.
Annunci online

Venetoliberale
per la radicale alternativa liberale
 
 
 
 
           
       

“[…] Chi cerca nella libertà altra cosa che la libertà stessa è fatto per servire […]” (Alexis de Tocqueville)

 
16 ottobre 2011

GLI INGANNI CLERICALI SULL’UNITA’ D’ITALIA

MASSIMO TEODORI “RISORGIMENTO LAICO” Rubettino, Soveria Mannelli 2011


In occasione del 150° anniversario dell’unità d’Italia un protervo clericalismo, associato ad una risorgente nostalgia neoborbonica congiunto ad un pseudo mito padano, tenta di svalutare il ruolo che ha svolto il laicismo per il raggiungimento dell’unità d’Italia. Invero è stato il laicismo il collante dei liberali e dei democratici che lottarono per l’unità e l’indipendenza della nostra patria.

Scrive Teodori: “La realtà risorgimentale è che il laicismo, in tutte le possibili variazioni anche anticlericali, fu la costante dei liberali e dei democratici quale risposta all’arroccamento tradizionalista del papato.”

Il laicismo anticlericale fu la risposta al clericalismo. Lo ribadisce l’autore di questo ottimo e opportuno pamphlet. “ E’ per questo che dovettero divenire anticlericali, oltre che laici, perfino importanti cattolici liberali nel momento in cui presero atto che la Chiesa disattendeva ogni aspirazione innovatrice. Nelle polemiche capziose ancora circolanti contro il laicismo risorgimentale, si dimentica che fu il clericalismo a generare l’anticlericalismo e non viceversa, che la difesa laica del liberalismo fu provocata dal rifiuto oppostogli dal mondo cattolico, e che le soppressioni ‘giacobine’ delle organizzazioni e dei beni ecclesiastici, non furono altro che l’opportuna risposta alla cupidigia materiale dei clericali.”

Ripristinare una sacrosanta verità storica è una premessa necessaria per rilanciare il laicismo a fronte della rincorsa del clericalismo come fanno oggi certi ex radicali, ex socialisti ed ex comunisti.

Massimo Teodori, da buono storico parla del passato per cercare di fare luce sul presente affinché si possa intravedere un barlume nel futuro. “I due grandi partiti della cosiddetta posticcia ‘seconda repubblica’ – i postdemocristiani a destra e i postcomunisti a sinistra –, pur proclamandosi a parole ‘liberali’, hanno nei fatti seguito una politica illiberale e antilaica: in maniera spudoratamente clericale i berlusconiani, e in maniera ipocritamente compromissoria i democratici di sinistra. La legislazione codina dell’ultimo ventennio ne fa abbondantemente fede.”

Ma, come si sul dire, Teodori sembra lasciarsi trascinare dal pessimismo della ragione e pone una domanda: “Dobbiamo, dunque, ritenere che lo spirito laico risorgimentale, in mancanza di significativi interpreti politici, è definitivamente scomparso? Se così fosse, la nostra civiltà entrerebbe nel tunnel oscuro del fondamentalismo”

Teodori reagisce al pessimismo della ragione sottolineando l’intervento del Presidente Napolitano alla Seduta comune del Parlamento (Camera dei deputati 17/03/2011) in occasione dell’apertura delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. “Si ebbe di mira, da parte italiana, – disse il Presidente della Repubblica, riferendosi al Risorgimento –il fine della laicità dello Stato e della libertà religiosa e insieme il graduale superamento di ogni separazione e contrapposizione tra laici e cattolici nella vita sociale e nella vita pubblica”. Se la maggiore autorità dello Stato oggi pronuncia quelle parole, significa che non tutto è perduto. Il clericalismo non ha ancora definitivamente vinto. (bl)

INDICE: Prologo. Le contraffazioni della storia d’Italia – L’ambiguo Risorgimento di Benedetto XIV – Laico e laicista: la guerriglia lessicale – Falsi liberali ed autentici controriformisti – Da Cavour a Minghetti: la Destra liberale – Laicismo, liberalismo, giurisdizionalismo – La Questione romana – Da Cairoli a Giolitti: la Sinistra al potere – Cattaneo, Garibaldi, Cavallotti: i radicali anticlericali – Nathan e la Massoneria: laicismo e patriottismo – Croce, Ruffini, Amendola: l’eredità liberale – Epilogo. E’ finito lo spirito laico? – Documenti: a) Costituzione della Repubblica Romana; b) Discorso di Cavour “Libera Chiesa in libero Stato” e Roma capitale (Camera dei deputati 25/03/1861); c) Discorso di Ernesto Nathan, sindaco di Roma (Breccia di Porta Pia 20/09/1910); d) Discorso di Benedetto Croce sui disegni di legge riguardanti l’esecuzione del Trattato e del Concordato tra la Santa Sede e l’Italia (Senato del Regno 24/05/1929); e) Intervento del Presidente Napolitano alla Seduta comune del Parlamento in occasione dell’apertura delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia (Camera dei deputati 17/03/2011) – Note - Bibliografia


