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“[…] Chi cerca nella libertà altra cosa che la libertà stessa è fatto per servire […]” (Alexis de Tocqueville)

 
5 dicembre 2011

Lettera per un congresso che (per ora) non si farà.

Cari amici e cari compagni,

giovedì 8 dicembre il XIV congresso di Veneto liberale non ci sarà. E’ la prima volta in undici anni che non si farà (per ora) l’assemblea ordinaria di quel soggetto politico che ha avuto luce l’8 dicembre 2000 a Venezia.

Voglio ricordare che l’ultimo congresso svoltosi il 12 dicembre dell’anno scorso a Castelfranco Veneto con rammarico si manifestava “grande preoccupazione per la gravità della situazione” sia “a livello europeo” che “a livello italiano” che “a livello culturale”.

Purtroppo la storia di questi giorni rende evidente la gravità della situazione a tutti e tre i livelli. A livello europeo la precarietà dell’Unione Europea è resa evidente dalla profonda crisi della moneta unica. A livello italiano il tentativo del governo Monti sembra essere l’ultimo tentativo del regime partitocratrico di sopravvivere impedendo di trascinare nel suo crollo tanti cittadini innocenti. A livello culturale la rinascita dell’orgoglio clericale, camuffato da un nuovo moderatismo, occupa sempre più la centralità della scena politica.

A fronte della situazione politica la direzione di Veneto liberale il 4 maggio 2011 evidenziava la necessità di “rinunciare all’Europa intergovernativa per intraprendere il percorso verso gli Stati Uniti d’Europa secondo la proposta sempre attuale del ‘Manifesto di Ventotene’ di Spinelli, Rossi e Colorni”.

Per la situazione italiana si auspicava l’avvio di un “processo di costituzione di una forza politica, di liberali e di democratici, alternativa ai conservatori e avversaria decisa degli integralisti.” Per la situazione culturale si ribadiva essere cartina di tornasole le questioni riguardanti sia i diritti del malato che il dilemma della fine della propria vita che la situazione carceraria.

Perciò si ribadiva “la necessità di una Rivoluzione liberale che consiste: a) nel rilancio dell’alternativa presidenzialista, federalista, maggioritaria, anglosassone, b) nel rilancio delle lotte liberiste per la liberazione del lavoro e dell’impresa, c) nel rilancio delle lotte per le libertà individuali riguardanti l’antiproibizionismo non solo sulla droga, ma anche sulla libertà terapeutica e di ricerca scientifica”.

Purtroppo la situazione politica si è ulteriormente incancrenita giungendo alla sostituzione del governo, legittimamente in carica, con alcuni tecnici che governano per conto della partitocrazia. Infatti il governo Monti potrà fare solo quello che vorranno fargli fare i partiti. Perciò il governo Monti non abolirà, ad esempio, il finanziamento pubblico dei partiti né l’8 per mille per la Chiesa Cattolica e sarà molto difficile che vari una sostanziale riforma della giustizia.

Siamo giunti ad una situazione paradossale per cui la continuità partitocratica sembra l’unico percorso per evitare che il tracollo del regime possa arrecare danni ingenti anche ai cittadini innocenti. Inoltre da un lato la normalizzazione della situazione politico-finanziaria nazionale potrebbe essere lo strumento essenziale per il mantenimento della moneta comunitaria mentre, d’altro lato, sarebbe di ostacolo per le soluzioni delle questioni riguardanti sia i diritti del malato che il dilemma della fine della propria vita che la situazione carceraria.

La cultura clericale, camuffata da nuovo moderatismo, sembra avviata a conquistare la centralità della scena politica rendendo sempre più un miraggio la Rivoluzione liberale perseguita da Veneto liberale sin dalla sua fondazione.

L’8 dicembre 2000 a Venezia si costituiva il soggetto politico “Veneto liberale” “al fine di dare voce a tutti coloro che, richiamandosi all’insegnamento di Salvemini, Einaudi e Sturzo,” affermano “all’unisono ‘questa Italia così com’è non ci piace’”.

L’obiettivo era quello di ottenere in Parlamento “la presenza di una pattuglia di militanti liberali, liberisti e libertari, cocciuti e determinati, affinché si dia corpo alla radicale alternativa liberale al regime partitocratico.”

Con il passare del tempo l’obiettivo – mezzo (la pattuglia di militanti liberali, liberisti e libertari in Parlamento) per raggiungere l’obiettivo – fine (la Rivoluzione liberale) risultava sempre più insufficiente perché i militanti liberali, liberisti e libertari in Parlamento erano irretiti dal regime con la pratica della strategia dell’ospitalità. La tattica della “serpe in seno” era di fatto sterilizzata rendendo inoffensiva ogni possibile diffusione di germi rivoluzionari.

Dicevo che l’8 dicembre non ci sarà il XIV congresso di Veneto liberale. Per ora, abbiamo deciso di non farlo. Ci occorre una pausa di riflessione, ci occorre riesaminare la situazione presente.

Si dice: “Oggi tutto può accadere”. E’ una sciocchezza perché non vuole dire nulla. Oggi siamo presi da un pessimismo conseguente alla convinzione che l’attuale contingenza politica dipende da un gruppo di forze che non possiamo neanche individuare (figuriamoci se potremmo dominarle!) Speriamo, però, che altre forze (anche queste non sappiamo individuarle) possano contrastarle.

