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“[…] Chi cerca nella libertà altra cosa che la libertà stessa è fatto per servire […]” (Alexis de Tocqueville)

 
3 ottobre 2010

Sul simposio di Chioggia

TESTAMENTO BIOLOGICO. ENGLARO E WELBY: FINE VITA SENZA CURE “OBBLIGATORIE”

da IL GAZZETTINO del 03/10/2010

 

La desisistenza terapeutica non è riconosciuta, anche se applicata. “Desistere” significa non accanirsi, non continuare pervicacemente ad aggravare la sofferenza. “Desistere” vuol dire ascoltare e ricordarsi che l’art. 32 della Costituzione recita che “nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario”. “Desistere” per un medico non vuol dire praticare l’eutanasia, ma ascoltare.

 

Organizzato dall’Associazione culturale “Il Sestante” e patrocinato dall’Associazione Italiana per le Decisioni di Fine vita, il Simposio sulle decisioni di fine vita ha affrontato la questione del fine vita dal punto di vista delle testimonianze, quelle personali fornite da Mina Welby (moglie di Piergiorgio) e da Beppino Englaro (papà di Eluana) insieme a quelle di professionisti che vivono le difficoltà etiche e deontologiche. O le testimonianze di Ignazio Marino, senatore, dei medici Guido Bertoli, Mario Riccio e Maria Grazia Piscaglia che hanno sottolineato in base alle diverse angolazioni, come sia necessario avere percorsi certi.

 

“Le vicende di Welby e Englaro – ha sottolineato il responsabile scientifico del simposio Cristiano Samueli – sono l’evidenza più lampante che i principi dell’autodeterminazione della persona devono trovare una risposta nell’atto medico che sia eticamente e deontologicamente fondata”.

 


12 luglio 2010

BIOTESTAMENTO


AUTODETERMINAZIONE E DESISTENZA TERAPEUTICA


Una legge sul “Testamento biologico”, che rispetti il diritto all’autodeterminazione dei cittadini, come previsto dalla nostra Costituzione, è necessaria affinché quel diritto possa essere effettivo. Perciò se la finalità della legge fosse quella di impedire l’esercizio di quel diritto, sarebbe meglio non fare alcuna legge.


E’ la logica conclusione della conversazione, a più voci, svoltasi il 9 luglio a Castelfranco Veneto (Tv) nel programmato incontro presso la sala intitolata a Pacifico Guidolin, della biblioteca comunale.


Sono intervenuti un giurista, l’avv. Bruno Martellone della “cellula Coscioni” di Treviso, e un medico, il dott. Cristiano Samueli presidente dell’Associazione Italiana per le Decisioni di Fine vita. L’iniziativa è stata promossa dal Coordinamento “Libera Scelta” che sostiene una campagna per l’introduzione del registro comunale dei Testamenti biologici, come primo atto per il perseguimento di un progetto più ampio. Ossia, il coordinamento si è costituito per 1) riaffermare e difendere lo Stato di diritto; 2) sostenere i valori di laicità e la libertà individuale 3) favorire iniziative pubbliche e momenti culturali, di approfondimento e di discussione sul tema dei diritti civili.

La serata è stata introdotta da Mattia Panazzolo, uno dei più impegnati attivisti del coordinamento, che ha spiegato il percorso scaturito dalla campagna di raccolta firme per la petizione popolare al fine di ottenere il registro comunale dei Testamenti biologici. Percorso che si è, per ora, tradotto anche in incontri pubblici e quello presente ha l’ambizione di essere un incontro non solo informativo ma anche formativo per i militanti del coordinamento.


L’avv. Bruno Martellone non poteva non fare riferimento al 2° comma dell’art. 32 e al 1° comma dell’art. 13 della Costituzione per sostenere la tesi secondo la quale il nostro Ordinamento giuridico riconosce il diritto all’autodeterminazione dei cittadini, di qui la regola del consenso/dissenso informato sulle terapie sanitarie, quale presupposto di qualsiasi intervento medico. Chi scrive ritiene che quegli articoli della Costituzione potrebbero garantire anche il diritto ad una morte “dignitosa”.


Il dott. Cristiano Samueli ha dichiarato che il codice deontologico, proprio per rispetto del diritto all’autodeterminazione dei cittadini anche in campo sanitario, impone la desistenza terapeutica in caso di terapie futili. Il registro comunale per i Testamenti biologici, ha inoltre affermato il dott. Samueli, permette comunque una migliore attuazione dell’alleanza terapeutica, tra medico e paziente, oltre che con i familiari, in quanto il medico saprebbe se il paziente, incapace di esprimersi, ha manifestato le sue direttive anticipate terapeutiche, fondamentale guida per il suo intervento.