16 ottobre 2011

Laicismo, unità e indipendenza

“[…] I due grandi partiti della cosiddetta posticcia ‘seconda repubblica’ – i postdemocristiani a destra e i postcomunisti a sinistra –, pur proclamandosi a parole ‘liberali’, hanno nei fatti seguito una politica illiberale e antilaica: in maniera spudoratamente clericale i berlusconiani, e in maniera ipocritamente compromissoria i democratici di sinistra. La legislazione codina dell’ultimo ventennio ne fa abbondantemente fede.

Dobbiamo, dunque, ritenere che lo spirito laico risorgimentale, in mancanza di significativi interpreti politici, è definitivamente scomparso?

Se così fosse, la nostra civiltà entrerebbe nel tunnel oscuro del fondamentalismo”.

 (cfr. MASSIMO TEODORI “RISORGIMENTO LAICO” Rubettino, Soveria Mannelli 2011 pag 88-89)

 

“[…] La realtà risorgimentale è che il laicismo, in tutte le possibili variazioni anche anticlericali, fu la costante dei liberali e dei democratici quale risposta all’arroccamento tradizionalista del papato. E’ per questo che dovettero divenire anticlericali, oltre che laici, perfino importanti cattolici liberali nel momento in cui presero atto che la Chiesa disattendeva ogni aspirazione innovatrice. Nelle polemiche capziose ancora circolanti contro il laicismo risorgimentale, si dimentica che fu il clericalismo a generare l’anticlericalismo e non viceversa, che la difesa laica del liberalismo fu provocata dal rifiuto oppostogli dal mondo cattolico, e che le soppressioni ‘giacobine’ delle organizzazioni e dei beni ecclesiastici, non furono altro che l’opportuna risposta alla cupidigia materiale dei clericali.[…]”

 (cfr. MASSIMO TEODORI “RISORGIMENTO LAICO” Rubettino, Soveria Mannelli 2011 pag 52)


28 novembre 2009

LA GRANDE SFIDA DEI LAICI

MASSIMO TEODORI “CONTRO I CLERICALI” Longanesi Milano 2009


Non è la prima volta che segnalo un libro di Massimo Teodori. Il fatto è che di liberali immoderati come lui nel nostro paese non ci sono poi tanti e il sottoscritto da altrettanto immoderato e liberale (almeno nelle intenzioni) non può non apprezzarlo.


Stavolta Teodori risponde alla domanda che molti di noi si fanno.


Perché mai, ieri, nella cosiddetta “prima repubblica” con la DC, forte partito di cattolici, furono approvate leggi civili come il divorzio e l’aborto, mentre oggi, con una società civile che sembra maggiormente secolarizzata e mancando la DC, abbiamo provvedimenti ultraclericali?


Risponde Teodori: “ La pressione vaticana ed ecclesiastica ha trovato facile ascolto perché si è imbattuta in un ceto politico perlopiù privo di autonomia e di riferimenti valoriali, quindi ansioso di ricevere legittimazione dall’esterno, prima di tutto dalla Chiesa…Il mondo berlusconiano ha rincorso fin dal primo momento l’approvazione della gerarchia ecclesiastica…Minore, anche se presente, è stata l’influenza clericale sul centrosinistra.”


Aggiunge: “ A rafforzare questa involuzione è sta inoltre decisiva, dal 1994, la scomparsa dal parlamento delle forze laiche che nella “prima Repubblica”, per quanto minoritarie, innescavano le battaglie sui diritti civili coinvolgendo infine il Partito Comunista. Per un altro verso i gruppi residuali laici e liberali all’interno del centrodestra e del centrosinistra non hanno assicurato alcuna significativa presenza politica, accettando passivamente il clima ossequioso verso il Vaticano dei vertici dei loro partiti.”


