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Venetoliberale
per la radicale alternativa liberale
 
 
 
 
           
       

“[…] Chi cerca nella libertà altra cosa che la libertà stessa è fatto per servire […]” (Alexis de Tocqueville)

 
4 maggio 2011

Direzione del 4 maggio 2011

MOZIONE

La direzione di Veneto liberale riunita oggi 4 maggio 2011, esaminato l'ordine del giorno osserva quanto segue:

1) La morte del terrorista Bin Laden ci impone una riflessione sullo stato dell’aggressione dell’integralismo pseudoreligioso alla vita di coloro che ritengono la libertà individuale intangibile.

Ricordiamo le stragi più efferate commesse dai gruppi riferibili a Bin Laden

New York 11.9.2001

Karachi 8.5.2002

Bali 12.10.2002

Casablanca 17.5.2003

Iraq 19.8.2003

Madrid 11.3.2004

Londra 7.7.2005

Sharm el Sheikh 23.7.2005

Mumbai 25.11.2008

Volo Amsterdam – Detroit 25.12.2009

Sono ormai quasi dieci anni che i killer ispirati da Bin Laden hanno sparso il terrore in tutto il mondo arrecando anche un grave danno alla religione islamica facendola apparire, a molti, come aggressiva nei confronti della società aperta e liberale.

La fine del leader spirituale è sicuramente uno smacco per Al Qaeda ma potrebbe avere un modesto impatto sulla rete terroristica. Ci auguriamo, però, che il successo dell’operazione militare statunitense sia il frutto di un declino del movimento terroristico: sarebbe un buon giorno per chi ama la pace.

2) Intanto le rivolte nell’area meridionale del mediterraneo stanno dimostrando gli errori commessi dai paesi europei appoggiando i regimi autocratici, invisi ai popoli che oggi si sono sollevati. I governi europei hanno delegato loro il compito di arginare il naturale movimento migratorio di chi soffre la mancanza di pane e di libertà. L’Europa Unita non può isolarsi come fosse un castello assediato: deve approfittare di questa situazione per un netto cambio di rotta. Dobbiamo rinunciare all’Europa intergovernativa per intraprendere il percorso verso gli Stati Uniti d’Europa secondo la proposta sempre attuale del “Manifesto di Ventotene” di Spinelli, Rossi e Colorni

3) A livello nazionale la crisi del regime si manifesta con la sostanziale inutilità delle prossime elezioni amministrative, ad eccezione delle elezioni comunali di Milano e di Napoli. Da queste due città potrebbe giungere un messaggio riformatore qualora lo scontro elettorale facesse scoccare la scintilla per innescare il processo di costituzione di una forza politica, di liberali e di democratici, alternativa ai conservatori e avversaria decisa degli integralisti.

4) L’ostilità del regime nei confronti dei referendum già indetti per il prossimo mese di giugno prova la continuità tra la cosiddetta prima repubblica e la seconda: lo scioglimento anticipato delle camere del 2008, per impedire il voto sulla legge elettorale, ha avuto come precursore lo scioglimento anticipato delle camere del 1972, per impedire il referendum sul divorzio. Non possiamo non denunciare la consuetudine di questa illegalità, perciò non ci indigniamo delle gherminelle berlusconiane.

5) Sul biotestamento sottoscriviamo parola per parola la lettera di Umberto Veronesi a Berlusconi pubblicata dal Corriere della Sera lo scorso 1 maggio. In particolare condividiamo l’appello “a non fare dei diritti del malato e del dilemma, che lei giustamente ha definito «intimo e privato», della fine della propria vita, una questione sostanzialmente politica”. Manifestiamo la nostra gratitudine a Umberto Veronesi che ha ricordato le parole di Indro Montanelli,. Riteniamo quelle parole indicative della nostra posizione politica: “Io non mi sono mai sognato di contestare alla Chiesa il suo diritto di restare fedele a se stessa, cioè ai comandamenti che le vengono dalla sua Dottrina. Ma che essa pretenda di imporre questo comandamento anche a me, che non ho la fortuna (dico e ripeto, non ho la fortuna) di essere un credente, le sembra giusto? A me no. A me sembra che l' insegnamento della Chiesa debba valere per chi crede nella Chiesa, cioè per i "fedeli". Non per i cittadini, fra i quali ci sono, e in larga maggioranza, i miscredenti, gli agnostici i seguaci di altre religioni”.

6) E intanto di inquinamento ambientale si muore. Secondo l’Organizzazione Mondiale per la Sanità, considerando i soli 30 capoluoghi di provincia della pianura Padana, il numero di morti premature attribuibili alle polveri sottili è stimabile in 7 mila l'anno. L'Agenzia Europea per l'Ambiente da parte sua inserisce 17 città italiane tra le prime 30 più inquinate del continente, con Torino, Brescia e Milano che si piazzano tra il secondo e il quarto posto nella triste classifica.