Dovremmo avere l’ottimismo della volontà, ma è questo che ci difetta in questo momento.

Forse la situazione presente che ci appare come una disgrazia possa essere una opportunità, come ci ricordava Benedetto Croce. Per questo è opportuna questa fase di riflessione: per guardarci attorno.


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4 maggio 2011

Direzione del 4 maggio 2011

MOZIONE

La direzione di Veneto liberale riunita oggi 4 maggio 2011, esaminato l'ordine del giorno osserva quanto segue:

1) La morte del terrorista Bin Laden ci impone una riflessione sullo stato dell’aggressione dell’integralismo pseudoreligioso alla vita di coloro che ritengono la libertà individuale intangibile.

Ricordiamo le stragi più efferate commesse dai gruppi riferibili a Bin Laden

New York 11.9.2001

Karachi 8.5.2002

Bali 12.10.2002

Casablanca 17.5.2003

Iraq 19.8.2003

Madrid 11.3.2004

Londra 7.7.2005

Sharm el Sheikh 23.7.2005

Mumbai 25.11.2008

Volo Amsterdam – Detroit 25.12.2009

Sono ormai quasi dieci anni che i killer ispirati da Bin Laden hanno sparso il terrore in tutto il mondo arrecando anche un grave danno alla religione islamica facendola apparire, a molti, come aggressiva nei confronti della società aperta e liberale.

La fine del leader spirituale è sicuramente uno smacco per Al Qaeda ma potrebbe avere un modesto impatto sulla rete terroristica. Ci auguriamo, però, che il successo dell’operazione militare statunitense sia il frutto di un declino del movimento terroristico: sarebbe un buon giorno per chi ama la pace.

2) Intanto le rivolte nell’area meridionale del mediterraneo stanno dimostrando gli errori commessi dai paesi europei appoggiando i regimi autocratici, invisi ai popoli che oggi si sono sollevati. I governi europei hanno delegato loro il compito di arginare il naturale movimento migratorio di chi soffre la mancanza di pane e di libertà. L’Europa Unita non può isolarsi come fosse un castello assediato: deve approfittare di questa situazione per un netto cambio di rotta. Dobbiamo rinunciare all’Europa intergovernativa per intraprendere il percorso verso gli Stati Uniti d’Europa secondo la proposta sempre attuale del “Manifesto di Ventotene” di Spinelli, Rossi e Colorni

3) A livello nazionale la crisi del regime si manifesta con la sostanziale inutilità delle prossime elezioni amministrative, ad eccezione delle elezioni comunali di Milano e di Napoli. Da queste due città potrebbe giungere un messaggio riformatore qualora lo scontro elettorale facesse scoccare la scintilla per innescare il processo di costituzione di una forza politica, di liberali e di democratici, alternativa ai conservatori e avversaria decisa degli integralisti.

4) L’ostilità del regime nei confronti dei referendum già indetti per il prossimo mese di giugno prova la continuità tra la cosiddetta prima repubblica e la seconda: lo scioglimento anticipato delle camere del 2008, per impedire il voto sulla legge elettorale, ha avuto come precursore lo scioglimento anticipato delle camere del 1972, per impedire il referendum sul divorzio. Non possiamo non denunciare la consuetudine di questa illegalità, perciò non ci indigniamo delle gherminelle berlusconiane.

5) Sul biotestamento sottoscriviamo parola per parola la lettera di Umberto Veronesi a Berlusconi pubblicata dal Corriere della Sera lo scorso 1 maggio. In particolare condividiamo l’appello “a non fare dei diritti del malato e del dilemma, che lei giustamente ha definito «intimo e privato», della fine della propria vita, una questione sostanzialmente politica”. Manifestiamo la nostra gratitudine a Umberto Veronesi che ha ricordato le parole di Indro Montanelli,. Riteniamo quelle parole indicative della nostra posizione politica: “Io non mi sono mai sognato di contestare alla Chiesa il suo diritto di restare fedele a se stessa, cioè ai comandamenti che le vengono dalla sua Dottrina. Ma che essa pretenda di imporre questo comandamento anche a me, che non ho la fortuna (dico e ripeto, non ho la fortuna) di essere un credente, le sembra giusto? A me no. A me sembra che l' insegnamento della Chiesa debba valere per chi crede nella Chiesa, cioè per i "fedeli". Non per i cittadini, fra i quali ci sono, e in larga maggioranza, i miscredenti, gli agnostici i seguaci di altre religioni”.

6) E intanto di inquinamento ambientale si muore. Secondo l’Organizzazione Mondiale per la Sanità, considerando i soli 30 capoluoghi di provincia della pianura Padana, il numero di morti premature attribuibili alle polveri sottili è stimabile in 7 mila l'anno. L'Agenzia Europea per l'Ambiente da parte sua inserisce 17 città italiane tra le prime 30 più inquinate del continente, con Torino, Brescia e Milano che si piazzano tra il secondo e il quarto posto nella triste classifica.

