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per la radicale alternativa liberale
 
 
 
 
           
       

“[…] Chi cerca nella libertà altra cosa che la libertà stessa è fatto per servire […]” (Alexis de Tocqueville)

 
22 settembre 2009

IL LAICISMO QUALE ALTERNATIVA AL CLERICALISMO

XX SETTEMBRE


Domenica sera, 20 settembre, una pattuglia di liberali e di anticlericali, ha festeggiato l’anniversario della breccia di Porta Pia. Gli aderenti a Veneto liberale - ormai è quasi una tradizione - anche quest’anno si sono incontrati organizzando una conviviale “spartana” con salumi, pizze e birre in un locale caratteristico della Marca Trevigiana.


Veneto liberale è attualmente impegnato in una campagna di sostegno al diritto costituzionale di poter sempre rifiutare, in piena libertà di coscienza, i trattamenti sanitari tra cui l’alimentazione e l’idratazione forzata.


Il momento politico dà pericolosi segnali per i quali si rischia che il clericalismo degeneri in un fondamentalismo che favorirebbe la nascita di un “Partito di Dio”.


Da liberali e da anticlericali non si ritiene sufficiente la semplice denuncia ma ci si attrezza per tentare di ostacolare non solo la degenerazione ma anche il clericalismo vigente.


L’incontro del 20 settembre ha costituito l’occasione per una riflessione collettiva.

Veneto liberale è una microassociazione però agisce in un territorio nel quale la rivalità, tra le componenti dell’attuale maggioranza governativa, in occasione delle prossime elezioni regionali, potrebbero svolgere un ruolo positivo per permettere, almeno qui in Veneto, non solo una battuta d’arresto al degrado fondamentalista ma anche a rendere utile l’energia laica presente anche nel partito Democratico del Veneto.


I presupposti (rottura tra Pdl e Lega e attenzione di settori del PD nei confronti della nuova situazione) non dipendono da Veneto liberale però è opportuno predisporre un terreno favorevole per la nascita di un soggetto riformatore di liberali e di democratici che possa costituire, almeno, il contrappeso all’UDC che ha già pubblicamente dichiarato il sostegno al Pdl del Veneto. (bl)


14 settembre 2009

Lo spartiacque

LAICISMO E CLERICALISMO


Scriveva Ernesto Rossi: “Il vero spartiacque (non solo in Italia: in tutto il mondo) è oggi dato dal laicismo e dal clericalismo…Solo se si semplifica al massimo i termini della lotta anticlericale, per metterne in rilievo le caratteristiche essenziali, si può riuscire a capire qualcosa”. Lo ricorda Alessandro Galante Garrone nella prefazione ad un’antologia di scritti di Ernesto Rossi (“Nuove pagine anticlericali”) pubblicata dalla Kaos edizioni nel 2002.


Il caso “Gianfranco Fini” dà l’opportunità di semplificare i termini della lotta anticlericale grazie ad una significativa lettura degli avvenimenti.


Fini non agisce  per divenire il successore di Berlusconi, allorché motivi anagrafici lo costringeranno a rinunciare alla leadership del Pdl. Vi è già chi sta già lavorando in questa direzione: ad esempio Tremonti o Formigoni. Fini non ha alcuna intenzione, nell’immediato, di fare il Presidente della Repubblica. E’ troppo intelligente perciò ha intuito che quello è il ruolo designato per il fido berlusconiano Gianni Letta. Fini non vuole staccarsi dal Pdl e fondare un suo partito. Sa bene che il consenso di cui oggi gode non potrà mai trasformarsi in una quantità di voti sufficiente per dettare l’agenda politica.


Fini vuole un Pdl diverso da quello che rischia di diventare se non si affrontano le questioni di metodo e di merito attualmente trascurate dalla leadership berlusconiana (che non vuole, peraltro, che venga sostituita).


La frattura tra laicismo e clericalismo è una frattura storica, qui in Italia. Senza risalire all’ottocento, risalendo solo a vent’anni fa la Democrazia Cristiana era riuscita a trova un compromesso tra le due posizioni con le quali noi italiani siamo costretti a fare i conti. L’Italia ha come ospite lo stato del Vaticano mentre i suoi cittadini (almeno la stragrande maggioranza) sono anche sudditi di uno stato straniero che non ha mai gradito la nascita dello stato italiano.