Sappiamo che le condizioni climatiche che impediscono il ricambio dell’aria in val Padana rendono la situazione locale ancora più difficile, ma resta il fatto che di polveri sottili (particelle in grado di raggiungere gli alveoli polmonari senza essere intercettate dai filtri del nostro apparato respiratorio) si muore. E che le amministrazioni locali – responsabili del rispetto delle soglie massime di inquinanti nell’aria - hanno dato prova di non riuscire a realizzare politiche adeguate di controllo delle emissioni. Talvolta rimanendo addirittura inerti.

7) Infine la situazione carceraria rappresenta una ulteriore prova della illegalità del regime.

Infatti è noto che l’attuale condizione degli istituti di pena nazionali contraddice radicalmente l’intento delineato dalla Costituzione. Circa l’80 per cento della popolazione carceraria è, infatti, costituita dalla cosiddetta detenzione sociale, ovvero da persone che vivono uno stato di svantaggio, disagio o marginalità (immigrati, tossicodipendenti, emarginati) per le quali, più che una risposta penale o carceraria, sarebbero opportune politiche di prevenzione e sociali appropriate.

Le strutture penitenziarie del nostro Paese raccolgono oggi una popolazione di quasi 68.000 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare di 44.608 posti.

Per questi motivi Veneto liberale ribadisce la necessità di una Rivoluzione liberale che consiste: a) nel rilancio dell’alternativa presidenzialista, federalista, maggioritaria, anglosassone, b) nel rilancio delle lotte liberiste per la liberazione del lavoro e dell’impresa, c) nel rilancio delle lotte per le libertà individuali riguardanti l’antiproibizionismo non solo sulla droga, ma anche sulla libertà terapeutica e di ricerca scientifica.

 



10 aprile 2011

ELOGIO DEL DUBBIO E DELLA TOLLERANZA

NORBERTO BOBBIO “IL FUTURO DELLA DEMOCRAZIA” RCS Quotidiani SpA Milano 2010

Annovero Norberto Bobbio tra i miei maestri, tra i miei “maggiori”, per usare un termine caro ad Alessandro Galante Garrone, altro maestro di laicità. Bobbio mi ha insegnato le virtù del dubbio e della tolleranza, perciò ricordava spesso la necessità del ripudio del fanatismo. Non so se sono riuscito ad essere un suo buon discepolo.

Ho avuto la fortuna di imbattermi in Bobbio al ginnasio, nei primi anni’60 dello scorso secolo. Ricordo un testo di “Educazione civica” scritto assieme a Franco Pierandrei intitolato “Introduzione alla Costituzione”, pubblicato da Laterza. In quel testo è contenuta la sintetica qualificazione bobbiana della Costituzione repubblicana: “Una Costituzione ispirata a ideali liberali, integrati da ideali socialisti, corretti da ideali cristiano –sociali”

Proprio a quegli anni giovanili risale un nuovo incontro con Bobbio. Frequentavo la biblioteca comunale del paese in cui vivevo e mi imbattei in un testo uscito qualche anno prima. Si trattava di “Politica e cultura” che raccoglieva vari saggi, tra cui alcuni scritti in risposta e in polemica con Togliatti e l’intellettuale marxista Galvano della Volpe. Proprio nel saggio in cui polemizza con della Volpe Bobbio sostiene che l’unica forma possibile di democrazia effettiva è la liberaldemocrazia. L’altra forma, la democrazia totalitaria di derivazione rousseauviana, non era da considerarsi effettiva.

Ho incontrato ancora una volta Bobbio all’Università, in occasione dell’esame di Filosofia del diritto. Uno dei testi che dovevamo studiare era la “Teoria dell’ordinamento giuridico”. Bobbio qui scrive : “Lo scopo di qualsiasi legislatore non è di organizzare la forza, ma di organizzare la società mediante la forza”. Perciò se la forza è un mezzo per organizzare la società essa deve essere legale e legittima per trasformarsi in potere e in autorità. Solo così diventano rispettabili le istituzioni legislative.

La prima edizione de “Il futuro della democrazia” come ricorda Corrado Stajano nella prefazione di questa edizione qui segnalata, aveva come sottotitolo “Una difesa delle regole del gioco”. Si era nel 1984 e l’alternativa di sinistra, secondo il filosofo, era ancora teoricamente possibile. Bobbio, però, precisa: “non è la fumosa ‘alternativa democratica’ di cui parlano i comunisti”). Rispettare quelle regole significava dare la possibilità alla alternativa di sinistra di concretizzarsi.