Sappiamo che le condizioni climatiche che impediscono il ricambio dell’aria in val Padana rendono la situazione locale ancora più difficile, ma resta il fatto che di polveri sottili (particelle in grado di raggiungere gli alveoli polmonari senza essere intercettate dai filtri del nostro apparato respiratorio) si muore. E che le amministrazioni locali – responsabili del rispetto delle soglie massime di inquinanti nell’aria - hanno dato prova di non riuscire a realizzare politiche adeguate di controllo delle emissioni. Talvolta rimanendo addirittura inerti.

7) Infine la situazione carceraria rappresenta una ulteriore prova della illegalità del regime.

Infatti è noto che l’attuale condizione degli istituti di pena nazionali contraddice radicalmente l’intento delineato dalla Costituzione. Circa l’80 per cento della popolazione carceraria è, infatti, costituita dalla cosiddetta detenzione sociale, ovvero da persone che vivono uno stato di svantaggio, disagio o marginalità (immigrati, tossicodipendenti, emarginati) per le quali, più che una risposta penale o carceraria, sarebbero opportune politiche di prevenzione e sociali appropriate.

Le strutture penitenziarie del nostro Paese raccolgono oggi una popolazione di quasi 68.000 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare di 44.608 posti.

Per questi motivi Veneto liberale ribadisce la necessità di una Rivoluzione liberale che consiste: a) nel rilancio dell’alternativa presidenzialista, federalista, maggioritaria, anglosassone, b) nel rilancio delle lotte liberiste per la liberazione del lavoro e dell’impresa, c) nel rilancio delle lotte per le libertà individuali riguardanti l’antiproibizionismo non solo sulla droga, ma anche sulla libertà terapeutica e di ricerca scientifica.

 



12 dicembre 2010

Mozione XIII congresso di Veneto liberale

Il XIII Congresso di Veneto liberale riunitosi a Castelfranco Veneto il 12 dicembre 2010,

CONSTATA che l’Europa prefigurata da Ernesto Rossi, Altiero Spinelli ed Eugenio Colorni con il “Manifesto di Ventotene” è ancora di là da venire, vista l’attuale Unione Europea frutto di una politica intergovernativa piuttosto che di una leggera federazione di stati;

CONSTATA, inoltre, che la crisi economica in Europa è sostanzialmente strutturale, ossia priva di quegli ammortizzatori che potrebbero attutirne gli effetti, ed è aggravata dalla visione nazionalistica non osteggiata dalle istituzioni comunitarie; mentre negli USA è ciclica;

CONSTATA, altresì, la pavidità dei leaders politici europei nei confronti di coloro che umiliano pubblicamente i diritti umani come avvenuto in occasione della consegna del premio Nobel per la pace a Liù Xiaobo o della tragica vicenda di Sakineh e degli altri detenuti in Iran o nel caso della Birmania e di Aung San Suu Kyi;

DENUNCIA tali comportamenti come elementi di debolezza che rendono questa parte del mondo sempre più vulnerabile rispetto alla sfida del XXI secolo che vede la contrapposizione tra una visione politica basata sul pluralismo della diversità ed una basata su presunte identità nazionali, o culturali o, addirittura, parareligiose;

CONSTATA che il regime partitocratico italiano sembra giunto al capolinea dato che, non solo le forze politiche ma anche soggetti istituzionali, sembrano aver perso il lume della ragione a) come nel caso della recente iniziativa della magistratura, che vorrebbe sindacare le motivazioni delle manifestazioni di voto dei parlamentari, il che è palesemente in contrasto con gli artt. 67 e 68 della Costituzione repubblicana e b) come le dichiarazioni di governatori, presidenti di provincia e sindaci, soprattutto qui in Veneto, che hanno superato anche quel minimo senso di vergogna che ha sempre caratterizzato chi si qualificava saggio;

CONSTATA, inoltre, il faticoso inizio dell’attività della Lega per l’Uninominale che ha recentemente promosso un progetto di legge mirato all'indizione di un referendum consultivo che, in analogia di metodo con il procedimento referendario attualmente in corso in Gran Bretagna e con quello seguito in Nuova Zelanda negli anni '90, sottoponga all'elettorato italiano la scelta tra la conservazione del sistema elettorale previsto dalla legge n. 270/2005 attualmente in vigore e la sua sostituzione con un sistema elettorale secondo il modello del collegio uninominale maggioritario, in una delle sue possibili alternative (turno unico secondo l'esperienza anglosassone, doppio turno secondo quella francese, o turno unico con voto alternativo trasferibile e "ballottaggio preventivo", secondo quella australiana);

CONSTATA, altresì, la protervia delle forze clericali che hanno indetto per l’anniversario della morte di Eluana Englaro la giornata in ricordo di coloro che sono costretti ad una vita vegetativa, denunciando così l’omicidio che sarebbe stato perpetrato travisando dolosamente il calvario subito da Eluana e dalla sua famiglia;

