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“[…] Chi cerca nella libertà altra cosa che la libertà stessa è fatto per servire […]” (Alexis de Tocqueville)

 
10 marzo 2012

TUTTI I NO ALL’EUROPA MODERNA

SERGIO ROMANO – BEDA ROMANO “LA CHIESA CONTRO” Longanesi, Milano 2012

Nel momento in cui il governo cosiddetto dei tecnici, guidato da Mario Monti, occupa il posto centrale della scena politica, le questioni legate alla rivoluzione bioetica e ai nuovi costumi sessuali sono poste sotto un granitico silenzio.

Questo libro, scritto a quattro mani da Sergio Romano, storico ed ex ambasciatore (oltre che firma prestigiosa del “Corriere della Sera”) e dal figlio Beda, corrispondente per il “Sole 24 Ore” da Bruxelles, rompe il silenzio.

La rivoluzione dei costumi sessuali e quella biologica o bioetica è avversata dalla Chiesa cattolica.

Scrive Sergio Romano: “Se la battaglia contro il relativismo è la versione moderna di quella contro il modernismo, Benedetto XVI dimostra che la Chiesa non può ‘essere moderna’. Può venire a patti con gli stati, vivere con le ideologie che contraddicono i suoi principi, piegarsi come il giunco al vento della politica ogniqualvolta la posta in gioco è la sua sopravvivenza. Ma esiste un nucleo di verità, precetti e norme morali su cui non può accettare compromessi. E’ un atteggiamento rigoroso e ammirabile.”

Aggiunge l’ex ambasciatore: “Il guaio, tuttavia, è che la parola relativismo ha assunto nella nostra società, in tal modo, due significati diametralmente opposti. Per Benedetto XVI è il continuo fruscio di idee, teorie e mode intellettuali che svolazzano come falene intorno alla fiamma eterna della Verità. Per noi è un ingrediente fondamentale della nostra esistenza. Siamo relativisti perché soltanto il relativismo ci permette di vivere, senza spargimenti di sangue, con persone che hanno convinzioni radicalmente diverse dalle nostre. Siamo relativisti perché il relativismo è sinonimo di tolleranza. Siamo relativisti perché la vita in società richiede la politica, vale a dire un’arte in cui non possono esistere verità definitive. Certo potremmo comportarci come molti per cui esistono le verità dei giorni feriali, necessariamente mutevoli, e la Verità dei giorni in cui conviene stare con la Chiesa. Ma questo sarebbe il peggiore dei relativismi.”

Si tratta della convinzione di una persona che non può definirsi estremista, perciò condivisibile da chiunque si qualifichi moderato.

Il libro consta di due parti affidate la prima a Sergio Romano e la seconda al figlio Beda.

La seconda parte è costituita da una rassegna del dibattito in Europa sui nuovi costumi sessuali e la rivoluzione bioetica.

Scrive Beda Romano: “Mentre il continente è chiamato ad affrontare i difficili problemi etici e morali provocati dal progresso scientifico o dalla rivoluzione dei costumi, l’Italia appare arretrata, o meglio …conservatrice. Dall’inseminazione artificiale alla convivenza di coppia, dalla clonazione terapeutica all’eutanasia, dal trapianto di organi al celibato dei preti, il dibattito nella penisola è attraversato da angosce, dubbi e ostacoli, più che in altri paesi europei.”

Beda Romano propone, quindi, una riflessione: “La spiegazione più semplice è di attribuire il conservatorismo italiano al profondo radicamento della Chiesa cattolica nella penisola e all’ingombrante presenza della Santa Sede a Roma, ma mentre mi accingo a terminare la mia ricognizione sul modo in cui l’Europa dibatte della modernità mi chiedo inevitabilmente se vi siano altri motivi per spiegare le molte ritrosie italiane nell’accettare cambiamenti sociali e possibilità scientifiche spesso impossibili da fermare, tanto più in un’Europa dove le frontiere nazionali sono cadute.”