Naturalmente esclude che il medico possa eseguire un atto eutanasico in quanto il codice deontologico, conseguentemente all’ordinamento giudiziario vigente, lo vieta esplicitamente.

A propria volta l’avv. Bruno Martellone ha escluso l’esistenza di un diritto soggettivo al suicidio, in quanto nel nostro ordinamento è previsto come reato sia l’induzione al suicidio, che l’omicidio del consenziente.


Sono seguite molte domande del pubblico soprattutto sul tema dell’eutanasia, il che spiega il buon gioco che hanno coloro che vogliono far apparire come interventi eutanasici la desistenza terapeutica dell’alimentazione e dell’idratazione forzata, escludendole dal novero delle terapie sanitarie legittimamente rifiutabili, considerandole meri sostegni vitali, quindi al di fuori della sfera della possibilità di libera scelta.

Giustamente il dott. Cristiano Samueli ha tentato di spiegare il vero significato delle parole usate perché è su quelle che spesso si gioca il successo o l’insuccesso di un intervento riformatore. (bl)


18 febbraio 2010

PERCHE’ NON POSSIAMO NON DIRCI LAICI.

GIORGIO COSMACINI “TESTAMENTO BIOLOGICO” Il Mulino, Bologna 2010


Domenica 7 febbraio il supplemento culturale de “Il Sole 24 Ore” segnalava, con la recensione a firma Gilberto Corbellino, questo utile libretto che porta il sottotitolo “Idee ed esperienze per una morte giusta” Campeggiava sulla pagina del quotidiano la vignetta pubblicata da “Le Monde” nel 2006, in occasione della morte di Pierluigi Welby, intitolata semplicemente “Pietà”. Infatti un Cristo pietoso raccoglie il povero corpo di Welby finalmente liberato dai marchingegni (cannule, ventilatori, etcc.) che lo condannavano ad una vita che non riteneva dignitosa.


Nella pagina conclusiva del libretto che oggi segnaliamo (anzi nella “non conclusione”, come l’autore intitola l’epilogo) si legge “Una legge limitativa, restrittiva, che conculca la validità di un testamento liberamente sottoscritto da persona dotata di piena capacità in vista di una futura incapacità, oltre a contraddire molti valori, ignora il dibattito scientifico, disattende l’appello degli addetti alle cure, non ascolta le sofferenze dei familiari, sposa una incultura che ha la presunzione di possedere il monopolio dei principi etici e religiosi”.


E’ un giudizio severo che l’autore esprime sulla proposta di legge, sul testamento biologico, recante la firma del senatore del Popolo delle Libertà Raffaele Calabrò e approvato dal Senato il 26 marzo dello scorso anno. Giorgio Cosmacini è un medico, oltre ad essere uno storico e un filosofo della medicina, che insegna Storia del pensiero medico nell'Università Vita-Salute del San Raffaele di Milano. Non si tratta, perciò, di un sovversivo.


In cosa consiste la proposta del Senatore Calabrò? Si “prevede che il testamento biologico, da depositarsi in un registro notarile, non sia vincolante per il medico e che l’idratazione e la nutrizione artificiali siano considerate forme di sostegno vitale, non trattamenti sanitari, e pertanto non possono in alcun modo venire interrotte.”


E questo giustificherebbe il giudizio negativo prima riportato? “La ‘cultura del divieto’ in Italia – afferma Cosmacini – (è) assai forte, come penalizza la ricerca scientifica sulle cellule staminali embrionali umane …, così penalizza, all’altro estremo del vivere, le ‘direttive anticipate’ di trattamento nella forma in cui sono variamente ammesse negli Stati Uniti, in Canada e nell’Europa nordoccidentale, Regno Unito, Francia, Belgio, Paesi Bassi. In questi paesi il testamento biologico è una prassi consolidata e l’idratazione e la nutrizione artificiali sono considerati trattamenti sanitari, terapie di stretta competenza medica.”


Ma cosa è il testamento biologico? “Il testamento esprime il diritto costituzionale del cittadino di rivendicare il rispetto della propria volontà, dichiarata anticipatamente nell’eventualità di non poterlo fare nel tempo del morire, di non essere sottoposto a trattamenti che si configurano, a suo avviso, come atti di accanimento terapeutico.”