Scriveva ancora Bobbio che “Ciò che è assurdo o meglio inconcludente è il vagheggiare un modo diverso di fare politica con attori e mosse diverse senza tener conto per farlo bisogna mutare le regole che hanno previsto e creato quegli attori e predisposto quelle mosse talora anche nei più minuti particolari. Questo discorso può piacere o non piacere, ma è l’unico discorso realistico che una nuova sinistra, se ancora c’è, possa fare.” Questo è il Bobbio riformatore che, essendo divenuta impossibile l’alternativa di sinistra, ha ispirato le mie scelte in favore dell’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti e in favore del sistema elettorale maggioritario e della forma di governo presidenziale. Purtroppo oggi abbiamo i partiti (e non solo essi) finanziati dallo stato, un sistema elettorale in base al quale i cittadini sono chiamati a ratificare le nomine dei parlamentari effettuate dagli oligarchi, una apparente repubblica parlamentare e si continua a cianciare di “antiberlusconismo e di berlusconismo”. Non posso non far mia una frase del Bobbio realista, individuando nell’alternativa liberale l’alternativa oggi necessaria. “Tutto il resto sta fra il castello in aria e l’agitazione per l’agitazione, destinata se mai ad accrescere, a breve e lunga scadenza, le frustrazioni.”

Il saggio introduttivo che dà il titolo al libro si conclude con l’affermazione che “la democrazia è prevalentemente un insieme di procedure”, ma come si può pretendere di avere dei cittadini “attivi”? La risposta di Bobbio è negli ideali. (Oggi li chiamerebbero “valori”, ma io preferisco la vecchia terminologia.) E gli ideali che sono a monte delle regole democratiche sono, secondo Bobbio, a) la tolleranza, b) la nonviolenza, c) il rinnovamento della società attraverso il libero dibattito delle idee e il cambiamento delle mentalità e del modo di vivere, d) la fratellanza. “In nessun paese del mondo – conclude –  il metodo democratico può perdurare senza diventare un costume. Ma può diventare un costume senza il riconoscimento della fratellanza che unisce tutti gli uomini in un comune destino? Un riconoscimento tanto più necessario oggi che di questo comune destino diventiamo ogni giorno più consapevoli e dovremmo, per quel poco lume di ragione che rischiara il nostro cammino, agire di conseguenza”. (bl)

INDICE: Prefazione di Corrado Stajano – Il futuro della democrazia – Democrazia rappresentativa e democrazia diretta – I vincoli della democrazia – La democrazia e il potere invisibile – Liberalismo vecchio e nuovo – Contratto e contrattualismo nel dibattito attuale – Governo degli uomini o governo delle leggi? – Democrazia e sistema internazionale - Note


12 dicembre 2010

Veneto liberale

XIII CONGRESSO

Si è svolto a Castelfranco Veneto il XIII congresso di Veneto liberale.

Il microsodalizio federalista ha compiuto il decennio di vita, un decennio segnato dalla caratteristica della non-collaborazione con il regime partitocratrico. Anzi nel corso di tre elezioni politiche (2001, 2006 e 2008) Veneto liberale ha scelto lo sciopero del voto per tentare di delegittimare il regime.

Di fronte all’attuale crisi “con rammarico – si afferma nella mozione politica approvata – , manifesta grande preoccupazione per la gravità della situazione a) a livello europeo con la sempre più precaria esistenza della Unione Europea b) a livello italiano con un fondamentalismo illiberale che sembra infettare tutte le istituzioni c) a livello culturale con il clericalismo che sembra travolgere anche le scarse difese poste da chi si dichiara laico”.

Il “manifestare grande preoccupazione per la gravità della situazione ” è spiegato in quanto la precaria esistenza dell’Unione Europea è un segnale di debolezza che rende “questa parte del mondo sempre più vulnerabile rispetto alla sfida del XXI secolo che vede la contrapposizione tra una visione politica basata sul pluralismo della diversità ed una basata su presunte identità nazionali, o culturali o, addirittura, parareligiose”.

Inoltre la gravità della situazione presenta segnali di degrado politico che “rischia di sommergere anche gli innocenti cittadini senza potere che da anni tentano di non collaborare con il regime”

In continuità con la linea politica indicata sin dalla sua nascita, Veneto liberale “ribadisce la necessità di una Rivoluzione liberale che consiste a) nel rilancio dell’alternativa presidenzialista, federalista, maggioritaria, anglosassone, b) nel rilancio delle lotte liberiste per la liberazione del lavoro e dell’impresa, c) nel rilancio delle lotte per le libertà individuali riguardanti l’antiproibizionismo non solo sulla droga, ma anche sulla libertà terapeutica e di ricerca scientifica”

Insomma si manifesta la volontà di rilanciare l’attività politica dopo la sospensione, per insufficienza di energie e di opportunità, decisa nel congresso dello scorso anno.

Infatti il sodalizio ha deciso “di verificare, al più presto, le modalità per sostenere” alcune specifiche attività. Ossia “a) l’attività dell’intergruppo al Parlamento europeo denominato ‘Gruppo Spinelli’ che ha lo scopo di raccogliere parlamentari, intellettuali e cittadini a favore di una Europa comunitaria, pronti a mettere l'interesse comune europeo davanti agli interessi particolari”, “b) l’attività della ‘Lega per l’Uninominale’ per la riforma nel senso del collegio uninominale maggioritario” “c) l’attività del ‘Comitato per la Libera Scelta’”

Naturalmente nel documento congressuale sono indicati anche i limiti posti al sostegno di dette attività.