Ma, forse, la spiegazione dell’unicità italiana nel panorama europeo la dà Sergio Romano allorché afferma che “In Italia … la Chiesa non rinuncia a fare battaglie più intransigenti e inflessibili di quelle che è in grado di fare altrove; e può soprattutto contare su una classe politica più debole e opportunista di quella con cui deve trattare in altri paesi dell’Europa cristiana.”

Perciò, in questo momento di delega del potere politico ad un governo cosiddetto di tecnici, il silenzio sulle questioni legate alla rivoluzione bioetica e ai nuovi costumi sessuali è d’oro. Mai il potere politico è stato così debole! E la politica non consente vuoti. Perciò questo libro ci ammonisce ad essere vigilanti.(bl)

INDICE: Premessa – Prima parte: Le trincee della Chiesa – Seconda parte: I nuovi costumi sessuali e la rivoluzione bioetica


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10 gennaio 2010

MEDICINA, FEDE, ETICA E DIRITTI

IGNAZIO MARINO “NELLE TUE MANI” Einaudi, Torino 2009


L’autore è un chirurgo di fama internazionale, specialista in trapianti e chirurgia del fegato. E’ diventato Senatore della Repubblica nel 2006 e nel 2008 è stato nominato presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul Servizio sanitario nazionale.


Ignazio Marino è un cattolico non clericale. Dice di se: “Personalmente, da credente e da uomo di scienza, non trovo alcuna incompatibilità tra le due realtà e penso che le convinzioni personali non debbano avere nulla a che vedere con il metodo con cui lo scienziato porta avanti le proprie ricerche. Questo è per me il significato di essere laici nella scienza”.


Nel paese in cui il relativismo viene considerato il male assoluto da parte di chi si dichiara “cattolico”, il laicismo di Ignazio Marino fa scandalo.


Si legge in questo bel libro: “Che paese è un paese che limita la libertà dei cittadini rispetto all’invasione del proprio corpo da parte della tecnologia medica? Che paese è un paese dove i medici sono costretti a nutrire e idratare artificialmente i pazienti perché lo prevede la legge? E’ un paese che ha perso il suo umanesimo e forse anche il buon senso. … In nessun altro paese al mondo si è riusciti a scrivere in una legge che idratazione e nutrizione artificiali non sono trattamenti sanitari, perché nessuno ha avuto l’arroganza di affermazioni così contrarie alla conoscenza scientifica”.


Siamo alla vigilia della discussione in Parlamento del progetto di legge sulle dichiarazioni anticipate sui trattamenti sanitari dei cittadini; già il Senato ha approvato una proposta di legge contenente l’affermazione secondo la quale idratazione e alimentazione forzata non sarebbero trattamenti sanitari. Il contributo dei cattolici per svelare il vero volto dello scontro in atto è utile.


Lo scontro non è tra cattolici e laici, ma tra clericalismo e laicismo. Infatti in gioco non c’è la libertà di fede e di comportamento dei cattolici ma l’opinione dei clericali su come gli altri cittadini devono comportarsi.


Una ultima annotazione. Ignazio Marino ha concorso con Bersani e Franceschini per la carica di segretario del partito democratico. Ha ricevuto più consenso da parte degli elettori e dei simpatizzanti del Pd piuttosto che da parte dei militanti del suo partito. A chi scrive sembra una indicazione che il Pd dovrebbe assecondare, se vuole tentare di superare la grave crisi che sta attraversando. L’innamoramento del ruolo del mercato con l’intento a coltivare un rapporto privilegiato con il sindacato, le liberalizzazioni e l’antistatalismo mescolati all’assistenzialismo, il popolarismo e la contiguità e se non proprio la subalternità alle èlites finanziarie, non potevano che produrre una cultura pasticciata. Pur essendo il laicismo una cultura politica estranea agli antenati del Pd (Ds e Margherita) non si può non riconoscere che quella cultura è idonea a dare la risposta alla domanda “chi siamo?” che è pregiudiziale per maturare una proposta politica e di governo nell’ottica riformatrice. Di qui la scelta alla quale sono chiamati i militanti del Partito democratico. (bl)


