine luglio da 11 persone di più regioni , dirigenti della Federazione dei Liberali (5), del Forum dei repubblicani (4) e del Movimento dei Repubblicani Europei (2);

premesso

che Veneto liberale è soggetto Costituente del “Coordinamento dei liberali italiani – per una politica liberale”, avendo ritenuto coerente il proprio progetto per la costituzione di un grande soggetto politico “di” liberali (con moderati e radicali, con riformisti e riformatori) con il Manifesto del 4 luglio 2006 in cui si premette la necessità di riunire i liberali e di affermarne la distinzione dai socialisti, dai conservatori e dai clericali;

che il progetto che mira alla “Costituente laica liberaldemocratica” è coerente con il progetto di Veneto liberale in quanto l’obiettivo politico di costituire un soggetto politico con moderati e radicali, riformisti e riformatori non può, certamente, escludere una collaborazione con chi si dichiara laico e liberaldemocratico;

che, però, il progetto denominato “Coordinamento dei liberali italiani – per una politica liberale”, fondandosi sul Manifesto del 4 luglio 2006, mira a riunire innanzi tutto i “liberali”, affermando la distinzione con i socialisti, i conservatori e i clericali, è, perciò, alternativo a chi con l’aggettivo liberaldemocratico sembra prefigurare una distinzione da altri liberali ed una non distinzione dai socialisti e dai conservatori, tra i quali possono sicuramente annoverarsi dei “laici”;

che, quindi, l’adesione, con la sottoscrizione della dichiarazione di intenti del progetto mirante alla “Costituente laica liberaldemocratica”, mentre sarebbe compatibile con il progetto di Veneto liberale, risulterebbe incompatibile con il progetto del “Coordinamento dei liberali italiani – per una politica liberale”;

che Veneto liberale ribadisce la piena coerenza della propria adesione al Manifesto del 4 luglio 2006 ritenendo la distinzione dei liberali dai socialisti, conservatori e clericali elemento fondamentale di chiarezza;

si ritiene, perciò, non opportuno sottoscrivere la dichiarazione d’intenti (vista anche l’illiberale affermazione secondo la quale i sottoscrittori sarebbero “da sempre legati alla cultura critica della concretezza e del fare”, affermazione apodittica e presuntuosa inaccettabile per chi ritiene la tolleranza e il dubbio le virtù progenitrici della propria cultura politica) con conseguente decisione di disertare la riunione del prossimo 29 settembre sottolineando, così, l’incompatibilità del progetto denominato “Costituente laica liberaldemocratica” con il progetto del “Coordinamento dei liberali italiani – per una politica liberale”.

Veneto liberale, infine, ritiene

che la politica liberale ha bisogno di un grande soggetto politico “di” liberali ove possono anche, a pieno titolo, impegnarsi liberaldemocratici, liberalsocialisti ed, eventualmente, laici vari;

che per far nascere un grande soggetto di liberali, è indispensabile la modifica del sistema elettorale;

che il sistema elettorale proporzionale favorisce piccoli soggetti, mentre il sistema elettorale maggioritario favorisce grandi soggetti politici;

PQM

Veneto liberale ribadisce la piena adesione al progetto referendario dei proff. Guzzetta e Segni.

Beppi Lamedica - segretario, Marco Cantini - tesoriere, Roberto Granzotto - owner m-l "liberali veneti", Luca Miotti e Rosanna Graziotto



 

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