Il sostegno al “Gruppo Spinelli” deve essere coordinato con il Movimento Federalista Europeo, che Veneto liberale proseguirà a fiancheggiare.

Il sostegno all’attività della “Lega per l’uninominale” dovrà essere compatibile con l’opposizione “a qualsiasi opzione che possa portare a una conferma della legge attualmente in vigore o a un peggioramento ulteriore della stessa in senso proporzionalistico”.

Infine, il sostegno all’attività del “Comitato per la Libera Scelta” non dovrà limitarsi solo alla “battaglia per l’introduzione nella nostra legislazione del c.d. ‘testamento biologico’(con il quale permettere anche la rinuncia all’alimentazione e all’idratazione forzata)” ma dovrà coinvolgere anche le “lotte volte a rendere sempre più concreta la libertà individuale (orientamento sessuale, ‘divorzio breve’, fecondazione medicalmente assistita, legalizzazione delle c.d. droghe leggere, coppie di fatto, salubrità dell’ambiente, etcc.). (bl)



12 dicembre 2010

Mozione XIII congresso di Veneto liberale

Il XIII Congresso di Veneto liberale riunitosi a Castelfranco Veneto il 12 dicembre 2010,

CONSTATA che l’Europa prefigurata da Ernesto Rossi, Altiero Spinelli ed Eugenio Colorni con il “Manifesto di Ventotene” è ancora di là da venire, vista l’attuale Unione Europea frutto di una politica intergovernativa piuttosto che di una leggera federazione di stati;

CONSTATA, inoltre, che la crisi economica in Europa è sostanzialmente strutturale, ossia priva di quegli ammortizzatori che potrebbero attutirne gli effetti, ed è aggravata dalla visione nazionalistica non osteggiata dalle istituzioni comunitarie; mentre negli USA è ciclica;

CONSTATA, altresì, la pavidità dei leaders politici europei nei confronti di coloro che umiliano pubblicamente i diritti umani come avvenuto in occasione della consegna del premio Nobel per la pace a Liù Xiaobo o della tragica vicenda di Sakineh e degli altri detenuti in Iran o nel caso della Birmania e di Aung San Suu Kyi;

DENUNCIA tali comportamenti come elementi di debolezza che rendono questa parte del mondo sempre più vulnerabile rispetto alla sfida del XXI secolo che vede la contrapposizione tra una visione politica basata sul pluralismo della diversità ed una basata su presunte identità nazionali, o culturali o, addirittura, parareligiose;

CONSTATA che il regime partitocratico italiano sembra giunto al capolinea dato che, non solo le forze politiche ma anche soggetti istituzionali, sembrano aver perso il lume della ragione a) come nel caso della recente iniziativa della magistratura, che vorrebbe sindacare le motivazioni delle manifestazioni di voto dei parlamentari, il che è palesemente in contrasto con gli artt. 67 e 68 della Costituzione repubblicana e b) come le dichiarazioni di governatori, presidenti di provincia e sindaci, soprattutto qui in Veneto, che hanno superato anche quel minimo senso di vergogna che ha sempre caratterizzato chi si qualificava saggio;

CONSTATA, inoltre, il faticoso inizio dell’attività della Lega per l’Uninominale che ha recentemente promosso un progetto di legge mirato all'indizione di un referendum consultivo che, in analogia di metodo con il procedimento referendario attualmente in corso in Gran Bretagna e con quello seguito in Nuova Zelanda negli anni '90, sottoponga all'elettorato italiano la scelta tra la conservazione del sistema elettorale previsto dalla legge n. 270/2005 attualmente in vigore e la sua sostituzione con un sistema elettorale secondo il modello del collegio uninominale maggioritario, in una delle sue possibili alternative (turno unico secondo l'esperienza anglosassone, doppio turno secondo quella francese, o turno unico con voto alternativo trasferibile e "ballottaggio preventivo", secondo quella australiana);

CONSTATA, altresì, la protervia delle forze clericali che hanno indetto per l’anniversario della morte di Eluana Englaro la giornata in ricordo di coloro che sono costretti ad una vita vegetativa, denunciando così l’omicidio che sarebbe stato perpetrato travisando dolosamente il calvario subito da Eluana e dalla sua famiglia;