INDICE: I. Potere di vita e di morte – II. Il corpo, la libertà i diritti – III. L’anima, la coscienza e la conoscenza – IV. Sotto il mantello della sanità – Epilogo. Africa, andata e ritorno – Bibliografia – Ringraziamenti


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10 gennaio 2010

Laicismo e clericalismo

“ […] Che paese è un paese che limita la libertà dei cittadini rispetto all’invasione del proprio corpo da parte della tecnologia medica? Che paese è un paese dove i medici sono costretti a nutrire e idratare artificialmente i pazienti perché lo prevede la legge? E’ un paese che ha perso il suo umanesimo e forse anche il buon senso. […] In nessun altro paese al mondo si è riusciti a scrivere in una legge che idratazione e nutrizione artificiali non sono trattamenti sanitari, perché nessuno ha avuto l’arroganza di affermazioni così contrarie alla conoscenza scientifica[…]”


“[…] Personalmente, da credente e da uomo di scienza, non trovo alcuna incompatibilità tra le due realtà e penso che le convinzioni personali non debbano avere nulla a che vedere con il metodo con cui lo scienziato porta avanti le proprie ricerche. Questo è per me il significato di essere laici nella scienza.[…]”

 

(cfr. IGNAZIO MARINO “NELLE TUE MANI” Einaudi, Torino 2009, pag. 101- 105)


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30 settembre 2009

RISPONDERE ALLA MINACCIA FONDAMENTALISTA

NECESSITA’ DEL LAICISMO


Indico nel fondamentalismo la minaccia che ci incombe, forse, perchè vivo in Veneto.


L’attuale maggioranza governativa cova al proprio interno un nucleo fondamentalista al quale la strategia clericale vatican-berlusconiana non può costituire una risposta liberale. I tentativi del Presidente della Camera dei Deputati sono la prova provata della degenerazione in atto.


A mio modesto parere il regime partitocratrico, sostanzialmente clericale, rischia la degenerazione fondamentalista, di qui la necessità di “rompere” l’attuale maggioranza governativa e permettere alle energie laiche, prigioniere nel Partito democratico; di farsi protagoniste della lotta politica.


Le energie laiche, che pure ci sono nel Partito democratico, sembrano, peraltro, spesse distratte da obiettivi diversi, tanto da lasciarsi spiazzare dai teodem. Certo il caso “Dorina Bianchi” è superato, ma il guaio è stato il messaggio lanciato: “Clericali di destra, noi clericali di sinistra siamo pronti a fare da quinta colonna!”. Il che alla vigilia della discussione parlamentare sul testamento biologico, è particolarmente preoccupante.


Dicevo che il Veneto è un osservatorio particolare per denunciare il pericolo fondamentalista. Il Veneto è una delle aree più moderne d’Italia ove un imprenditore su dieci è straniero. Però, in base ad informazioni giornalistiche (“Il Corriere della Sera – Magazine” e “Il Gazzettino” del 24 settembre) il Veneto dà segnali gravissimi di intolleranza nei confronti degli stranieri. Recentemente un paziente veneto in ospedale, a Padova, ha cacciato l’infermiera perché nera, a Venezia vi sono state botte ad un cameriere al grido “Facci vedere il permesso”, a Camposampiero l’assessore alla sicurezza e i vigili urbani perquisiscono le case abitate da immigrati per individuare i clandestini da rispedire a casa, a Pieve di Soligo una signora ha “ordinato” ad un supermercato di non vendere prodotti a chi indossa il burqa. Questa intolleranza scoppiata nel Veneto significa che il terreno sta diventando fertile per un movimento fondamentalista? Come contrastarlo?


