.
Annunci online

Venetoliberale
per la radicale alternativa liberale
 
 
 
 
           
       

“[…] Chi cerca nella libertà altra cosa che la libertà stessa è fatto per servire […]” (Alexis de Tocqueville)

 
14 aprile 2007

Attendendo Benevento

IL CONVEGNO DI BENEVENTO DEL 31 MARZO E VENETO LIBERALE

 

         Il 10 giugno 2006, a Roma, s’incontravano vari responsabili di gruppi e clubs liberali presenti in Italia per dar vita ad un organismo di collegamento. Si ponevano l’obiettivo di convocare, dopo aver raggiunto un certo numero d’adesioni, una Costituente dei liberali italiani. Infatti, mancano in questo Parlamento gruppi e vere politiche liberali. Il Coordinamento vuole farsi promotore di un soggetto politico autenticamente liberale, che diversamente da certi politici che si definiscono "liberali" per propaganda elettorale, "non sia né conservatore, né socialista, né clericale".

         Era, quindi, redatto collegialmente un documento di intenti denominato Manifesto del 4 luglio dei liberali italiani il cui testo veniva riportato dal sito internet www.liberalitaliani.it.

         Il Manifesto contiene una breve disamina del quadro politico odierno. “I liberali – si afferma in quel documento fondativo del coordinamento – sono naturalmente distinti da questa Destra e da questa Sinistra, espressione di un bipolarismo elettorale insufficiente a far emergere il reale conflitto tra le grandi opzioni politiche, e perciò chiuso al liberalismo.[…]”

         Innanzi tutto, quindi, i sottoscrittori si dichiarano “naturalmente distinti” da questa Destra e da questa Sinistra perché queste sono contrapposte conseguentemente a normative elettorali piuttosto che ad opzioni politiche alternative. Questa Destra e questa Sinistra fanno prevalere gli istinti tribali sulla quieta razionalità dando vita a liti antipolitiche (antiberlusconiani versus berlusconiani, anticomunisti versus comunisti), il che spiega la loro impermeabilità al liberalismo.

         Dopo questa descrizione del quadro politico da cui emerge l’assenza del protagonista liberale, si sottolinea il ruolo antagonista che i liberali devono oggi assumere. “ […] Il che non vuol dire rinuncia alla lotta. – Così, si afferma nel Manifesto – Anzi, i gruppi firmatari considerano proprio il liberalismo politico lo strumento pratico più efficace per scegliere in ogni tema tra le due opzioni di sempre: libertà-nonlibertà.[…]”

         Questa scelta antagonista non deve essere vissuta da presuntuosi e/o da velleitari, ritenendosi gli unici interpreti della purezza dell’alternativa. “ […] Pertanto auspicano – cioè, i gruppi firmatari del Manifesto – che accordi e alleanze tra liberali e altri soggetti, singoli o coalizioni, siano possibili solo in ragionevole coerenza con la presente Dichiarazione. […]” Si è umilmente disponibili ad accordarsi e ad allearsi ad altri soggetti, anzi trovare collaborazione viene addirittura auspicato. Ma a quali condizioni accordarsi ed allearsi ad altri? Semplicemente rispettando la coerenza con il manifesto che, sottoscrivendolo, lo si è fatto proprio.

* * *

         E’ facile, oggi, dirsi liberali, ma esserlo sul serio è difficile. La difficoltà consiste anche (per fortuna) nell’assenza di un’ortodossia liberale. Di qui la necessità di individuare a quale liberalismo il “Coordinamento dei liberali italiani” fa riferimento. O meglio quale liberalismo è il minimo comun denominatore dei gruppi, associazioni, movimenti che costituiscono il coordinamento.

         “La base comune – si legge nel Manifesto - è il Liberalismo, riconosciuto dalla scienza politica come quella filosofia e visione del mondo che, attraverso il sistema della libertà e comportamenti ad esso coerenti, vuole far crescere le libertà di ognuno non più solo come diritto teorico, bensì come effettiva condizione di vita [….]”

         Scrive il prof. Angelo Panebianco in “Il potere, lo Stato, la liberta’” edito da il Mulino, Bologna e pubblicato nel 2004 “[…] le libertà civili, la libertà religiosa, la libertà economica o d’impresa, la libertà creativa dell’artista, la libertà di ricerca dello scienziato, la più generale libertà di ciascuno di fare, a proprio gusto, e secondo la propria vocazione, le scelte di vita che preferisce, sono le vere fonti di arricchimento, morali e materiali, degli individui e delle società.[…]”. Conseguentemente la libertà politica, ossia “il potere di” e, quindi, la libertà “positiva” è un mezzo per garantire quelle libertà. La libertà “negativa”, ossia “l’assenza di impedimenti dovuti a deliberata coercizione”, è il valore fondamentale che sottende questa visione del liberalismo. Da liberali non si può non riconoscere che questa libertà è fragile.