DENUNCIA tali fatti come segni di un degrado politico che rischia di sommergere anche gli innocenti cittadini senza potere che da anni tentano di non collaborare con il regime;

pertanto

con rammarico, manifesta grande preoccupazione per la gravità della situazione a) a livello europeo con la sempre più precaria esistenza della Unione Europea b) a livello italiano con un fondamentalismo illiberale che sembra infettare tutte le istituzioni c) a livello culturale con il clericalismo che sembra travolgere anche le scarse difese poste da chi si dichiara laico;

ciò premesso,

DECIDE

di verificare al più presto le modalità per sostenere

a) l’attività dell’intergruppo al Parlamento europeo denominato “Gruppo Spinelli” promosso da Guy Verhofstadt, presidente del gruppo ALDE, Daniel Cohn-Bendit, co-presidente dei Verdi, Isabelle Durant, vice-presidente del Parlamento europeo e Sylvie Foulard del gruppo ALDE, che ha lo scopo di raccogliere parlamentari, intellettuali e cittadini a favore di una Europa comunitaria, pronti a mettere l'interesse comune europeo davanti agli interessi particolari, coordinandosi con le attività, nella stessa direzione, poste in atto dal Movimento Federalista Europeo;

b) l’attività della “Lega per l’Uninominale” per la riforma nel senso del collegio uninominale maggioritario, opponendosi a qualsiasi opzione che possa portare a una conferma della legge attualmente in vigore o a un peggioramento ulteriore della stessa in senso proporzionalistico;

c) l’attività del “Comitato per la Libera Scelta” affinché al fianco della battaglia per l’introduzione nella nostra legislazione del c.d. “testamento biologico”(con il quale permettere anche la rinuncia all’alimentazione e all’idratazione forzata) anche altre lotte volte a rendere sempre più concreta la libertà individuale (orientamento sessuale, “divorzio breve”, fecondazione medicalmente assistita, legalizzazione delle c.d. droghe leggere, coppie di fatto, salubrità dell’ambiente, etcc.)

RIBADISCE

la necessità di una Rivoluzione liberale che consiste a) nel rilancio dell’alternativa presidenzialista, federalista, maggioritaria, anglosassone, b) nel rilancio delle lotte liberiste per la liberazione del lavoro e dell’impresa, c) nel rilancio delle lotte per le libertà individuali riguardanti l’antiproibizionismo non solo sulla droga, ma anche sulla libertà terapeutica e di ricerca scientifica.


9 settembre 2010

LEGGE ELETTORALE UNINOMINALE, LAICISMO E FEDERALISMO EUROPEO

MOZIONE

La direzione di Veneto liberale, riunitasi a Castelfranco Veneto, oggi 9 settembre 2010, esaminati i punti all’ordine del giorno

PREMESSO

che il XII congresso dell’associazione, svoltosi il 12 dicembre 2009, ha constatato il mancato raggiungimento delle priorità che si erano indicate nel congresso dell’anno precedente;

che in quella occasione si constatava il notevole indebolimento delle energie umane del sodalizio. rendendo particolarmente difficile perseguire il progetto dei "liberali con i democratici per la Riforma, a partire dal Veneto”;

che era, comunque, ribadita la necessità di un soggetto politico, più precisamente, un partito riformatore di liberali e democratici con l’obiettivo di farsi strumento per le modernizzazioni riguardanti le istituzioni (poter scegliere chi governa e punire - in modo democratico e nonviolento - chi non merita più il voto), l’economia (centralità del Mercato ed emarginazione delle corporazioni) e la società (libertà individuali dallo stato e dalla società etica), modernizzazioni che costituiscono la Rivoluzione liberale non realizzata dalle generazioni eredi del Risorgimento;

che, sino all’acquisizione di nuove opportunità, si decideva di concentrare la propria attività nel “Coordinamento castellano per la Libera Scelta” perché viene ritenuta indispensabile presidiare la frattura laicismo/clericalismo per il progetto dei “liberali con i democratici per la Riforma, a partire dal Veneto”;

che l’intervento dell’amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne, di giovedì 26 agosto al meeting di Comunione e Liberazione a Rimini, e la pubblicazione dell’appello per l’Uninominale, sul Corriere della Sera del 28 agosto, possono costituire i segnali di nuove opportunità per il rilancio del progetto dei "liberali con i democratici per la Riforma, a partire dal Veneto”;

DICHIARA

che l’intervento di Sergio Marchionne a Rimini ha indicato la consapevolezza, da parte di una importante componente dell’establishment, della necessità di nuove relazioni politiche (e non solo la necessità di nuove relazioni industriali) per affrontare la sfida dei tempi moderni, il che è coerente con la visione secondo la quale volgere la testa al passato è suicida e con la convinzione che il difetto dell’Italia è la mancanza di un progetto e di un leader che sappia dare corpo alla predetta necessità (ossia esprime una posizione riformatrice piuttosto che il tradizionale immobilismo conservatore caro ai poteri costituiti);

che il manifesto per l’uninominale pubblicato sul Corriere della Sera è un progetto di buona politica al quale hanno aderito personalità che possono costituire tanti possibili leader;

che l’attuale crisi del sistema, o meglio del regime partitocratico, (conseguente anche a divaricazione di posizioni politiche da parte di importanti componenti del regime) potrebbe diventare una occasione per imboccare la strada per la transizione verso la democrazia liberale o per dare sfogo al fondamentalismo illiberale, latente nella società, causando lutti e dolori;