DENUNCIA tali fatti come segni di un degrado politico che rischia di sommergere anche gli innocenti cittadini senza potere che da anni tentano di non collaborare con il regime;

pertanto

con rammarico, manifesta grande preoccupazione per la gravità della situazione a) a livello europeo con la sempre più precaria esistenza della Unione Europea b) a livello italiano con un fondamentalismo illiberale che sembra infettare tutte le istituzioni c) a livello culturale con il clericalismo che sembra travolgere anche le scarse difese poste da chi si dichiara laico;

ciò premesso,

DECIDE

di verificare al più presto le modalità per sostenere

a) l’attività dell’intergruppo al Parlamento europeo denominato “Gruppo Spinelli” promosso da Guy Verhofstadt, presidente del gruppo ALDE, Daniel Cohn-Bendit, co-presidente dei Verdi, Isabelle Durant, vice-presidente del Parlamento europeo e Sylvie Foulard del gruppo ALDE, che ha lo scopo di raccogliere parlamentari, intellettuali e cittadini a favore di una Europa comunitaria, pronti a mettere l'interesse comune europeo davanti agli interessi particolari, coordinandosi con le attività, nella stessa direzione, poste in atto dal Movimento Federalista Europeo;

b) l’attività della “Lega per l’Uninominale” per la riforma nel senso del collegio uninominale maggioritario, opponendosi a qualsiasi opzione che possa portare a una conferma della legge attualmente in vigore o a un peggioramento ulteriore della stessa in senso proporzionalistico;

c) l’attività del “Comitato per la Libera Scelta” affinché al fianco della battaglia per l’introduzione nella nostra legislazione del c.d. “testamento biologico”(con il quale permettere anche la rinuncia all’alimentazione e all’idratazione forzata) anche altre lotte volte a rendere sempre più concreta la libertà individuale (orientamento sessuale, “divorzio breve”, fecondazione medicalmente assistita, legalizzazione delle c.d. droghe leggere, coppie di fatto, salubrità dell’ambiente, etcc.)

RIBADISCE

la necessità di una Rivoluzione liberale che consiste a) nel rilancio dell’alternativa presidenzialista, federalista, maggioritaria, anglosassone, b) nel rilancio delle lotte liberiste per la liberazione del lavoro e dell’impresa, c) nel rilancio delle lotte per le libertà individuali riguardanti l’antiproibizionismo non solo sulla droga, ma anche sulla libertà terapeutica e di ricerca scientifica.


8 luglio 2010

Crisi di regime

CONTRO LA “NORMALIZZAZIONE”


La situazione politica è in movimento. La fragilità dell’attuale maggioranza governativa è segnalata dalle dimissioni del ministro Brancher. Sembra che il Pdl e la Lega non si fidano, in questo caso, di un voto di fiducia, come conseguenza della sfida del PD. Inoltre non solo vi è una chiara crisi della leadership del partito di maggioranza relativa, ma vi è un malcelato confronto nella Lega tra Calderoni e Maroni.


Le elezioni anticipate potrebbero convenire a chi già gode il vantaggio del potere politico, mentre un governo di “unità nazionale” o un governo sostenuto da una maggioranza parzialmente diversa potrebbe conseguire il modesto risultato di sostituire Silvio Berlusconi, quale Presidente del Consiglio. Tutte e due le soluzioni costituirebbero un antidoto alla possibile crisi di regime.


Sì, è la possibile crisi di regime che dovrebbe essere l’elemento sul quale puntare se si vuole una svolta riformatrice e liberale. Per questo indichiamo la laicità, il sistema elettorale maggioritario e il federalismo europeo tre temi da coltivare proprio per acuire la crisi.


Il regime è impastato di clericocrazia e il caso del cardinale Sepe ne è un significativo segnale. Indica anche un possibile conflitto all’interno della gerarchia vaticana. Mai come in questo momento sarebbe opportuno un’attacco ad una delle colonne del regime.


Il regime si basa sul sistema elettorale della nomina dei parlamentari che al massimo rappresentano i notabili dei partiti, ma sicuramente non rappresentano i cittadini. Occorre, perciò, proporre un sistema elettorale che capovolga la situazione. Un sistema elettorale che permetta la rappresentanza dei cittadini. Un sistema elettorale maggioritario, con la reintroduzione del collegio uninominale, sembra la miglior soluzione per ottenere la rappresentanza anche territoriale degli elettori.


Il regime si fa forte dei rapporti intergovernativi che sono alla base di questa Unione Europea. Non è senza significato la indicazione governativa di Massimo D’Alema come auspicabile “Ministro degli Esteri” della Unione. Puntare su di una federazione tra gli Stati Europei, o per lo meno tra quelli che fanno parte dell’area “euro”, potrebbe scompaginare i progetti dei fautori del mantenimento degli stati nazionali “forti” a danno di una Unione Europea debole, perché priva di una guida politica.


Non è una strategia facile da attuarsi, ma sembra l’unica alternativa alla tradizionale prassi di superare le crisi “normalizzando” il regime, perpetuandolo. (bl)


15 novembre 2009

Radicali Italiani

ROSA NEL PUGNO O RIVOLUZIONE LIBERALE?


Si è concluso l’VIII congresso dei Radicali Italiani con l’approvazione di una lunga e complessa mozione.


In realtà si è trattato di un vero manifesto nel quale i Radicali Italiani riassumono quanto avvenuto in Italia anche negli ultimi anni, quando il regime ha accolto la loro richiesta di ospitalità.