          Gli argini per difendere questa libertà, argini invocati dai liberali (come il mercato, la legge o il bilanciamento dei poteri), non sono così solidi come molti pensatori pensavano e pensano tant’è che il liberalismo non ha soddisfatto tutte le proprie “promesse”, però è l’unica teoria politica ragionevole che descrive e spiega quali sono i mezzi per difendere e riconquistare la libertà individuale. Questa libertà, infatti, non è deterministicamente realizzabile una volta per tutte, ma è difesa e conquistata ogni giorno, di qui la necessità della lotta.

         Tale filosofia e visione del mondo sono compatibili solo con “una società pluralista fondata sulle differenze individuali, multietnica e democraticamente conflittuale”, cioè con la “società aperta” come descritta da Karl Popper e con la “società libera” come individuata da Friederich von Hayek.

         Le idee camminano sulle gambe degli uomini perciò è necessario riconoscersi in organizzazioni o soggetti politici esistenti. I sottoscrittori del Manifesto ritengono che questo liberalismo “è oggi rappresentato a livello mondiale dall'Internazionale Liberale e in Europa dall'Eldr”. Di qui l’estraneità nei confronti di coloro che si ritengono socialisti, conservatori o clericali, come sottolineato nel preambolo del Manifesto.

* * *

         Lo scopo del Coordinamento dei liberali italiani è chiaramente indicato dal Manifesto del 4 luglio. “[…] Collegare e coordinare tra loro i gruppi, le associazioni e i movimenti della vasta e composita area di cultura politica liberale finora priva di voce a livello nazionale, per rappresentarli unitariamente.[…]” Ossia la finalità è quella di ricercare un “minimo comun denominatore” tra i partecipanti affinché si possa giungere ad una rappresentanza unitaria. Solo come seconda tappa è indicata la trasformazione del Coordinamento in Costituente dei liberali. (“[…] Quando la rappresentanza sarà sufficientemente estesa, il Coordinamento si trasformerà in Costituente dei liberali italiani, allo scopo di indire la grande assemblea costituente degli Stati Generali del liberalismo […]”) Per ora, perciò, l’obiettivo è quello di realizzare un nucleo aggregatore che ha come “minimo comun denominatore” il Manifesto del 4 luglio.

         E quale è il minimo comun denominatore? E’ tutto sintetizzato nella premessa che recita: "I liberali con i liberali: né conservatori, né socialisti, né clericali.”. Di qui l’indicazione di alcuni paletti denominati “Limiti”. “Non possono essere considerate liberali le posizioni conservatrici, clericali, socialiste; mentre i grandi nemici storici del liberalismo sono le posizioni fasciste, razziste, reazionarie, anarchiche, marxiste-leniniste e quelle del fondamentalismo religioso.” Si individuano, perciò, due categorie di atteggiamenti politici: quelle nemiche del liberalismo e quelle semplicemente estranee alla concezione liberale cui i sottoscrittori dichiarano di aderire.

         Traducendo la teoria in indicazioni per l’azione pratica si descrive il quadro politico attuale in tal modo: “[…]I liberali sono naturalmente distinti da questa Destra e da questa Sinistra, espressione di un bipolarismo elettorale insufficiente a far emergere il reale conflitto tra le grandi opzioni politiche, e perciò chiuso al liberalismo […]”.

         La “posizione politica” non è puramente ideologica (ossia decidere di non stare a Destra o a Sinistra), bensì è pragmatica (“[…] auspicano che accordi e alleanze tra liberali e altri soggetti, singoli o coalizioni, siano possibili solo in ragionevole coerenza con la presente Dichiarazione.[…]”). Quindi è compatibile, o meglio vi è ragionevole coerenza con il Manifesto il dichiararsi pregiudizialmente contro una posizione autonoma e critica nei confronti dei due poli e, conseguentemente, decidere di stare da una parte? La logica e il buon senso dicono di no.

* * *

         Veneto liberale è uno dei soggetti costituenti del Coordinamento, come ribadito anche dal suo IX congresso del dicembre 2006.

         Si dichiara associazione “federalista di liberali, liberisti e libertari, di moderati e radicali, di riformisti e riformatori” manifestando, così, la propria identità.

         Il termine “federalista” significa che si vuole prefigurare la forma dello stato che gli aderenti preferiscono. Questi ultimi si dichiarano non semplicemente liberali, ma anche liberisti e libertari. Tanti si dichiarano liberali, perciò è necessario precisare che tipo di liberali sono gli aderenti. “Liberista” e “libertario” sono termini che possono assumere vari significati. Si precisa che gli aderenti sono liberali antidirigisti ed antiautoritari. Si aggiunge che tra gli aderenti vi sono e vi possono essere non solo coloro che si autodefiniscono liberali, ma anche coloro che si sentono “moderati” o “radicali”, “riformisti” o “riformatori”. In fondo il liberalismo che è alla base dell’azione di Veneto liberale non è ideologico ma è pragmatico, ossia individua anche nell’azione di chi non si crede liberale, un’azione sostanzialmente liberale.