DECIDE

di essere disponibile a partecipare, tutti e ciascun aderente a Veneto liberale, alle iniziative conseguenti al progetto evidenziato dall’appello per l’Uninominale, pubblicato sul Corriere della Sera del 28 agosto 2010, perciò a) presterà attenzione al seminario che si svolgerà a Roma il prossimo 23 settembre, che ha lo scopo di individuare la forma ‘tecnica’ della proposta di riforma elettorale da sostenere, b) aderisce, compatibilmente con altri impegni oggi non prevedibili, all’assemblea che si svolgerà il prossimo 7 ottobre;

di accantonare, per ora, la propria preferenza per il sistema maggioritario a turno unico con le primarie di collegio, ritenendo precipua una collaborazione leale con tutti coloro che preferiscono l’uninominale maggioritario al preferenzialismo proporzionalista.;

di ribadire la scelta laicista, già intrapresa con la partecipazione al “Coordinamento castellano per la Libera Scelta”, festeggiando l’anniversario del 20 settembre 1870 con un incontro conviviale e quella federalista europea fiancheggiando il Movimento dei Federalisti Europei, in singole iniziative coerenti con il “Manifesto di Ventotene” di Ernesto Rossi, Altiero Spinelli ed Eugenio Colorni.


13 dicembre 2009

Mozione politica generale XII congresso di Veneto Liberale

 “Oggi in Veneto, domani in Italia”

liberali e democratici per la Riforma

 

Il XII Congresso di Veneto liberale riunitosi a Castelfranco Veneto il 12 dicembre 2009,


SALUTA l’inizio di una nuova fase nella politica dell’Unione Europea, a conclusione del faticoso processo di ratifica del Trattato di Lisbona, in quanto rinnova la speranza nel rilancio del percorso verso la federazione europea sussistendo strumenti utili quali, ad esempio, un possibile maggior ruolo dei cittadini vista la possibilità di proposte di legge di iniziativa popolare;


RINGRAZIA gli oltre seicentocinquantottomila elettori veneti che si sono recati a votare ai referendum del 21 e 22 giugno e che hanno richiesto l’abrogazione delle norme più significative della legge elettorale denominata “porcellum” dai suoi stessi sostenitori;


RINGRAZIA, altresì, quanti con il proprio impegno militante e con la propria firma hanno permesso l’avvio del processo per l’istituzione del registro comunale delle dichiarazioni anticipate sui trattamenti sanitari dei cittadini di Castelfranco Veneto (c.d. testamenti biologici), meritoriamente promosso dal “Coordinamento castellano per la Libera Scelta”, al quale Veneto liberale aderisce;


DEPLORA che alle recenti elezioni europee sia stata assente una lista “di” liberali, democratici e riformatori che 1) avrebbe potuto indicare un candidato a Presidente della Commissione europea prima delle elezioni, così politicizzandole 2) avrebbe potuto proporre al Parlamento europeo ed ai governi nazionali che lo vogliono di prendere l’iniziativa per una Federazione europea e di affidare, mediante un mandato popolare, ad una Convenzione/Assemblea costituente, l’incarico di elaborare una Costituzione federale e creare un governo federale europeo; 3) che avrebbe potuto prendere l’iniziativa per l’approvazione di tale Costituzione in un unico referendum europeo;


CONSTATA la possibile trasformazione del regime partitocratrico ove al conservatorismo antiliberale sembra sostituirsi il fondamentalismo illiberale, conseguente alla lucida scelta politica della maggioranza, visto il vuoto di opposizione attualmente esistente;


DENUNCIA la debolezza nella difesa della laicità dello stato a fronte della sempre più illecita interferenza della Chiesa cattolica nell’ordinamento italiano.


Tutto ciò premesso, l’assemblea congressuale non può non manifestare la propria delusione per non essere state conseguite nessuna delle priorità che si erano indicate nel precedente congresso.


Infatti al passivo vanno iscritti sia l’assenza di una efficace impegno per la pace a fronte di un montante fondamentalismo a livello planetario, sia le elezioni europee ridotte a mera competizione domestica e sia il fallimento dei referendum elettorali Guzzetta-Segni.


In questo quadro negativo si inserisce l’esaurimento delle energie umane del sodalizio il che rende particolarmente difficile perseguire il progetto dei “liberali con i democratici per la Riforma, a partire dal Veneto”, pur sussistendo ancora la possibilità, se non proprio la probabilità, vista la crisi dei due partiti perni dell’attuale bipolarismo, crisi, peraltro, contrastata con la lucida iniziativa berlusconiana volta ad alimentare il conflitto antiberlusconiani/berlusconiani.


PQM


Il Congresso di Veneto liberale decide di concentrare, sino all’acquisizione di nuove energie e di nuove opportunità, la propria attività nel “Coordinamento castellano per la Libera Scelta” in quanto ritiene indispensabile presidiare la frattura laicismo/clericalismo per il progetto dei “liberali con i democratici per la Riforma, a partire dal Veneto”.


