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Venetoliberale
per la radicale alternativa liberale
 
 
 
 
           
       

“[…] Chi cerca nella libertà altra cosa che la libertà stessa è fatto per servire […]” (Alexis de Tocqueville)

 
8 dicembre 2008

Che fare?

COGLIERE L’OPPORTUNITA’ DELLA CRISI DEL REGIME

Si è svolto a Castelfranco Veneto (Tv) il 6 dicembre 2008 l’XI congresso di Veneto liberale, il sodalizio federalista, di liberali, liberisti e libertari che desidererebbe il coordinamento di moderati e radicali, di riformisti e riformatori per realizzare quello che hanno definito, sin dalla sua costituzione, “Rivoluzione liberale”. Il percorso è ribadito anche nella mozione politica che ha sottolineato la necessità di realizzare “un soggetto politico “di” liberali, per riempire, almeno qui in Italia, il vuoto di opposizione alla conservazione antipolitica, con l’obiettivo di farsi strumento per le modernizzazioni riguardanti le istituzioni (poter scegliere chi governa e punire - in modo democratico e nonviolento - chi non merita più il voto), l’economia (centralità del Mercato ed emarginazione delle corporazioni) e la società (libertà individuali dallo stato e dalla società etica), modernizzazioni che costituiscono la Rivoluzione liberale non realizzata dalle generazioni eredi del Risorgimento”

Gli aderenti a Veneto liberale sono convinti che si è alla vigilia di una grave crisi del regime per cui la “Democrazia liberale” può avere una nuova opportunità per soppiantare il regime partitocratrico esistente. Le opportunità avute in passato, ad esempio negli anni ’70 o nei primi anni ’90 dello scorso secolo, non sono state colte anche per la capacità del regime di normalizzare e quindi stabilizzare la situazione politica.

In questo quadro gli aderenti a Veneto liberale si impegnano a sostenere:

“a) il rilancio del ‘Satyagraha mondiale per la pace’ quale risposta alla minaccia di un possibile prossimo tremendo conflitto che potrebbe estendersi rapidamente al mondo intero,…;

b) quella lista, alle prossime elezioni europee, ‘di’ liberali, democratici e riformatori che 1) indichi un candidato a Presidente della Commissione europea prima delle elezioni, così politicizzandole 2) che proponga al Parlamento europeo ed ai governi nazionali che lo vogliono di prendere l’iniziativa per una Federazione europea e di affidare, mediante un mandato popolare, ad una Convenzione/Assemblea costituente, l’incarico di elaborare una Costituzione federale e creare un governo federale europeo; 3) che proponga l’approvazione di tale Costituzione in un unico referendum europeo;

c) i referendum elettorali proposti dai prof. Guzzetta e Segni per accentuare la crisi del regime partitocratrico, nella versione ‘veltrusconi’, al fine di ottenere l’implosione degli attuali soggetti politici che ostacolano la costituzione di una democrazia liberale nel nostro paese;

d) l’election day, ossia elezioni europee e referendum elettorale da svolgersi nella stessa data …”

Inoltre, visto il montante consenso nei confronti dell’eventuale abolizione dell’ente “Provincia”, sia per la recente campagna del quotidiano filogovernativo “Libero” che per svariati articoli comparsi sulla stampa cosiddetta indipendente, come l’articolo, a firma del sociologo Ulderico Bernardi, comparso proprio il 6 dicembre su “Il Gazzettino”, i partecipanti al congresso decidono di prestare maggiore attenzione nei confronti della campagna per la raccolta di firme per il progetto di iniziativa popolare contenente una vera e propria proposta di legge, ex art. 71 della Costituzione, progetto di cui si possono ottenere alcune informazioni grazie al blog www.aboliamoleprovince.it/blog/ e sul quale tutti i partiti politici continuano a mantenere un ingiustificato silenzio.(bl)


8 dicembre 2008

XI Congresso di Veneto Liberale

MOZIONE POLITICA GENERALE

DEMOCRAZIA LIBERALE PER L’ITALIA E L’EUROPA

L’associazione federalista, liberale, liberista e libertaria, di moderati e radicali, di riformisti e riformatori, denominata Veneto liberale, riunitasi in occasione del XI congresso a Castelfranco Veneto il 6 dicembre 2008

considerata la minaccia terroristica, nella sua impersonificazione più pericolosa del fondamentalismo islamico, il latente conflitto medio-orientale, con la questione israelo-palestinese, gli attentati in Iraq, la guerra mai risolta in Afghanistan, l’Africa e le micce innescate nel vasto fronte asiatico e sudamericano;

considerato il complesso fronte economico-finanziario che indurrà gli Stati Uniti d’America a ricorrere all’intervento dello stato per far rispettare le regole del Mercato ma che potrebbe avere come effetto inintenzionale l’emanazione di regole dannose per il Mercato stesso, il che non potrà non avere effetti sulla politica economica del continente europeo, già poco propenso a rispettare il sistema liberale di mercato;

considerato, altresì, che il combinato disposto del pericolo in cui incorre sia la pace che il Mercato stanno imponendo un nuovo ordine mondiale basato sul multilateralismo piuttosto che sulla tradizionale egemonia statunitense, il che potrebbe indurre le autorità politiche a contenere le libertà individuali ossia a più stato potrebbe corrispondere meno libertà di mercato e meno libertà nella società, aggravando i mali che si vorrebbero curare;

ritenuta indispensabile una forte cooperazione transatlantica tra l’Europa e gli Stati Uniti d’America sia per affrontare le minacce alla pace che l’attuale crisi nel mercato globale in concomitanza al passaggio ad un nuovo ordine mondiale multipolare;

constatata i) la crisi delle attuali istituzioni europee che, pur rappresentando oltre 400 milioni di cittadini, risultano inefficienti nel confronto con altre potenze continentali e subcontinentali; ii) la debolezza dell’Italia nell’ambito del sistema politico internazionale, debolezza conseguente al regime partitocratrico ove prevale il governo degli uomini sul governo della legge;