Ho definito utile il libretto perché chiarisce i termini della discussione sul testamento biologico il che contribuisce a spiegare che coloro che nutrono la ferma convinzione della sacralità e della inviolabilità della vita, perché dono di Dio, non sono gli unici depositari dell’etica. (bl)


INDICE: Premessa – I. Testamento e dintorni – II. Etica e deontologia: “historia brevis” – III. Vivere morendo – IV. Biografie del morire – V. La relazione di cura – VI. L’intervento istituzionale – Non conclusione


18 febbraio 2010

Testamento biologico

 “[…] Il testo della proposta di legge sul testamento biologico recante la firma del senatore del Popolo delle Libertà Raffaele Calabrò […] prevede che il testamento biologico, da depositarsi in un registro notarile, non sia vincolante per il medico e che l’idratazione e la nutrizione artificiali siano considerate forme di sostegno vitale, non trattamenti sanitari, e pertanto non possono in alcun modo venire interrotte. […] La ‘cultura del divieto’ in Italia (è) assai forte, come penalizza la ricerca scientifica sulle cellule staminali embrionali umane […], così penalizza, all’altro estremo del vivere, le ‘direttive anticipate’ di trattamento nella forma in cui sono variamente ammesse negli Stati Uniti, in Canada e nell’Europa nordoccidentale, Regno Unito, Francia, Belgio, Paesi Bassi. In questi paesi il testamento biologico è una prassi consolidata e l’idratazione e la nutrizione artificiali sono considerati trattamenti sanitari, terapie di stretta competenza medica.[…]


[…] Il testamento esprime il diritto costituzionale del cittadino di rivendicare il rispetto della propria volontà, dichiarata anticipatamente nell’eventualità di non poterlo fare nel tempo del morire, di non essere sottoposto a trattamenti che si configurano, a suo avviso, come atti di accanimento terapeutico. […] Una legge limitativa, restrittiva, che conculca la validità di un testamento liberamente sottoscritto da persona dotata di piena capacità in vista di una futura incapacità, oltre a contraddire molti valori, ignora il dibattito scientifico, disattende l’appello degli addetti alle cure, non ascolta le sofferenze dei familiari, sposa una incultura che ha la presunzione di possedere il monopolio dei principi etici e religiosi.[…]”

 

(cfr. GIORGIO COSMACINI “TESTAMENTO BIOLOGICO” Il Mulino, Bologna 2010 pagg. 110, 112, 122 e 123)


5 dicembre 2009

Diamo fastidio!

“LASCIATECI SCEGLIERE QUANDO STACCARE LA SPINA” E LA PARROCCHIA LI “SFRATTA”


di MASSIMO FAVARO dal CORRIERE VENETO – TREVISO 05/12/09


“Non possiamo affrontare le sfide del fine vita con la mentalità del secolo scorso, senza tenere conto dei progressi della conoscenza scientifica”. Il concetto è stato sottolineato da Ignazio Marino, chirurgo e senatore del Pd, protagonista giovedì sera, insieme a Mina Welby, del convegno (a Castelfranco Veneto) sul testamento biologico promosso dal coordinamento “Libera scelta”. Un evento al quale hanno preso parte più di trecento persone al cinema cittadino.


Al centro del dibattito l’esclusione dell’alimentazione e dell’idratazione forzata dal testamento biologico. Il coordinamento “Libera scelta” ha depositato 450 firme per richiedere l’istituzione di un registro comunale delle “dichiarazioni anticipate di volontà”: la risposta del sindaco è attesa entro dicembre. “Si intende fare una legge per limitare il diritto di interrompere una terapia, come previsto dall’articolo 32 della Costituzione: ci rivolgiamo al Comune – ha aggiunto Beppi Lamedica, rappresentante del coordinamento – affinché disponga di un’anagrafe per il testamento biologico”.


Si è innescata poi una polemica. Il convegno avrebbe dovuto essere ospitato dal centro parrocchiale “don Bordignon”, ma la disponibilità è stata ritirata. “Il nostro punto di vista non è gradito”, afferma Mattia Panazzolo, che fa notare che il centro abbia fissato un incontro con il docente di Teologia morale Angelici sugli stessi temi.