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27 ottobre 2009

Direzione di Vl del 26 ottobre 2009

La direzione di Veneto liberale, riunitasi il 26 ottobre 2009 a Castelfranco Veneto (Tv)

ringrazia quanti con il proprio impegno militante e con la propria firma hanno permesso l’avvio del processo  per l’istituzione del registro comunale delle dichiarazioni anticipate sui trattamenti sanitari dei cittadini di Castelfranco Veneto (c.d. testamenti biologici), avendo in data odierna depositato oltre quattrocento firme di residenti o di domiciliati all’ufficio protocollo della sede municipale;

sottolinea la cena anticlericale dello scorso 20 settembre che non ha costituito solo l’occasione della celebrazione di un avvenimento risorgimentale e patriottico ma è servito anche a ribadire l’attualità e la necessità del laicismo quale alternativa al clericalismo montante nella società;

evidenzia il sempre più crescente disagio dell’attuale coalizione governativa regionale mentre le energie laiche, imprigionate anche nel partito democratico del Veneto, sembrano dare segni di vitalità interessanti  anche alla luce dell’esito regionale delle c.d. “primarie” del 25 ottobre;

denuncia, per l’ennesima volta, la grave crisi istituzionale in cui versa il paese che potrebbe sfociare nell’implosione del regime visto che, sia il centrodestra che il centrosinistra, danno segni di stanchezza, il che potrebbe favorire pericolosi fondamentalismi , di qui la necessità di un soggetto politico liberale, democratico e riformatore che si impegni nella lotta per la Rivoluzione liberale, ossia per le riforme istituzionali, economiche e civili consistenti a) nel rilancio dell'alternativa laica, presidenzialista, federalista e maggioritaria anglosassone; b) nel rilancio delle lotte liberiste per la liberazione del mercato, del lavoro e dell'impresa; c) nel rilancio delle lotte antiproibizioniste non solo sulla droga, ma anche sulla libertà terapeutica e di ricerca scientifica.

convoca per il 12 dicembre 2009 il XII congresso di Veneto liberale sul tema “Oggi in Veneto, domani in Italia: liberali e democratici per la Riforma


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2 settembre 2009

Direzione di Vl del 2 settembre 2009

MOZIONE POLITICA


La direzione di Veneto liberale, riunitasi a Castelfranco Veneto oggi 2 settembre 2009, esaminati i punti all’ordine del giorno

RINGRAZIA gli oltre seicentocinquantottomila elettori veneti che si sono recati a votare ai referendum del 21 e 22 giugno e che hanno richiesto l’abrogazione delle norme più significative della legge elettorale denominata “porcellum” dai suoi stessi sostenitori;

RILEVA che quella dimensione di consenso elettorale, a livello regionale, non è molto minore del consenso raccolto alle elezioni europee dal Pdl (settecentonovantaduemila) e dalla Lega (settecentosessantasettemila) ma è solamente un po’ più del consenso raccolto dal Pd (cinquecentoquarantottomila) e molto di più di quello raccolto da Di Pietro (centonovantaquattromila), dall’UDC (centosettantaduemila) e dalla Lista Pannella (sessantaseimila)

SOTTOLINEA, pertanto, il dato di consenso raccolto, a livello nazionale e nel Veneto per il rilancio della lotta politica per l’alternativa riformatrice di liberali e di democratici ad un regime che sembra aver imboccato il percorso non tanto verso la mera restaurazione di un sistema politico basato su di un partito clericale, ma verso l’instaurazione di un regime basato su di un partito fondamentalista propugnatore di valori assoluti, il che sarebbe la negazione radicale di un sistema politico liberale ed aperto;

EVIDENZIA nell’annullamento dell’incontro tra il presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, e il segretario di Stato vaticano, Tarcisio Bertone, che si sarebbe dovuto svolgere all’Aquila il 28 agosto, una clamorosa battuta d’arresto dei rapporti tra Chiesa e Stato, rapporti che hanno profondamente segnato la nostra storia;

CONSIDERA questo avvenimento un segnale della crisi di leadership che il Popolo della libertà sta vivendo, a causa della insorgenza di un pericoloso soggetto fondamentalista al proprio interno (stimolato anche dall’alleato leghista) che la componente moderata ha difficoltà a contrastare, nonostante le buone iniziative del Presidente della Camera dei Deputati;

REPUTA ininfluenti o addirittura controproducenti le scarse iniziative adottate dal maggior partito di opposizione al governo, attualmente alle prese con una grave crisi di identità che il suo prossimo congresso non sembra idoneo per individuare una ragionevole soluzione;

PQM

RIBADISCE la necessità di un soggetto politico, più precisamente, un partito riformatore di liberali e democratici con l’obiettivo di farsi strumento per le modernizzazioni riguardanti le istituzioni (poter scegliere chi governa e punire - in modo democratico e nonviolento - chi non merita più il voto), l’economia (centralità del Mercato ed emarginazione delle corporazioni) e la società (libertà individuali dallo stato e dalla società etica), modernizzazioni che costituiscono la Rivoluzione liberale non realizzata dalle generazioni eredi del Risorgimento;

IN QUESTA OTTICA DISPONE

a)      organizzare un incontro per celebrare la data del 20 settembre, giorno di festa liberale e quindi anticlericale, al fine di segnalare la propria irriducibile avversione non solo a qualsiasi scelta clericale ma anche a qualsiasi progetto di “partito di Dio” all’orizzonte, suggerendo una indicazione di lotta ai moderati del Pdl e del Pd;

b)      ulteriore impegno nella costituzione, per ora a livello locale, di un coordinamento di persone e soggetti autodefinitisi laici, per la istituzione di un registro comunale del testamento biologico, come primo passo per tentare di contrastare il progetto illiberale già approvato dal Senato, partecipando all’incontro dell’8 settembre alle ore 20,45 nella sede del partito Democratico a Castelfranco Veneto;

c)      verificare la possibilità di svincolare il Pdl veneto dall’abbraccio con la Lega e rendere utile l’energia laica, imprigionata anche nel partito Democratico del Veneto, per le elezioni regionali del prossimo anno.