1) da un lato, dichiara,la necessità, per i liberali, i democratici, ed i riformatori, di riproporre i loro obiettivi federalisti raccogliendo e risollevando la bandiera degli Stati Uniti d’Europa, del Manifesto di Ventotene di Spinelli, Rossi e Colorni, quale risposta alle politiche falsamente realiste e minimaliste, in realtà fallimentari e rinunciatarie;

2) dall’altro, dichiara,indispensabile approfittare di circostanze congiunturali apparentemente favorevoli al fine di realizzare un soggetto politico “di” liberali, per riempire, almeno qui in Italia, il vuoto di opposizione alla conservazione antipolitica, con l’obiettivo di farsi strumento per le modernizzazioni riguardanti le istituzioni (poter scegliere chi governa e punire - in modo democratico e nonviolento - chi non merita più il voto), l’economia (centralità del Mercato ed emarginazione delle corporazioni) e la società (libertà individuali dallo stato e dalla società etica), modernizzazioni che costituiscono la Rivoluzione liberale non realizzata dalle generazioni eredi del Risorgimento;

P Q M

tutti gli aderenti a Veneto liberale si impegnano a sostenere

a) il rilancio del “Satyagraha mondiale per la pace” quale risposta alla minaccia di un possibile prossimo tremendo conflitto che potrebbe estendersi rapidamente al mondo intero, come richiesto dall’appello-manifesto del 2006 firmato tra gli altri da importanti premi Nobel come la senatrice Rita Levi Montalcini o Betty Williams, da icone del pop come Peter Gabriel, o da intellettuali come lo scrittore israeliano David Grossman e il fotografo Oliviero Toscani;

b) alle prossime elezioni europee, quella lista “di” liberali, democratici e riformatori che 1) indichi un candidato a Presidente della Commissione europea prima delle elezioni, così politicizzandole 2) che proponga al Parlamento europeo ed ai governi nazionali che lo vogliono di prendere l’iniziativa per una Federazione europea e di affidare, mediante un mandato popolare, ad una Convenzione/Assemblea costituente, l’incarico di elaborare una Costituzione federale e creare un governo federale europeo; 3) che proponga l’approvazione di tale Costituzione in un unico referendum europeo;

c) i referendum elettorali proposti dai prof. Guzzetta e Segni per accentuare la crisi del regime partitocratrico, nella versione “veltrusconi”, al fine di ottenere l’implosione degli attuali soggetti politici che ostacolano la costituzione di una democrazia liberale nel nostro paese;

d) l’election day, ossia elezioni europee e referendum elettorale da svolgere nella stessa data per evitare 1) il fallimento delle elezioni europee ridotte a mero tentativo di rivalsa delle consultazioni nazionali 2) l’ennesimo affossamento dell’istituto referendario;

infine, conferisce mandato al segretario di inviare via posta elettronica il presente documento a tutti i deputati europei italiani del gruppo parlamentare ALDE, al capogruppo di detto raggruppamento parlamentare Graham Watson e al segretario della UEF Andrew Duff, deputato ALDE per il Lib Dem Party della Gran Bretagna, oltre che alla segreteria dell’ELDR, affinché possano contribuire alla costituzione, almeno qui in Italia, in occasione delle prossime elezioni europee, della predetta lista “di” liberali, democratici e riformatori, al fine di rendere la prossima consultazione elettorale “europea”, evitando che venga ridotta a mera rivalsa domestica delle elezioni politiche nazionali.


9 novembre 2008

Per la democrazia liberale

Ormai manca poco meno di un mese all’appuntamento annuale del congresso di Veneto liberale. Sono ormai ben nove anni che l’associazione federalista tenta di dare un proprio contributo all’azione liberale con la finalità di far collaborare moderati e radicali, riformisti e riformatori per costituire la radicale alternativa liberale.

Bisogna riconoscere che l’impresa è sempre più ardua.

La recente elezione del Presidente degli USA ha dato occasione all’opposizione di polemizzare con il premier per una battuta sul colore della pelle di mr. Obama. Naturalmente Berlusconi non si è tirato indietro ed ha apostrofato con il termine “imbecilli” chi non la pensava come lui.

Il dibattito politico attuale prova l’arretratezza della contrapposizione tra “destra” e “sinistra” in confronto alla contrapposizione tra “la speranza” e “la memoria” che si è materializzata in occasione della recente consultazione statunitense.

Il fatto è che la democrazia americana è liberale, mentre quella italiana è semplicemente partitocratrica. Per avere anche in Italia una democrazia liberale è indispensabile l’esistenza di un forte soggetto liberale (nonché democratico e riformatore) che si offra, ai cittadini senza potere, come strumento per la rivoluzione liberale. La contrapposizione con i conservatorismi del presente regime diventa, quindi, necessaria se si vuole una democrazia liberale, o come i più timidi dicono, una democrazia compiuta. (bl)



 

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