Finita l’epoca della DC i cattolici non hanno più avuto un partito cui potersi riferire. Molti hanno scelto il cosiddetto centrodestra ed oggi il Pdl, senza trascurare l’opposizione, con il fenomeno dei “teodem”. La connotazione clericale si è accentuata perché non è stata arginata da una cultura laicista che, in passato, era ospitata anche nel partito di riferimento dei cattolici.


L’ondata di fondamentalismo, che a livello planetario ha dato vita a fenomeni culturali quale lo “scontro di civiltà”, ha avuto come riflesso, nel nostro paese, l’insorgenza degli “atei – devoti”, ossia di alcune personalità che si ritengono le impersonificazioni del “cattolicesimo” indipendentemente dagli insegnamenti della Chiesa Cattolica. Ferrara, Quagliarello, Roccella, Frattini, Sacconi ed altri costituiscono una pattuglia “fondamentalista”, individuata anche da una inchiesta de Il Sole 24 ore (6/09/09), che non può essere trascurata. Per di più questa componente ha un interessante legame con il tradizionale alleato del Pdl, la Lega (ad esempio sulla questione degli immigrati), cui Tremonti assicura la solidità del legame. Perciò le azioni di Fini sono leggibili solo quale avvertimento per la leadership del proprio partito della pericolosa serpe in seno che si sta covando.


Inoltre Fini sa bene che un partito non fondamentalista ma clericale (come auspicato dal Vaticano), che potrebbe essere un’alternativa al possibile “Partito di Dio” in formazione, non avrebbe quelle caratteristiche che moderavano il clericalismo della DC, per il banalissimo motivo che persone e tempi sono irrimediabilmente cambiati. Perciò Fini suggerisce un Pdl laico, simile ai partiti popolari e conservatori esistenti in Europa.


Perciò la lotta politica, al di là dei pettegolezzi oggi in voga, è tra laicismo e clericalismo. Nel centrodestra se ne sono resi conto, nel centrosinistra, purtroppo (e lo dico perché nella democrazia liberale maggioranza ed opposizione sono entrambe importanti) il tema è trascurato. Non per nulla il centrosinistra non avendo un “Fini” è costretto ad applaudirlo!


Che il tema attiri l’ attenzione, oltre alla nostra di vieti anticlericali, di vasti strati dell’opinione pubblica è provato dal successo del libro di Gianluigi Nuzzi, pubblicato da Chiare lettere ed intitolato “Vaticano spa”.


Concludo sottolineando l’opportunità offerta dalle prossime elezioni regionali in Veneto. E’ probabile una rottura di rapporti tra Pdl e Lega. Che si fa? Si butta il Pdl nelle braccia degli ex democristiani dell’UDC o si immagina qualcosa di nuovo? (bl)


14 settembre 2009

FASCISMO: COSA E’ STATO E COSA NE RIMANE

GIORGIO GALLI “CREDERE, OBBEDIRE COMBATTERE” Hobby & Work 2008


Secondo Emilio Gentile il fascismo è stato l’aspetto nazionale del totalitarismo, come il nazismo per la Germania e il comunismo staliniano per la Russia. L’escludere una visione universale del fascismo accomuna Emilio Gentile alla visione di Nolte, Furet e De Felice, secondo i quali la “Società libera” non ha alcuna responsabilità ed ha il solo merito della vittoria finale (cfr. F. Fukuyama “La fine della storia” Rizzoli, Milano 1996).


Robert Conquest, il maggior storico delle persecuzioni nella Russia staliniana, ha definito il secolo XX “il secolo delle idee assassine” (cfr. Mondadori, 2001 e pnm11/03) perché la principale responsabilità dei disastri del novecento non sono stati i problemi ma le soluzioni adottate pretendendo di risolvere, una volta per tutte, tutti i problemi. L’ossessivo attaccamento a quelle convinzioni ha prodotto quei disastri.


Scrive Galli: “La società libera pone problemi che vanno affrontati e risolti, se si vuole evitare che il loro perdurare suggerisca letali ‘soluzioni finali’ ispirate da idee ossessive … i problemi della politica di potenza che hanno portato alla Prima guerra mondiale, anteriormente alla quale … fascismo e comunismo non esistevano come soggetti politici; i problemi economici, che hanno condotto alla crisi del 1929, prima della quale il partito nazionalsocialista era insignificante.”