22 novembre 2009

COORDINAMENTO CASTELLANO PER “LA LIBERA SCELTA”


INCONTRO CON IL SINDACO E APPUNTAMENTO PUBBLICO


La mattina del 3 dicembre il Coordinamento Castellano per “la libera scelta” incontrerà il Sindaco di Castelfranco Veneto, Maria Gomierato, nel quadro della iniziativa condotta questa estate e che ha consentito la consegna, il 19 ottobre, di ben quattrocento firme di cittadini, su una petizione, al Sindaco per l’istituzione del registro comunale per i testamenti biologici. Il Coordinamento si attende dal Sindaco le prime informazioni circa l’attuazione della richiesta popolare.


In serata, dalle ore 20,45, presso il Cinema Hesperia Via San Pio X, 2 (vicino Piazza Giorgione), si terrà un appuntamento pubblico per discutere sul tema: “Testamento biologico: libera le tue scelte - Diritti, laicità e testamento biologico. La libertà di scegliere come diritto fondamentale della persona cosciente e in grado di esprimersi.”.

Relazioneranno: Ignazio Marino (medico e senatore del pd), Mina Welby (membro di direzione dell'associazione Luca Coscioni), Stefano Pustetto (medico e consigliere regionale di Sinistra e Libertà del Friuli Venezia Giulia) e Alessandra Cattoi (giornalista).


28 ottobre 2009

Per il registro comunale dei testamenti biologici

Castelfranco Veneto 16/10/2009

 

Gentilissima signora Gomierato,

Le alleghiamo la esplicita richiesta, da parte di oltre quattrocento cittadini residenti o dimoranti in città, di istituire, presso il Comune di Castelfranco Veneto, un registro per raccogliere le dichiarazioni anticipate sui trattamenti sanitari dei cittadini, dando ad esse una forma giuridica adeguata ad assicurarne l’autenticità.

 

Rammentiamo, innanzi tutto a noi stessi, che il diritto fondamentale a non subire trattamenti medici senza il proprio consenso è riconosciuto dall’art. 3 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea e dall’art. 9 della Convenzione di Oviedo. Inoltre l’art. 32 della Costituzione italiana, esplicitamente sancisce che “nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”.

 

La comune volontà dei sottoscrittori ha lo scopo di stimolare il Municipio locale a farsi parte diligente affinché venga predisposto quanto necessario per istituire un registro comunale delle direttive anticipate con le quali il singolo cittadino manifesta “la propria volontà di essere o meno sottoposto a trattamenti sanitari sia in caso di malattia o lesione cerebrale irreversibile o invalidante sia in caso di malattia che costringa a trattamenti permanenti con macchine o sistemi artificiali che impediscano una normale vita di relazione.”

 

Iniziative analoghe hanno avuto accoglimento in circa quaranta comuni tra cui grandi città come Firenze, Genova, Pisa, Roma, Torino e Vicenza, mentre a Venezia i proponenti sono in attesa di una risposta.

 

I proponenti si riferiscono all’art. 15 dello Statuto comunale vigente che prevede la possibilità di rivolgere petizioni all’amministrazione locale su materie di esclusiva competenza locale. In presenza delle predette fonti giuridiche, che riconoscono il diritto individuale a non subire trattamenti sanitari senza il proprio consenso, il Municipio è individuato come l’ente pubblico più vicino ai cittadini e, quindi, più idoneo a garantire, tramite un riconoscimento formale, l’effettività di quel diritto individuale. Inoltre il riconoscimento formale, tramite l’istituzione del registro comunale, renderebbe palese una partecipazione popolare all’amministrazione locale, indispensabile in un momento di crisi della Repubblica.

 

L’istituzione del registro per raccogliere le dichiarazioni anticipate sui trattamenti sanitari dei cittadini, sarebbe l’attuazione del principio “anche se io non lo farei, tu, se vuoi, potrai farlo”, principio compatibile con le convinzioni personali di ritenere l’idratazione ed alimentazione forzata mezzi di sostentamento piuttosto che trattamenti sanitari. Il che non sarebbe altro che la manifestazione della virtù della tolleranza, oggi più che mai necessaria per la civile convivenza.

 

In attesa di incontrarla Le inviamo i nostri più sinceri e cordiali saluti

Mattia Panazzolo

Rosanna Di Gaetano

Giuseppe Esposito

Giuseppe Lamedica

 


24 ottobre 2009

APPELLO PER IL SINDACO DI CASTELFRANCO VENETO

COORDINAMENTO LIBERA SCELTA


Lunedì 19 ottobre alla riunione del Coordinamento per la libera scelta, oggi impegnato nella raccoltadi firme per l’istituzione del registro comunale per i testamenti biologici, si è deciso di consegnare nei prossimi giorni al Sindaco le oltre quattrocento firme di cittadini fin qui raccolte. Mattia Panazzolo ha comunicato che l’appuntamento con il Sindaco è stato fissato solo per il 3 dicembre, per precedenti impegni del Sindaco stesso. Pertanto si è deciso di non aspettare quella data per dare inizio al processo affinché anche il Municipio di Castelfranco possa essere dotato del predetto registro.