4 maggio 2009

Veneto liberale: direzione del 4 maggio 2009

MOZIONE POLITICA

La direzione di Veneto liberale, riunitasi a Castelfranco Veneto (Tv) il 4 maggio 2009,

ESAMINATI gli obiettivi indicati nella mozione politica dell’XI congresso, svoltosi il 6 dicembre 2008 sul tema “Per la Democrazia liberale in Italia ed in Europa”;

CONSTATATA che la lista “di” liberali, democratici e riformatori, non solo auspicata, non è stata possibile realizzare per la mancanza di un nucleo aggregatore a causa della scelta velleitaria del soggetto con maggiori energie culturali, che ha preferito varare una lista con l’unico scopo di avere un po’ di visibilità a livello nazionale piuttosto che tentare di dare vita ad un soggetto transpartito, come premessa per un soggetto europeo;

CONSTATATO che l’ “election day”, ossia lo svolgimento nel medesimo giorno delle elezioni europee e dei referendum elettorali promossi sin dalla primavera – estate del 2007, non potrà essere svolto con danno non solo dei cittadini, che dovranno recarsi alle urne in date diverse per esercitare il loro diritto costituzionalmente garantito, ma anche con danno delle stesse elezioni europee che saranno snaturate diventando una prova generale di prossime elezioni politiche nazionali, perchè la polemica politica nazionale non sarà assorbita dal confronto sui referendum contro la legge elettorale;

CONSTATATO che lo svolgimento dei referendum avverrà il 21 giugno, si fa affidamento sugli effetti inintenzionali conseguenti all’opportunismo del monopartito PdL-PD per squilibrare l’attuale situazione politica che vede una maggioranza parlamentare sempre più invasiva ed una opposizione sempre più imbelle e per rivitalizzare l’istituto referendario, immaginato dai padri costituenti come contrappeso delle decisioni parlamentari;

DENUNCIA

l’assenza nel nostro paese della Democrazia Liberale, vista la confusione esistente tra il potere esecutivo, legislativo, giudiziario e mediatico, che produce una illegalità diffusa – “stato canaglia”, secondo la definizione del giornalista del Corriere della Sera Piero Ostellino – illegalità diffusa che potrebbe costituire il terreno di coltura favorevole alla nascita di un partito fondamentalista, non semplicemente clericale, visti i comportamenti – procreazione medicalmente assistita e testamento biologico – del neopartito di centrodestra Popolo della Libertà;

DEPLORA

l’assenza alle prossime consultazioni elettorali europee di una lista “di” liberali, democratici e riformatori che 1) indichi un candidato a Presidente della Commissione europea prima delle elezioni, così politicizzandole 2) che proponga al Parlamento europeo ed ai governi nazionali che lo vogliono di prendere l’iniziativa per una Federazione europea e di affidare, mediante un mandato popolare, ad una Convenzione/Assemblea costituente, l’incarico di elaborare una Costituzione federale e creare un governo federale europeo; 3) che proponga l’approvazione di tale Costituzione in un unico referendum europeo;

ADERISCE

all’iniziativa del “Tavolo permanente di Treviso per la laicità” affinché questa iniziativa possa essere raccordata con quella che vede consulte laiche a Torino e a Roma che, unitamente a Milanolaica, Triestelaica, Veronalaica e altre, aderiscono al Coordinamento Nazionale sostenuto da “Critica liberale” e partecipare, assieme, anche a Veronalaica, alla costituzione di un coordinamento Veneto di laici, quale primo passo per la costituzione di un soggetto politico, almeno regionale, antagonista al possibile “Partito di Dio” in gestazione;

INVITA

gli aderenti a Veneto liberale a partecipare all’iniziativa denominata “Società Pannunzio per la libertà dell’informazione” (www.societapannunzio.eu) perché l’informazione è il pane della democrazia e senza di essa quella languisce, come è provato dall’esperienza attuale;

PRESTA ATTENZIONE

all’iniziativa dei radicali  per il rilancio della lotta di liberazione dal regime partitocratico e ritiene, per il conseguimento del predetto fine, condizione necessaria, anche se non sufficiente, la constatazione del superamento del soggetto “radicali italiani” con l’abbandono definitivo di ogni ambigua strategia di ospitalità.