Si legge nel documento: “Il Congresso denuncia l’ulteriore aggravarsi delle condizioni di sostanziale non democraticità del regime italiano, a partire dalla sottrazione del diritto dei cittadini a conoscere per deliberare e dalla generale e sistematica violazione della legalità che caratterizza la vita pubblica e istituzionale del paese.”


Qual’è il bilancio della collaborazione con il centrosinistra e il partito Democratico?


“Il Congresso – scrivono nella mozione generale – saluta come un fatto nuovo e positivo l’intervento nella giornata iniziale del segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani, e auspica che esso segni una rottura della continuità, nella linea di ostilità e di negazione dell’identità e dell’autonomia radicale, linea che storicamente, da sempre, hanno seguito il Pci, il Pds, i Ds e ora il Pd, fino a provocare, da ultimo, l’esclusione dei Radicali dal Parlamento europeo. I Radicali intendono proseguire questo dialogo per quanto è possibile. Al contempo, denunciano la politica compromissoria con il governo Berlusconi che sta cercando di portare Massimo D’Alema alla carica di responsabile della politica estera europea, e che ha già prodotto i suoi effetti negativi con l’indecente accordo fra l’Italia e la Libia di Gheddafi.”


Non sembra proprio che valutino positivamente la collaborazione con il centrosinistra e con il PD, in particolare. L’intervento del neosegretario del PD, nella giornata iniziale del Congresso, è l’unico elemento valorizzato.


Naturalmente è molto poco, perciò, rivolgono un appello ai Verdi e agli ecologisti “perché con urgenza si esamini la possibilità di tutte le azioni da realizzare in vista delle prossime elezioni regionali . Uguale appello nel ricordo della Rosa nel Pugno, lasciata purtroppo fallire, rivolge ai laici, ai socialisti, ai liberali che non si arrendono e intendono sottrarsi all’assorbimento nei due blocchi di potere”.


Quindi, constatazione della inesistenza delle condizioni di una alleanza politica ed elettorale fra il PD e l’Italia dei Valori con la lista “Bonino-Pannella” alle prossime elezioni regionali.


Comunque anche l’eventualità di liste di coalizione con Verdi, Socialisti, liberali e laici è subordinata “alla capacità del movimento radicale nel suo complesso di raccogliere le firme necessarie, regione per regione, provincia per provincia, per la presentazione delle liste Bonino-Pannella alle prossime elezioni regionali”.


A propria volta questa condizione, necessaria e non sufficiente, non sarà realizzabile“senza che una vasta massa di cittadini, finora inattivi di fronte allo sfascio della democrazia, annunci da subito la disponibilità a firmare”


Riusciranno i radicali italiani a convincere i cittadini della opportunità del loro progetto se loro stessi riconoscono di essere stati irrilevanti, in questi ultimi tempi, visto che non sono riusciti a rendere i buoni a nulla almeno capaci di qualcosa?


In ogni caso nel documento, tra altre affermazioni sostanzialmente condivisibili, c’è un impegno molto importante per chi ritiene necessaria all’Italia e all’Europa la Rivoluzione liberale. Troviamo scritto nella mozione: “Il Congresso dà mandato agli organi del Movimento di promuovere un seminario di approfondimento del ricco e complesso progetto presentato da Mario Patrono per la riforma radicale delle istituzioni, ispirata al modello costituzionale americano, che possa rilanciare il ‘sogno’ di Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi di un governo federale europeo.”


Una ultima annotazione. Il congresso ha confermato il presidente e il tesoriere uscente mentre ha sostituito la segretaria uscente con Mario Staderini, non avendo la Casu riproposto la propria candidatura. (bl)


19 ottobre 2009

Partito Democratico

NON ANDRO' A VOTARE!


Mi è stato chiesto, da amici e da compagni, di recarmi domenica 25 ottobre a votare per scegliere il segretario del partito democratico.


Non accoglierò il cortese invito perché non sono un tifoso del partito democratico, anche se non lo sono neanche nei confronti del clan che appare come contrapposto.


Non vedo proprio perché dovrei cambiare opinione rispetto a quella espressa il 13 e il 14 aprile dello scorso anno quando ho rifiutato di esprimere il mio voto alle elezioni politiche. L’anno scorso ho praticato lo sciopero del voto (come d’altronde hanno fatto oltre dodicimilioni e cinquecentomila cittadini) in quanto ritenevo che votare significasse ratificare le decisioni della “casta”. Il sistema elettorale, denominato “porcata” dagli stessi autori, permette solo la ratifica e non prevede l’elezione dei rappresentanti dei cittadini. L’astensione è stato un atto di "non-cooperazione" e di “resistenza" a un regime che pratica l’illegalità. Pertanto prima ancora che una scelta di coscienza l’astensione è stata una riaffermazione dell'importante valore del gioco democratico.