Ricordiamo che nel 1992, in occasione delle ultime elezioni proporzionali PSI, PRI, PLI, PSDI e Lista Pannella raccolsero oltre un quarto dei consensi elettorali mentre la DC raccolse il 29,7% e il Pds il 16,1%.


Per individuare una terapia opportuna occorre partire da una corretta diagnosi. Teodori, a conclusione del suo libro, sostiene che “quel che … manca – del tutto – è la rappresentanza politica delle istanze laiche che sono bistrattate in entrambi gli schieramenti.”


Consegue, quindi, che “la constatazione del vuoto politico laico non poggia su un argomento teorico, ma sulla presa d’atto empirica dell’attuale realtà politica. La ragione della sconfitta laica d’oggi non è culturale e neppure sociale. E’ solo politica, e perciò non può che essere affrontata in quella sede.”


Un soggetto politico riformatore proprio perché formato da liberali e democratici non potrebbe non essere laico, o meglio, laicista, per rispondere alla sfida clerical-fondamentalista. (bl)


INDICE: Prologo – PARTE I: Il successo dei laici nella prima Repubblica – 1. Personaggi e interpreti dagli anni Sessanta ai Novanta – 2. Dal divorzio al referendum – 3. Lo scontro finale – 4. Il successo del “No” – 5. Il divorzio, e poi? – 6. Il significato del 12 maggio 1974 – 7. Ed ecco l’aborto – PARTE II: La rivincita dei clericali nella seconda Repubblica – 8. Personaggi e interpreti dagli anni Novanta a oggi – 9. Le ambigue radici cristiane – 10. L’embrione è una persona umana – 11. La perfida eugenetica – 12. Cardinal Ruini: un politico di razza – 13. Le coppie, no! – 14. Il tabù omosessuale – 15. L’ipocrita crociata antiaborista – 16. Un altro processo alla Galileo – 17. Luca, Piergiorgio, Eluana – 18. Il falso biotestamento – 19. Laicismo e laicità: l’imbroglio di una falsa contrapposizione – Epilogo – Note – Bibliografia dei libri citati


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. laicismo teodori contro i clericali

permalink | inviato da Venetoliberale il 28/11/2009 alle 10:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

28 novembre 2009

Laicisti

“[…] La pressione vaticana ed ecclesiastica ha trovato facile ascolto perché si è imbattuta in un ceto politico perlopiù privo di autonomia e di riferimenti valoriali, quindi ansioso di ricevere legittimazione dall’esterno, prima di tutto dalla Chiesa […] Il mondo berlusconiano ha rincorso fin dal primo momento l’approvazione della gerarchia ecclesiastica […] Minore, anche se presente, è stata l’influenza clericale sul centrosinistra. […] A rafforzare questa involuzione è sta inoltre decisiva, dal 1994, la scomparsa dal parlamento delle forze laiche che nella “prima Repubblica”, per quanto minoritarie, innescavano le battaglie sui diritti civili coinvolgendo infine il Partito Comunista. Per un altro verso i gruppi residuali laici e liberali all’interno del centrodestra e del centrosinistra non hanno assicurato alcuna significativa presenza politica, accettando passivamente il clima ossequioso verso il Vaticano dei vertici dei loro partiti.[…].Quel che […] manca – del tutto – è la rappresentanza politica delle istanze laiche che sono bistrattate in entrambi gli schieramenti.


La constatazione del vuoto politico laico non poggia su un argomento teorico, ma sulla presa d’atto empirica dell’attuale realtà politica. La ragione della sconfitta laica d’oggi non è culturale e neppure sociale. E’ solo politica, e perciò non può che essere affrontata in quella sede.”

 

Cfr. MASSIMO TEODORI “CONTRO I CLERICALI” Longanesi Milano 2009, pag. 224-226)


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Teodori laicismo contro i clericali

permalink | inviato da Venetoliberale il 28/11/2009 alle 10:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

24 giugno 2007

Il liberale scomodo

MASSIMO TEODORI “NICOLA MATTEUCCI, IL LIBERALE SCOMODO” Luiss Univ. Press / Rai-Eri Roma, 2007

Dopo essermi accostato al pensiero di Matteucci mi sono convinto che il liberalismo non è una ideologia conservatrice né una utopia anarchica. Scrive Teodori in questo prezioso libretto: “Ha messo in luce come il liberalismo non sia una ideologia cristallizzata e immobile nel tempo ma un metodo in continua trasformazione per garantire la libertà degli individui, promuovere l’ordinato sviluppo della comunità nazionale sotto l’autorità della legge, e sprigionare energie culturali, economiche e sociali per la realizzazione dell’uomo”.