Vorrà dire che il 3 dicembre il Sindaco già potrà fornire le informazioni più opportune per l’attuazione della richiesta popolare.


Il coordinamento per la libera scelta sostiene che l’istituzione del registro per raccogliere le dichiarazioni anticipate sui trattamenti sanitari dei cittadini, sarebbe l’attuazione del principio “anche se io non lo farei, tu, se vuoi, potrai farlo”, principio compatibile con le convinzioni personali di ritenere l’idratazione ed alimentazione forzata mezzi di sostentamento piuttosto che trattamenti sanitari. Il che non sarebbe altro che la manifestazione della virtù della tolleranza, oggi più che mai necessaria per la civile convivenza.


Sin da ora i presenti manifestano l’intenzione di proseguire nel loro impegno civile anche dopo il raggiungimento dell’obiettivo del registro comunale per i testamenti biologici. Infatti hanno già manifestato un particolare interesse nei confronti della questione dei funerali laici e della questione riguardante l’insegnamento della religione nelle scuole.(bl)


12 ottobre 2009

APPELLO AL SINDACO DI CASTELFRANCO VENETO

COORDINAMENTO LIBERA SCELTA


Nelle scorse settimane alcuni cittadini hanno raccolto delle firme su un appello rivolto al Sindaco di Castelfranco Veneto per l’istituzione del registro comunale dei testamenti biologici. La raccolta di firme ha avuto varie modalità di effettuazione: da tavoli posti in vari luoghi della città a raccolte individuali fatte da cittadini di buona volontà.


Da http://groups.google.it/group/liberasceltacastelfranco può ancora essere scaricato il modulo sul quale è ancora possibile raccogliere firme di amici, conoscenti e familiari.


Nei prossimi giorni il coordinamento riunirà tutti coloro che saranno contattabili per concordare le modalità del deposito della richiesta al Sindaco. Non è esclusa una manifestazione pubblica di presentazione dell’iniziativa che vuole essere una concreta risposta al fondamentalismo rappresentato dall’affermazione “io non lo farei, quindi tu non devi farlo”. Fondamentalismo che è la minaccia della convivenza civile anche nel nostro paese. (bl)


22 settembre 2009

APPELLO PER IL SINDACO DI CASTELFRANCO VENETO

COORDINAMENTO LIBERA SCELTA


Un tavolo organizzato dal Coordinamento per la libera scelta è stato effettuato sabato 19 settembre a Castelfranco Veneto in Piazza Giorgione.


Le firme sono state raccolte in calce ad un appello rivolto al Sindaco affinché il Municipio locale si faccia parte diligente perchè venga predisposto quanto necessario per istituire un registro comunale delle direttive anticipate con le quali il singolo cittadino manifesta “la propria volontà di essere o meno sottoposto a trattamenti sanitari sia in caso di malattia o lesione cerebrale irreversibile o invalidante sia in caso di malattia che costringa a trattamenti permanenti con macchine o sistemi artificiali che impediscano una normale vita di relazione.”


I promotori dell’iniziativa fanno presente che l’iniziativa è un modo concreto per affermare la libertà di scelta oggi seriamente minacciata da convinzioni integraliste del tipo “io non lo farei, quindi tu non devi farlo”. Infatti è questa la convinzione che sta alla base della esclusione, dalle terapie sanitarie, della idratazione ed alimentazione forzata, come previsto dal progetto di legge sostenuto dalla maggioranza di governo con l’adesione degli esponenti clericali aderenti all’opposizione.


Il modulo sul quale è possibile raccogliere le firme di amici e conoscenti può essere facilmente scaricato da http://groups.google.it/group/liberasceltacastelfranco.


La campagna castellana prevede, oltre all’effettuazione di altri tavoli per permettere ai passanti di esercitare il loro diritto a sottoscrivere la petizione al proprio sindaco, anche un incontro pubblico a coronamento dell’impegno e quale premessa al deposito ufficiale della petizione sostenuta da centinaia di cittadini di Castelfranco Veneto. (bl)

 



 

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