Il voto che mi viene richiesto per domenica 25 ottobre ha lo stesso sapore. Anche in questo caso si tratta di ratificare quello che ha scelto il partito. Qualcuno propone di denominare quelle votazioni “doparie” piuttosto che “primarie” perché avvengono dopo la scelta del segretario operato dai militanti. Per carità, si può fare un dispetto non votando per il candidato preferito dai militanti di partito, ma perché farlo se fossi tifoso del PD? Perché smentire il parere dei generosi militanti che da anni sono impegnati nella costruzione di questo nuovo soggetto?


Concludendo: dopo il 25 ottobre il PD dovrà scegliere se avvizzire facendo da spettatore o da ancella del giustizialismo populista diprietista o, se vuole contribuire alla costruzione dell’opposizione al regime – oggi del tutto insignificante – deve liberare le sue energie laiche nella frattura laicismo/fondamentalismo. Non è la prima volta che indichiamo nella necessità di un soggetto riformatore di liberali e di democratici quale mezzo necessario, anche se non sufficiente, per abbattere il regime partitocratrico e proseguire la rivoluzione liberale lasciata incompiuta sin dalla caduta della Destra storica .(bl)


16 aprile 2009

I tiranni siano tiranni!

ELOGIO DELLA GHIGLIOTTINA


 […]Noi vediamo diffondersi con preoccupazione una paura dell'imprevisto che seguiteremo a indicare come provinciale per prevenire gravi allarmi. Ma di certi difetti sostanziali anche in un popolo "nipote" di Machiavelli non sapremmo capacitarci, se venisse l'ora dei conti. Il fascismo in Italia è una catastrofe, è un'indicazione di infanzia decisiva, perché segna il trionfo della facilità, della fiducia, dell'ottimismo, dell'entusiasmo. Si può ragionare del Ministero Mussolini colpe di un fatto d'ordinaria amministrazione. Ma il fascismo è stato qualcosa di più; é stato l'autobiografia della nazione. Una nazione che crede alla collaborazione delle classi; che rinuncia per pigrizia alla lotta politica, è una nazione che vale poco. […]


[…] Né Mussolini né Vittorio Emanuele di Savoia hanno virtù di padroni, ma gli italiani hanno bene animo di schiavi. È doloroso per chi lavora da anni dover pensare con nostalgia all'illuminismo libertario e alle congiure. Eppure, siamo sinceri sino in fondo, io ho atteso ansiosamente che venissero le persecuzioni personali perché dalle nostre sofferenze rinascesse uno spirito, perché nel sacrificio dei suoi sacerdoti questo popolo riconoscesse se stesso. […] Ora credo di giustificare meglio le mie responsabilità, le ragione dell'istintiva nostra ribellione. Non valorizzare; non ubriacarsi. […] Per questa ragione psicologica, chiarita qui, inesorabile. C'è stato in noi, nel nostro opporsi cieco, qualcosa di donchisciottesco. Ma nessuno ha riso perché ci si sentiva una disperata religiosità. Non possiamo illuderci di aver salvato la lotta politica: ne abbiamo custodito il simbolo. E bisogna sperare (ahimè, con quanto scetticismo) che i tiranni siano tiranni, che la reazione sia reazione, che ci sia chi avrà il coraggio di levare la ghigliottina, che si mantengano le posizioni sino in fondo. Si può valorizzare il regime; si può cercare di ottenerne tutti i frutti: chiediamo le frustate perché qualcuno si svegli, chiediamo il boia perché si possa veder chiaro. Mussolini può essere un eccellente Ignazio di Loyola dove c'è un De Maistre che sappia dare una dottrina, un'intransigenza alla sua spada!


[di PIERO GOBETTI "RIVOLUZIONE LIBERALE" A. I, n. 34 (23-11-1922)]


3 novembre 2008

Radicali italiani

CONCLUSO IL CONGRESSO, TRA LE LACRIME

Si è concluso oggi, 2 novembre 2008, il VII congresso dei Radicali Italiani fra le lacrime di Antonella Casu, radicale storica, ignota e stoica, eletta segretaria nazionale. Fra le lacrime perché non voleva svolgere il ruolo di segretaria.

E’ proprio una strana organizzazione quella dei Radicali Italiani: mentre nelle altre organizzazioni i concorrenti alla carica di segretario si danno coltellate, tra i radicali chi è individuato come possibile segretario, lo fa per disciplina di partito, per di più piangendo. Ancora una volta una donna guiderà il gruppo pannelliano.

Il movimento radicale potrebbe essere costretto a svolgere un ruolo più importante rispetto alle scarse energie che dispone. Si legge nella unica mozione politica approvata: “Il Congresso ritiene, nonostante le gravi condizioni anche in termini di risorse umane e finanziarie nelle quali versa Radicali italiani insieme alla “galassia radicale”, che proprio il Movimento radicale possa costituire la sola alternativa liberale e riformatrice allo sfascio delle istituzioni e della vita sociale ed economica, e debba perciò candidarsi a rappresentare l’elemento di aggregazione di una classe dirigente alternativa a quella responsabile dell’attuale dissesto.”