Giorgio Galli, perciò, non ritiene affatto superato una volta per sempre il pericolo “fascismo-nazismo-comunismo” ma non ritiene che possa ripetersi nella stessa forma. “Idee assassine” possono sempre scaturire dai problemi della contemporaneità.


L’attuale crisi della “democrazia” come indicata anche da Robert Dahl secondo il quale “la complessità delle società moderne, rendendo difficile la percezione del processo delle decisioni politiche”, avrebbe come possibile conseguenza “la disaffezione dei cittadini verso la democrazia.”


Diventa, perciò, naturale concludere che l’insicurezza potrebbe accentuare il successo del modello totalitario confessional-fondamentalista con sacrifici enormi per le libertà personali individuali. (bl)


SOMMARIO: PARTE PRIMA: a) Il Fascismo dell’Enciclopedia e la Mitostoria; b) Non c’è un “islamo-fascismo”; – PARTE SECONDA: a) Dallo squadrismo al delitto Matteotti; b) Lo Stato totalitario; c) L’Impero e l’Asse; d) La guerra e il crollo; e) La Repubblica Sociale Italiana; f) Quello che rimane; – APPENDICE: a) Appunti sul revisionismo di G. Galli; b) La voce “Fascismo” nella Treccani del 1932 di G. Gentile e B. Mussolini; c) La voce “Fascismo” nella Treccani del 1948 di L. Salvatorelli; d) Il manifesto dei fasci italiani del 6/06/1919; e) La carta di Verona del 17/11/1943.


14 settembre 2009

Il pericolo delle "idee assassine"

“[…] La società libera pone problemi che vanno affrontati e risolti, se si vuole evitare che il loro perdurare suggerisca letali “soluzioni finali” ispirate da idee ossessive […] i problemi della politica di potenza che hanno portato alla Prima guerra mondiale, anteriormente alla quale […] fascismo e comunismo non esistevano come soggetti politici; i problemi economici, che hanno condotto alla crisi del 1929, prima della quale il partito nazionalsocialista era insignificante. […]”

 

(cfr. GIORGIO GALLI “CREDERE, OBBEDIRE COMBATTERE” Hobby & Work 2008 pagg. 192-193)


2 settembre 2009

Direzione di Vl del 2 settembre 2009

MOZIONE POLITICA


La direzione di Veneto liberale, riunitasi a Castelfranco Veneto oggi 2 settembre 2009, esaminati i punti all’ordine del giorno

RINGRAZIA gli oltre seicentocinquantottomila elettori veneti che si sono recati a votare ai referendum del 21 e 22 giugno e che hanno richiesto l’abrogazione delle norme più significative della legge elettorale denominata “porcellum” dai suoi stessi sostenitori;

RILEVA che quella dimensione di consenso elettorale, a livello regionale, non è molto minore del consenso raccolto alle elezioni europee dal Pdl (settecentonovantaduemila) e dalla Lega (settecentosessantasettemila) ma è solamente un po’ più del consenso raccolto dal Pd (cinquecentoquarantottomila) e molto di più di quello raccolto da Di Pietro (centonovantaquattromila), dall’UDC (centosettantaduemila) e dalla Lista Pannella (sessantaseimila)

SOTTOLINEA, pertanto, il dato di consenso raccolto, a livello nazionale e nel Veneto per il rilancio della lotta politica per l’alternativa riformatrice di liberali e di democratici ad un regime che sembra aver imboccato il percorso non tanto verso la mera restaurazione di un sistema politico basato su di un partito clericale, ma verso l’instaurazione di un regime basato su di un partito fondamentalista propugnatore di valori assoluti, il che sarebbe la negazione radicale di un sistema politico liberale ed aperto;

EVIDENZIA nell’annullamento dell’incontro tra il presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, e il segretario di Stato vaticano, Tarcisio Bertone, che si sarebbe dovuto svolgere all’Aquila il 28 agosto, una clamorosa battuta d’arresto dei rapporti tra Chiesa e Stato, rapporti che hanno profondamente segnato la nostra storia;

CONSIDERA questo avvenimento un segnale della crisi di leadership che il Popolo della libertà sta vivendo, a causa della insorgenza di un pericoloso soggetto fondamentalista al proprio interno (stimolato anche dall’alleato leghista) che la componente moderata ha difficoltà a contrastare, nonostante le buone iniziative del Presidente della Camera dei Deputati;