         Tre sono gli obiettivi che il sodalizio vuole realizzare “a) il rilancio dell’alternativa presidenzialista, federalista, maggioritaria, anglosassone, b) il rilancio delle lotte liberiste per la liberazione del lavoro e dell’impresa, c) il rilancio delle lotte antiproibizioniste non solo sulle droghe ma anche sulla libertà di ricerca scientifica e sulla libertà di sottoporsi ad un determinato trattamento sanitario, compresa la facoltà di rinunciarvi in qualsiasi momento.”

         Il congresso del dicembre scorso ha assegnato alcuni compiti agli aderenti di Veneto liberale. In particolare devono tradurre in pratica l’adesione al Comitato di coordinamento dei liberali italiani.

         Il Manifesto del 4 luglio 2006, la cui sottoscrizione indica una chiara linea politica da seguire, segnala, quali sono i temi da affrontare. “[…] Le grandi riforme liberali, a partire dagli Stati Uniti d’Europa: legalità e Stato di diritto, libertà vecchie e nuove, laicità delle Istituzioni e libertà di religione (o di non religione), Stato minimo (solo quanto serve alle libertà), divisione e bilanciamento dei Poteri, centralità dei diritti del cittadino, mercato libero e concorrenza, pluralità dei grandi soggetti economici, efficaci norme anti-monopoli, privatizzazioni e liberalizzazioni, eguaglianza dei punti di partenza e mobilità sociale, lotta alle corporazioni e ai privilegi, rigore nella gestione della cosa pubblica, tutela del consumatore e diritto all’ambiente, riduzione della burocrazia e principio del merito, libera ricerca scientifica, una scuola che potenzi lo spirito critico, pari condizioni nella propaganda elettorale, rilancio della presenza italiana nel mondo, immigrazione in base all’accettazione delle nostre regole civili […].”

         Come si traduce questa indicazione? Provo ad elencare alcune lotte cui Veneto liberale, nella sua autonomia, ha già individuato. 1) Sostegno ai quesiti referendari, proposti dal prof. Guzzetta, quale strumento per introdurre un sistema elettorale maggioritario, capace di produrre partiti con una consistenza elettorale rilevante, per ottenere anche un soggetto politico “di” liberali capace di attirare un consenso di votanti pari ad una percentuale a due cifre, il che è considerato condizione necessaria e non sufficiente per la costituzione della democrazia liberale in Italia. 2) Adesione alla campagna “Convochiamo l'Assemblea costituente” con sottoscrizione della petizione per iniziativa di Societa’ Aperta e conseguente impegno militante. 3) Sostegno alla campagna per il Referendum europeo lanciata dal Movimento Federalista Europeo per convocare un referendum con il quale tutti i cittadini europei siano chiamati ad approvare il testo del Trattato Costituzionale, revisionato da una nuova sessione della Convenzione che lo ha steso. 4) Adesione al “Manifesto dei volenterosi” per incardinare un processo riformatore di natura liberista. 5) Impegno su alcuni temi libertari: ad esempio riforma del testo unico sugli stupefacenti, libertà di ricerca e procreazione medicalmente assistita sul modello britannico, eutanasia e testamento biologico, etcc..

         L’incontro di Benevento servirà anche ad un confronto tra i vari gruppi aderenti al Coordinamento e ci si rivolgerà anche a chi si crede “conservatore”, ma non vuole diventare la bella statuina nella prossima federazione Berlusconi-Fini-Bossi e a chi si sente “liberalsocialista” e non vuol cadere nella brace clerical-dirigista del partito democratico, rifiutando, però, scelte solipsistiche.

         In conclusione bisognerà concretizzare in battaglie realistiche i temi indicati dal Manifesto del 4 luglio. Veneto liberale suggerirà alcuni temi conseguenti alla propria natura di soggetto politico di liberali, liberisti e libertari, di moderati e radicali, di riformisti e  riformatori.

 

Beppi Lamedica – segretario di Veneto liberale


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. liberali con coordinamento

permalink | inviato da Venetoliberale il 14/4/2007 alle 10:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


 

Ultime cose
Il mio profilo

Forum Veneto liberale
Rossi e Salvemini
Centro Pannunzio
Scelgo l'Italia
Associazione per l'uninominale
Pietro Ichino
Ernesto Paolozzi
per non mollare
MFE Castelfranco Veneto
Area d'Incontro
Nuova agenzia radicale
Velino
Comitati per la libertà
Circolo Benedetto Croce Ancona
La Voce
Forum di laici
Critica liberale
Politichiamo
Veneto radicale
Riviste di Benedetto Croce
Centro studi Piero Gobetti
Società libera
Trasnational Radical Party
blog liberali italiani
Polena
Istituto Bruno Leoni
Italia Laica
Legno storto
Centro Einaudi di Torino
Forces Italy
Libertà eguale
blog Italia laica
Pensalibero
Salon Voltaire
Patto veneto
Meno stato + mercato



me l'avete letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom

   
sfoglia     marzo        maggio