Massimo Teodori sottolinea che “la riflessione sul costituzionalismo è il cuore della filosofia politica di Matteucci. Il suo costituzionalismo ha, per così dire, un’impronta anglosassone che si contrappone alla tradizione giacobina della rivoluzione francese”. Aggiunge: “Il tema del costituzionalismo è in Matteucci strettamente legato al liberalismo. In quel binomio scorgeva la chiave per affrontare i nodi concreti in cui la libertà si afferma e si esprime nelle società contemporanee.”

Se oggi il liberalismo in Italia non è più fuori moda lo si deve anche al prof. Nicola Matteucci che si è sempre dichiarato liberale anche quando il socialismo andava di moda. Giovane liberale negli anni ’50, Teodori, lo scelse come sicuro riferimento intellettuale. Successivamente ebbe con lui una certa frequentazione il che lo rende testimone attendibile. Il suo libretto è utile per conoscere il pensiero di Nicola Matteucci ed avvicinarsi alle sue opere, prime fra tutte “Il liberalismo in un mondo in trasformazione” ed “Alexis de Tocqueville. Tre esercizi di letture” entrambe edite da Il Mulino. Appunto questa casa editrice è nata dalla fortunata avventura della rivista “Il Mulino” cui il liberale Matteucci aveva dato vita con cattolici non integralisti e socialisti non massimalisti negli anni ’50. Il dialogo che avviò con i cattolici e con i socialisti non aveva nulla a che fare con l’ideologia consociativista che ha impregnato buona parte della repubblica postfascista. L’avversione al populismo era il motivo di fondo che lo portava a dialogare con cattolici non integralisti e con socialisti non massimalisti in quanto aveva la consapevolezza di quanto anti-liberale fosse l’Italia post-fascista.

“Il modo migliore per ricordare Nicola Matteucci – conclude Teodori – è di iscriverlo tra i pochi intellettuali pubblici che hanno saputo riconoscere nel liberalismo l’anticorpo capace di combattere il totalitarismo, la peste del XX secolo”. (bl)

INDICE: I. L’UOMO E L’INTELLETTUALE – 1. Il liberale scomodo – 2. Giovinezza di guerra (con Luigi Pedrazzi) – 3. Il padre: un assassinio del dopoguerra (con Giampaolo Pansa) – 4. La cultura civile europea – 5. Il Mulino (con Edmondo Berselli) – 6. Il divulgatore: il “Dizionario di politica” – 7. Di fronte al sessantotto (con Roberto Pertici) – 8. L’intellettuale pubblico solitario – II. IL MAESTRO E LE IDEE – 9. Il teorico del liberalismo (con Gianfranco Pasquino) – 10. Lo storico delle idee (con Luigi Compagna) – 11. Il magistero di Benedetto Croce – 12. Perché l’America (con Tiziano Bonazzi) – 13. La bussola Tocqueville – 14. Libertà anglosassone versus giacobinismo francese – 15. Costituzionalismo e diritti individuali. (con Angelo Panebianco) 16. L’antitotalitario – Articoli commemorativi – Nota biografica – Nota bibliografica


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Teodori Matteucci antitotalitario

permalink | inviato da Venetoliberale il 24/6/2007 alle 21:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


 

Ultime cose
Il mio profilo

Forum Veneto liberale
Rossi e Salvemini
Centro Pannunzio
Scelgo l'Italia
Associazione per l'uninominale
Pietro Ichino
Ernesto Paolozzi
per non mollare
MFE Castelfranco Veneto
Area d'Incontro
Nuova agenzia radicale
Velino
Comitati per la libertà
Circolo Benedetto Croce Ancona
La Voce
Forum di laici
Critica liberale
Politichiamo
Veneto radicale
Riviste di Benedetto Croce
Centro studi Piero Gobetti
Società libera
Trasnational Radical Party
blog liberali italiani
Polena
Istituto Bruno Leoni
Italia Laica
Legno storto
Centro Einaudi di Torino
Forces Italy
Libertà eguale
blog Italia laica
Pensalibero
Salon Voltaire
Patto veneto
Meno stato + mercato



me l'avete letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom

   
sfoglia     settembre        novembre