REPUTA ininfluenti o addirittura controproducenti le scarse iniziative adottate dal maggior partito di opposizione al governo, attualmente alle prese con una grave crisi di identità che il suo prossimo congresso non sembra idoneo per individuare una ragionevole soluzione;

PQM

RIBADISCE la necessità di un soggetto politico, più precisamente, un partito riformatore di liberali e democratici con l’obiettivo di farsi strumento per le modernizzazioni riguardanti le istituzioni (poter scegliere chi governa e punire - in modo democratico e nonviolento - chi non merita più il voto), l’economia (centralità del Mercato ed emarginazione delle corporazioni) e la società (libertà individuali dallo stato e dalla società etica), modernizzazioni che costituiscono la Rivoluzione liberale non realizzata dalle generazioni eredi del Risorgimento;

IN QUESTA OTTICA DISPONE

a)      organizzare un incontro per celebrare la data del 20 settembre, giorno di festa liberale e quindi anticlericale, al fine di segnalare la propria irriducibile avversione non solo a qualsiasi scelta clericale ma anche a qualsiasi progetto di “partito di Dio” all’orizzonte, suggerendo una indicazione di lotta ai moderati del Pdl e del Pd;

b)      ulteriore impegno nella costituzione, per ora a livello locale, di un coordinamento di persone e soggetti autodefinitisi laici, per la istituzione di un registro comunale del testamento biologico, come primo passo per tentare di contrastare il progetto illiberale già approvato dal Senato, partecipando all’incontro dell’8 settembre alle ore 20,45 nella sede del partito Democratico a Castelfranco Veneto;

c)      verificare la possibilità di svincolare il Pdl veneto dall’abbraccio con la Lega e rendere utile l’energia laica, imprigionata anche nel partito Democratico del Veneto, per le elezioni regionali del prossimo anno.


30 agosto 2009

Il Partito di Dio è all'orizzonte?

LIBERA CHIESA IN LIBERO STATO


La notizia più clamorosa di questo fine-agosto è l’improvviso annullamento dell’incontro politico tra il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e il segretario di Stato Vaticano, cardinale Tarcisio Bertone, che si sarebbe dovuto svolgere all’Aquila in occasione della celebrazione della “Perdonanza celestina”. Si è trattato di una clamorosa battuta d’arresto dei rapporti tra Chiesa e Stato, rapporti che hanno segnato la nostra storia.


Leggendo il comunicato della Sala Stampa dello Stato del Vaticano si dà atto al Presidente del Consiglio di aver annullato l’incontro per “evitare strumentalizzazioni”. Cosa vuol dire?


Nella mattina del 28 agosto il quotidiano della famiglia del Presidente del Consiglio, rivelava che il direttore dell’Avvenire, quotidiano legato alla organizzazione episcopale italiana, aveva patteggiato una condanna per molestie circa cinque anni prima per dei fatti avvenuti tra il 2001 e l’inizio del 2002. Il Giornale, perciò, avrebbe “smascherato” un moralista perché il quotidiano dei vescovi si era fatto interprete del malumore della gerarchia ecclesiastica per alcuni comportamenti personali del Presidente del Consiglio, ritenuti sconvenienti.

Questo episodio si aggiungeva agli attacchi della Lega, partito sostenitore del governo, nei confronti del Vaticano in occasione della recente strage di naufraghi eritrei. Proprio il ministro Luca Zaia, al meeting di Comunione e Liberazione, organizzazione legata allo Stato del Vaticano, aveva dichiarato: “La Lega è in trincea per difendere la cristianità; per i valori e per il Crocefisso sono le nostre battaglie; possono esserci momenti di tensione con la Chiesa, ma alla fine la visione è comune”.


Diciamo che da qualche tempo nell’area governativa tira un’aria da Stato Etico piuttosto che semplicemente clericale. La recente questione del biotestamento ne è l’esempio più eclatante. Vorrebbero impedire la libertà di coscienza dei cittadini nella scelta se rifiutare o meno l’alimentazione e l’idratazione forzata sia in caso di malattia o lesione cerebrale irreversibile o invalidante e sia in caso di malattia che costringa a trattamenti permanenti con macchine o sistemi artificiali che impediscano una normale vita di relazione.