Maggiore modestia non avrebbe stonato con la bella conclusione offerta dalle lacrime della neosegretaria. Sarebbe bastato manifestare la disponibilità a collaborare con altri soggetti liberali, democratici e riformatori.

La resistenza per l’esistenza del soggetto radicale, che si è concretizzata con la strategia dell’ospitalità, ha finora fruttato una pattuglia di attivisti radicali nel Parlamento, ma la tattica della serpe in seno sembra trasformata nel verme solitario nell’intestino del PD. Infatti si legge che il Congresso “considera che la possibilità stessa di continuare ad assicurare […] (la) resistenza radicale[…] venga oggi sempre più messa chiaramente in discussione dal tentativo di cancellare con la violenza dell’illegalità e della non-democrazia la nozione della storia e delle lotte radicali, i diritti civili, politici e sociali dei cittadini[…]” Non è sicuramente un buon bilancio consuntivo.

Comunque, indicare nella libertà di associazione e nella introduzione del collegio uninominale quali condizioni per un avvio di una reale riforma e invocare l’aiuto di energie laiche, liberali, socialiste, federaliste, ambientaliste e democratiche denotano comunque la consapevolezza della inadeguatezza del soggetto Radicali Italiani, al di là di ogni manifestazione di immodestia.

Un ultimo elemento da sottolineare è “l’obiettivo della istituzione di una Anagrafe Pubblica degli Eletti e Nominati” quale “primo banco di prova per la legalizzazione e moralizzazione della vita pubblica e istituzionale del Paese”.

Quello che manca nella mozione è la scarsa attenzione nei confronti dell’attualità. L’inaspettato risveglio della questione Alitalia oltre le minacciate sanzioni nei confronti dei napoletani “sporcaccioni” potrebbero causare una delusione, nel popolo del centrodestra, dopo le illusioni prodotte dai miracoli berlusconiani, nonché l’acquisizione di Veltroni quale seguace di Di Pietro, potrebbe innescare un certo malessere nella componente riformista del popolo del PD.

Su questi punti, nonostante i contributi del congresso e, in particolare, quello di Bordin, nulla appare nella mozione conclusiva. Particolare interessante: Marco Pannella non l’ha votata. Di qui l’illazione di un possibile dissenso Pannella-Bonino, visto che quest’ultima ha contribuito a redigere la mozione.

Ad avviso di chi scrive non aver individuato la possibile apertura di uno spazio politico è un grave errore per un movimento che è stato capace di captare “segnali” dalla società civile. Anzi avrebbe potuto costituire la premessa per l’abbandono della strategia dell’ospitalità, vista la nuova situazione. (bl)


5 maggio 2008

Radicali Italiani: il convegno di Chianciano

Il convegno di Chianciano – cd. Assemblea dei Mille – convocato da Pannella e da Del Bue ha confermato la mia convinzione della scelta del Pd come luogo ove, Marco Pannella, vorrebbe far ospitare l’erede di Gobetti, Rosselli, Rossi, Salvemini e dello stesso Pannella.


Infatti la scelta di "nominare" Mauro Del Bue coordinatore per "strutturare quest'area variegata che per tre giorni  ha discusso apertamente: socialisti del centro destra (Sacconi) e centro-sinistra, ex-comunisti (da Salvi a Folena a Bonadonna), verdi (Boato), cattolici (Rotondi), oltre ad esponenti del Pd (da Tonini a Giacchetti, da Marino a Manconi): questo di Chianciano e' solo l'inizio". Inoltre  il neocoordinatore afferma: "Certo il bilancio e' ottimo: dopo il diluvio delle elezioni ora c'e' un porto sicuro cui attraccare" E Pannella, aggiungendo che la leadership del partito democratico non gli interessa perché "non e' cosa che mi riguarda", esplicitamente dichiara che quel che gli interessa, invece, e' la vita interna del Pd. Cioè Pannella vorrebbe rendere più confortevole l’ospitalità per i suoi compagni, ospitalità guadagnata accettando la discriminazione nei confronti di Sergio d’Elia e sua.


Purtroppo Pannella sembra ormai perso per la "rivoluzione liberale", visto che ha rivolto un ennesimo invito a Bertinotti : "Sono tante le cose che ci accomunano: il progetto della sinistra europea, la non violenza, lo stato di diritto, l’umanita’ femminile, non resta che concretizzare il tutto".


Per fortuna alcuni hanno costituito l’associazione radicale antiproibizionista al fine di rilanciare e riaffermare le proposte antiproibizioniste attraverso iniziative politiche ed azioni nonviolente, promuovendo e coinvolgendo altre forze politiche e movimenti.


Quindi non tutte le energie saranno impiegate per prestare attenzione alla vita interna del Pd e, perciò, fare concorrenza, da una posizione di favore – vista la poca lealtà di Di Pietro – , al ruolo che vorrebbe svolgere l’IdV di Di Pietro: ossia acquisire consensi aggiuntivi all’area antiberlusconiana.



 

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