Dato che individuiamo nell’attuale maggioranza governativa il luogo favorevole alla gestazione di un nucleo fondamentalista diventa necessario tentare di “spaccare” la coalizione. Lo so, le attuali opposizioni parlamentari non sono in grado di contrastare la maggioranza governativa, però potrebbero approfittare delle rivalità esistenti tra il Pdl e la Lega (naturalmente accentuate dopo l’esito dei referendum primaverili che hanno ringalluzzito i “padani”).


L’occasione potrebbe essere offerta dalle prossime elezioni regionali vista la “concorrenza” tra gli alleati della maggioranza. Le opposizioni parlamentari abbiano pazienza, aspettino di decidere il da farsi non appena fosse chiaro se Pdl e Lega rinnovano il patto di alleanza o se lo rompono. Occorre avere un po’ di coraggio e di immaginazione.


Un soggetto riformatore di liberali e democratici potrebbe essere uno strumento utile, almeno qui in Veneto? (bl)


30 settembre 2009

OVVEROSSIA, SULLA LA BANCA DEL PAPA

GIANLUIGI NUZZI “VATICANO SPA” Chiarelettere, Milano 2009


Avverto subito: non è un libro anticlericale. E’ la ricostruzione, da parte di un giornalista di Panorama e di Libero, di una serie di operazioni finanziarie dello Ior nel periodo storico seguente all’epoca di Marcinkus, Sindona e Calvi. Quell’epoca è passata alla storia come il tentativo, da parte del Vaticano, non solo di mettere in cantiere buoni affari, tutt’altro che commendevoli, ma anche quello di condizionare l’attività politica nazionale. Massimo Teodori definì lo Ior una centrale criminale.

Nuzzi, è più moderato, perciò ricorre alla figura dello Ior “parallelo”. Ossia ci sarebbe una banca pulita ed una banca con la quale si fanno operazioni “sporche” che influenza anche gli eventi politici nel nostro paese.


Dicevo, è una ricostruzione basata su una grande mole di documenti (consultabili anche sul sito della casa editrice) di cui monsignor Dardozzi, consigliere del Segretario di Stato Angelo Sodano, aveva la disponibilità. Da quei documenti risulta che l’epoca degli affari sporchi e il condizionamento della politica nazionale sono durati anche dopo l’epoca di monsignor Marcinkus, insinuando il sospetto che perdurino ancora.


Che lo Ior si tratti della banca personale del Papa è la conseguenza della teocrazia vaticana. Giovanni Paolo II ha introdotto la nuova legge fondamentale del Vaticano in cui si afferma che “il sommo pontefice, sovrano della Città del Vaticano, ha la pienezza dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario”. Tutto è sotto il suo diretto controllo altro che guida spirituale del miliardo di cattolici sul pianeta! La “roba” non gli è estranea.


Lo Ior è la banca meno controllata al mondo, grazie anche al Concordato. L’art. 11 dei Patti Lateranensi conferisce un’immunità speciale a tutti i dipendenti di organi centrali della Santa Sede. Marcinkus insegna!


Scrive Nuzzi: “Il silenzio protegge tutta l’economia e quindi anche gli affari più discutibili che segnano la vita finanziaria della Romana Chiesa. Il silenzio difende il rapporto fiduciario con i fedeli, evitando così i danni del passato più recente. Infine, il silenzio è indispensabile alle cordate di cardinali per consolidare il blocco di potere che li rappresenta.”. Quindi aggiunge “Silenzio … tra le mura vaticane quando le operazioni dei banchieri del papa, arcivescovi e porporati, con i denari dei fedeli, si fanno disinvolte, o addirittura illegali. Lo Ior rimane uno dei luoghi più inaccessibili. Il Vaticano ammette a fatica la sua esistenza. Nei siti ufficiali della Santa Sede non se ne parla, nemmeno è indicato. E’ come se la finanza vaticana non esistesse. ”