L’altro giorno Gianfranco Fini, alla festa del Partito Democratico, a Genova, aveva riscosso applausi sinceri dai simpatizzanti di quell’area. Cosa aveva detto? Aveva semplicemente manifestato il proprio dissenso nei confronti della deriva fondamentalista di cui può essere vittima il suo partito, anche facendosi trascinare dalle posizioni illiberali della Lega. Di qui la necessità di non trasformare il contrasto tra clericali e laici in una crociata di cattolici nei confronti dei non cattolici.


Il Giornale, con l’iniziativa del 28 agosto, sembra avere, come effetto inintenzionale, l’intralcio delle posizioni del Presidente della Camera. Perché solo all’indomani del successo riscosso da Fini alla festa del partito Democratico, si sono rivelate le vicende disdicevoli di Dino Boffo?


Feltri ha violato la regola dell’omertà che sinora è regnata tra i direttori dei quotidiani: tutti sapevano ma si erano imposti la regola di non dire nulla dei colleghi. Si usa la sciabola (violazione della regola dell’omertà) piuttosto che il fioretto per cui la posta in gioco non sembra il semplice smascheramento di un moralista. La violazione della regola dell’omertà, soprattutto per il momento in cui è avvenuta, sembra più idonea ad ostacolare la componente moderata del governo e, conseguentemente, a favorire la componente fondamentalista.


Questa ipotesi collimerebbe anche con la dichiarazione della Sala Stampa Vaticana che dà atto al Presidente del Consiglio di aver annullato l’incontro per “evitare strumentalizzazioni”. Cosa significa “evitare strumentalizzazioni”? Se, nonostante quanto avvenuto, ci fosse stato l’incontro tra le due autorità, si sarebbe potuto sostenere che il timore di Gianfranco Fini è fondato. Ossia il pericolo concreto della possibile deriva fondamentalista del suo partito che mirerebbe a sostituire una etica “cattolica” a quella insegnata dal Vaticano. L’incontro avrebbe significato dare assicurazioni al Vaticano dell’impegno del governo ad ostacolare quella pericolosa deriva fondamentalista. Il che avrebbe reso notevolmente difficile ricucire i possibili strappi tra Vaticano e stato italiano, qualora il governo non fosse riuscito a rispettare quell’impegno, vista anche l’approssimarsi della discussione parlamentare sul biotestamento.


Si strepiti pure sulla vergognosa aggressione, purché non traspaia alcun timore per un possibile successo fondamentalista. Il Partito di Dio, altro che il principio di libera Chiesa in libero Stato, potrebbe diventare il simbolo dei centocinquant’anni dell’unità d’Italia? (bl)


PS Dopo aver letto il certificato del casellario giudiziario pubblicato dal quotidiano diretto da Feltri devo fare una precisazione che però non modifica sostanzialmente quanto già scritto. Non si è trattata di una condanna "patteggiata" ma di una condanna conseguente ad un decreto penale non opposto e pertanto divenuto esecutivo.


Ed ora qualche domanda.



Perchè il direttore del quotidiano dei vescovi non si è opposto al decreto di condanna? Perchè Feltri si è deciso solo ora a violare la regola dell'omertà che vigeva tra i giornalisti di regime? Perchè i vescovi, pur sapendo che il Boffo era un pregiudicato, sostanzialmente reo confesso gli hanno affidato la direzione del loro giornale?


bl


24 agosto 2009

“AL DI QUA E AL DI LÀ DEL TEVERE”

CORTINA INCONTRA


Domenica 23 agosto nell’ambito dell’iniziativa “Cortina InConTra”, organizzata da coniugi Jole ed Enrico Cisnetto, si è svolto un interessante conversazione a più voci sul tema “Al di qua e al di là del Tevere”, ossia sulla questione della finanza Vaticana quale strumento principe del governo occulto che ha esercitato un ruolo di conserva con il regime partitocratico.


Sono intervenuti: Gianluigi Nuzzi, giornalista di Panorama, autore del “Vaticano S.p.A.” (Chiarelettere), Angelo Rizzoli, produttore cine-tv, ex presidente Rizzoli e Massimo Teodori, editorialista, autore della “Storia dei laici nell’Italia clericale e comunista” (Marsilio).