E’ un libro da leggere e lo segnalo, nonostante il successo che sta riscuotendo. Forse i tempi stanno cambiando. (bl)


Sommario: PRIMA PARTE: Le carte segrete del Vaticano - Ascesa e caduta di Marcinkus - Firma autorizzata: Andreotti Giulio - Lo Ior parallelo - Enimont. La maxitangente - Enimont. Il depistaggio - Enimont. Le coperture - Truffe e ricatti nei sacri palazzi - I soldi del papa e lo Ior dopo de Bonis - SECONDA PARTE: L’altra inchiesta. Il “Grande Centro” e i soldi della mafia - Il golpe porpora - Lo Ior, quei soldi per Provenzano – Ringraziamenti - Indice dei nomi


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30 settembre 2009

La banca del Papa

“[…]Il silenzio protegge tutta l’economia e quindi anche gli affari più discutibili che segnano la vita finanziaria della Romana Chiesa. Il silenzio difende il rapporto fiduciario con i fedeli, evitando così i danni del passato più recente. Infine, il silenzio è indispensabile alle cordate di cardinali per consolidare il blocco di potere che li rappresenta.[…] Silenzio […] tra le mura vaticane quando le operazioni dei banchieri del papa, arcivescovi e porporati, con i denari dei fedeli, si fanno disinvolte, o addirittura illegali. Lo Ior rimane uno dei luoghi più inaccessibili. Il Vaticano ammette a fatica la sua esistenza. Nei siti ufficiali della Santa Sede non se ne parla, nemmeno è indicato. E’ come se la finanza vaticana non esistesse. […]”

 

(cfr. GIANLUIGI NUZZI “VATICANO SPA” Chiarelettere, Milano 2009, pag. 4)


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14 settembre 2009

Lo spartiacque

LAICISMO E CLERICALISMO


Scriveva Ernesto Rossi: “Il vero spartiacque (non solo in Italia: in tutto il mondo) è oggi dato dal laicismo e dal clericalismo…Solo se si semplifica al massimo i termini della lotta anticlericale, per metterne in rilievo le caratteristiche essenziali, si può riuscire a capire qualcosa”. Lo ricorda Alessandro Galante Garrone nella prefazione ad un’antologia di scritti di Ernesto Rossi (“Nuove pagine anticlericali”) pubblicata dalla Kaos edizioni nel 2002.


Il caso “Gianfranco Fini” dà l’opportunità di semplificare i termini della lotta anticlericale grazie ad una significativa lettura degli avvenimenti.


Fini non agisce  per divenire il successore di Berlusconi, allorché motivi anagrafici lo costringeranno a rinunciare alla leadership del Pdl. Vi è già chi sta già lavorando in questa direzione: ad esempio Tremonti o Formigoni. Fini non ha alcuna intenzione, nell’immediato, di fare il Presidente della Repubblica. E’ troppo intelligente perciò ha intuito che quello è il ruolo designato per il fido berlusconiano Gianni Letta. Fini non vuole staccarsi dal Pdl e fondare un suo partito. Sa bene che il consenso di cui oggi gode non potrà mai trasformarsi in una quantità di voti sufficiente per dettare l’agenda politica.


Fini vuole un Pdl diverso da quello che rischia di diventare se non si affrontano le questioni di metodo e di merito attualmente trascurate dalla leadership berlusconiana (che non vuole, peraltro, che venga sostituita).


La frattura tra laicismo e clericalismo è una frattura storica, qui in Italia. Senza risalire all’ottocento, risalendo solo a vent’anni fa la Democrazia Cristiana era riuscita a trova un compromesso tra le due posizioni con le quali noi italiani siamo costretti a fare i conti. L’Italia ha come ospite lo stato del Vaticano mentre i suoi cittadini (almeno la stragrande maggioranza) sono anche sudditi di uno stato straniero che non ha mai gradito la nascita dello stato italiano.