Gianluigi Nuzzi, giornalista oggi al quotidiano “Libero”, ha illustrato il suo libro facendo notare il silenzio con cui è stata accolta la sua inchiesta. Silenzio anche da parte del Vaticano, nonostante la mole di documenti che prova l’influenza della finanza Vaticana anche nel decennio successivo al caso Marcinkus.


Massimo Teodori ha segnalato lo IOR, ossia la banca vaticana, quale strumento principe per orientare la politica nazionale e, molto probabilmente, anche quella internazionale. Quello che distingue la finanza vaticana da quella laica è proprio lo IOR: l’unica banca al mondo che non gode di alcun controllo né nazionale (grazie al Concordato) né internazionale e che ha costituito un centro di criminalità dagli anni ’70 sicuramente sino agli anni ’90 del secolo scorso.


Angelo Rizzoli ha raccontato la storia della vittima di quel centro criminale che, tramite la P2 voleva far controllare il Corriere della Sera da editori più vicini al regime partitocratico, di essere stato ostaggio dei magistrati per ventisei anni della propria vita (addirittura per 13 mesi ha subito una ingiusta detenzione cautelare) e solo nel febbraio di quest’anno si è chiusa la sua vicenda penale, pienamente assolto.


L’interessante conversazione induce una amara riflessione. Al Vaticano e al regime poco interessa l’etica molto gli interessi materiali. Qualcuno diceva “gratta, gratta che vien fuori la roba”. Cosa volete che interessi al Vaticano la questione degli insegnanti di religione, tanto con il clima che c’è qualche fondamentalista sicuramente si farà paladino di quel privilegio clericale? Cosa volete che interessi al regime il rispetto della divisione del potere se basta un semplice regolamento per fare un dispetto ai giudici e favorire chi vorrebbe il partito di Dio per contrapporre clericali ai laici? (bl)


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permalink | inviato da Venetoliberale il 24/8/2009 alle 16:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

5 agosto 2009

FONDAMENTALISMI

VERSO IL PARTITO DI DIO?


C’è un brutto clima politico. Chi scrive paventa la nascita di un soggetto politico fondamentalista: un partito di Dio.


La sera del 4 agosto a Cortina, nell’ambito dell’iniziativa “CortinaInContra”, promossa e animata dai coniugi Iole ed Enrico Cisnetto, si è svolto un incontro sul tema “Nella fecondazione assistita (e non solo) difficile tracciare il confine tra religione, etica e scienza”. Sono intervenuti Emilia Costantini, giornalista Corriere della Sera, autrice de “Tu dentro di me” (Aliberti), Gilberto Corbellini, storico della medicina, autore de “Perché gli scienziati non sono pericolosi” (Longanesi), Alfredo Mantovano, sottosegretario Interno, Stefano Zecchi, docente di Estetica Università Milano. Ha letto alcuni brani del libro della Costantini la bella e brava attrice Francesca Neri. Iole Cisnetto, presidente Associazione “Amici di Cortina”, ha condotto da brava ospite.


La premessa dell’incontro era proprio la difficoltà nel tracciare il confine tra etica, religione e scienza, di qui la necessità dell’ascolto delle ragioni di tutti.


Il prof. Gilberto Corbellini, suo malgrado, si è però trovato al centro di una astiosa polemica innescata da una sfuriata di Stefano Zecchi che, travisando le parole del suo interlocutore, lo ha pubblicamente accusato di essere un intollerante e degno di finire prima o poi nel “partito di Pannella”, quasi fosse una offesa all’intelligenza. A sua volta Alfredo Mantovano, sottosegretario del governo Berlusconi, ha tentato di ridicolizzare l’atteggiamento laico e tollerante del prof. Corbellini. Diciamo che gli intolleranti si sono atteggiati da liberali intransigenti conquistando anche qualche applauso del pubblico presente.


Il rifiuto aprioristico dell’ascolto delle ragioni degli altri proprio sullo spinoso tema dei rapporti tra etica, religione e scienza da una parte e l’incapacità degli ascoltatori di reagire all’intolleranza, dall’altra, sono pessimi segnali. E’ sintomatico di un clima che rende agevole l’ambiente per una opinione pubblica fondamentalista, supporto necessario a un vero e proprio partito di Dio. Tra l’altro favorito anche dalla probabile frammentazione conseguente all’abbandono della strategia volta a costituire soggetti a vocazione maggioritaria, vista la vittoria del proporzionalismo dopo l’insuccesso referendario del giugno scorso. (bl)



 

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