Finita l’epoca della DC i cattolici non hanno più avuto un partito cui potersi riferire. Molti hanno scelto il cosiddetto centrodestra ed oggi il Pdl, senza trascurare l’opposizione, con il fenomeno dei “teodem”. La connotazione clericale si è accentuata perché non è stata arginata da una cultura laicista che, in passato, era ospitata anche nel partito di riferimento dei cattolici.


L’ondata di fondamentalismo, che a livello planetario ha dato vita a fenomeni culturali quale lo “scontro di civiltà”, ha avuto come riflesso, nel nostro paese, l’insorgenza degli “atei – devoti”, ossia di alcune personalità che si ritengono le impersonificazioni del “cattolicesimo” indipendentemente dagli insegnamenti della Chiesa Cattolica. Ferrara, Quagliarello, Roccella, Frattini, Sacconi ed altri costituiscono una pattuglia “fondamentalista”, individuata anche da una inchiesta de Il Sole 24 ore (6/09/09), che non può essere trascurata. Per di più questa componente ha un interessante legame con il tradizionale alleato del Pdl, la Lega (ad esempio sulla questione degli immigrati), cui Tremonti assicura la solidità del legame. Perciò le azioni di Fini sono leggibili solo quale avvertimento per la leadership del proprio partito della pericolosa serpe in seno che si sta covando.


Inoltre Fini sa bene che un partito non fondamentalista ma clericale (come auspicato dal Vaticano), che potrebbe essere un’alternativa al possibile “Partito di Dio” in formazione, non avrebbe quelle caratteristiche che moderavano il clericalismo della DC, per il banalissimo motivo che persone e tempi sono irrimediabilmente cambiati. Perciò Fini suggerisce un Pdl laico, simile ai partiti popolari e conservatori esistenti in Europa.


Perciò la lotta politica, al di là dei pettegolezzi oggi in voga, è tra laicismo e clericalismo. Nel centrodestra se ne sono resi conto, nel centrosinistra, purtroppo (e lo dico perché nella democrazia liberale maggioranza ed opposizione sono entrambe importanti) il tema è trascurato. Non per nulla il centrosinistra non avendo un “Fini” è costretto ad applaudirlo!


Che il tema attiri l’ attenzione, oltre alla nostra di vieti anticlericali, di vasti strati dell’opinione pubblica è provato dal successo del libro di Gianluigi Nuzzi, pubblicato da Chiare lettere ed intitolato “Vaticano spa”.


Concludo sottolineando l’opportunità offerta dalle prossime elezioni regionali in Veneto. E’ probabile una rottura di rapporti tra Pdl e Lega. Che si fa? Si butta il Pdl nelle braccia degli ex democristiani dell’UDC o si immagina qualcosa di nuovo? (bl)


7 gennaio 2009

IL MESSAGGIO DI NAPOLITANO

LA REPUBBLICA PROVINCIA DEL VATICANO?


Non sono rimasto molto soddisfatto del discorso di fine anno del Presidente della Repubblica. Nulla ha detto sul giudizio negativo che ha formulato lo stato del Vaticano nei confronti della legislazione nazionale.


Per carità nulla da obiettare sulla legittimità di esaminare l’opportunità di norme che vengono accolte nel loro ordinamento giuridico, in via suppletiva. Non mi sembra che abbiano mai recepito la normativa divorzista o quella sull’aborto. Quindi l’affermazione circa la valutazione sull’amoralità della normativa nazionale aveva altra finalità. Era un’avvertimento per il Parlamento italiano alla vigilia dell’emanazione di norme riguardanti il cosiddetto testamento biologico e quelle regolanti le coppie di fatto, anche se dello stesso sesso. Quell’intervento non poteva non essere qualificato come una “indebita interferenza”.


Il Presidente della Repubblica non avrebbe fatto meglio a spendere qualche parola per difendere la laicità dello stato italiano? (bl)



 

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