18 febbraio 2009

Veneto liberale: direzione del 18 febbraio 2009

MOZIONE

 

La direzione di Veneto liberale riunitasi a Castelfranco Veneto martedì 18 febbraio 2009, evidenzia quanto segue:

·       la congregazione per la dottrina della fede, il 3 giugno 2003, ha imposto ai parlamentari cattolici l’obbligo di votare contro ogni progetto di legge favorevole al riconoscimento delle unioni omosessuali;

·       i referendum sulla procreazione medicalmente assistita hanno fallito il quorum, il 12 giugno 2005, dopo una isterica campagna astensionistica delle gerarchie vaticane;

·       l’esortazione all’obiezione di coscienza in difesa della vita, da parte di papa Benedetto XVI, in data 16 marzo 2007, è stata rivolta non solo a farmacisti e a medici, ma anche ai giudici italiani;

sono solo tre episodi da cui si desume l’illecita interferenza della Chiesa cattolica sull’ordinamento italiano alla quale non è seguita una efficace tutela della laicità dello stato;

·       il degrado politico, civile ed umano raggiunto durante il dibattito al Senato, lunedì 9 febbraio, sulla legge per proibire la libertà di rifiutare l’alimentazione e l’idratazione forzata e tentare di costringere il corpo di Eluana Englaro a sopravvivere alla propria morte naturale, accusando di omicidio gli avversari politici;

·       la mutazione culturale subita da persone, con una cultura laica o cristiana, decidendo di sacrificare la libertà individuale alla visione integralista del diritto alla vita come obbligo;

·       la favola dell’antiberlusconismo usata dall’opposizione, sostenendo che lo scontro è tra moderati, divenuti reazionari, e progressisti, sostanzialmente moderati;

·       la riscoperta degli opposti estremismi da parte di intellettuali “liberali”, pur di non schierarsi, ponendo sullo stesso piano assolutisti e relativisti;

·       l’esaltazione del grave stato dell’ordine pubblico – con la conseguente legittimazione di misure incivili quali “ronde”, “castrazione chimica”e “detenzione preventiva obbligatoria” nei confronti degli accusati di violenza sessuale – per distrarre l’attenzione dalla crisi di regime;

sono solo gli ultimi segnali della trasformazione del regime partitocratrico ove al conservatorismo antiliberale sembra sostituirsi il fondamentalismo illiberale, conseguente alla lucida scelta politica della maggioranza, visto il vuoto di opposizione attualmente esistente;

“Dio è dalla nostra parte” sembra diventare la parola d’ordine del nuovo partito “Popolo della Libertà” che, per conseguire l’obiettivo di consolidare il proprio ruolo di partito predominante per i prossimi decenni, non disdegnerebbe il battesimo del fuoco con una consultazione politica nazionale anticipata a) rinnovando con “seguaci” di sicura fede la propria classe parlamentare di nominati, b) sgominando definitivamente i propri avversari, oggi in gravi difficoltà, c) evitando anche il fastidioso referendum elettorale promosso dal comitato dei proff. Guzzetta e Segni;

PQM

Veneto liberale, ribadendo quanto deciso nel suo XI congresso,

a) non trascura il possibile sbocco del progetto di rivoluzione liberale, ossia la formazione di liste di liberali, di democratici e di riformatori antagoniste al Popolo delle Libertà, idonee a concorrere alle prossime elezioni europee in quanto, europeizzando la politica nazionale, dette liste costituirebbero gli anticorpi nei confronti della deriva fondamentalista nazionale in atto,

b) tiene altresì conto della possibilità di elezioni politiche nazionali anticipate dalle quali l’alternativa liberale non può essere assente, pena il trionfo del nuovo regime con il partito predominante “Popolo della Libertà”;

ciò detto si sottolinea quanto segue:

v   l’appello “Restituite la parola ai cittadini”, pubblicato dal Corriere della Sera del 21 gennaio, promosso da varie personalità appartenenti ad aree culturali e politiche diverse, tra cui spiccano i nomi di Antonio Martino e di Umberto Veronesi, diventa di vitale importanza in quanto rappresenta la radicale alternativa liberale necessaria grazie alla evidenziata centralità delle seguenti regole, auspicate anche per la legislazione nazionale: 1) le primarie, che affidano ai cittadini la scelta di ogni candidatura; 2) il collegio uninominale maggioritario, che crea un solido legame tra eletto ed elettore; 3) la scelta popolare del governo; 4) il bipartitismo, che porta chiarezza e stabilità; 5) la separazione dei poteri e la reale autonomia delle diverse istituzioni;

v   l’adesione all’appello deve intendersi come primo passo per la costituzione di un soggetto politico per riformisti e riformatori, per moderati e radicali quale strumento per permettere ai cittadini senza potere di far ascoltare la propria voce manifestando, nel contempo, la disponibilità a partecipare ad una grande assemblea – da effettuarsi al più presto – per dare forma alla speranza che l’appello ha suscitato;

v   i prossimi raduni di liberali e di laici dovranno essere propedeutici a questo progetto di rivoluzione liberale in quanto qualsiasi scelta che ribadisse la propria identità ideologica o la propria volontà resistenziale nei confronti del regime, pur costituendo un generoso esempio di testimonianza, come ha insegnato una più che decennale esperienza, sarebbe dannosa per il progetto di rivoluzione liberale, e, perciò, costituirebbe un aiuto concreto al sorgente fondamentalismo illiberale.

 


8 dicembre 2008

XI Congresso di Veneto Liberale

MOZIONE POLITICA GENERALE

DEMOCRAZIA LIBERALE PER L’ITALIA E L’EUROPA

L’associazione federalista, liberale, liberista e libertaria, di moderati e radicali, di riformisti e riformatori, denominata Veneto liberale, riunitasi in occasione del XI congresso a Castelfranco Veneto il 6 dicembre 2008

considerata la minaccia terroristica, nella sua impersonificazione più pericolosa del fondamentalismo islamico, il latente conflitto medio-orientale, con la questione israelo-palestinese, gli attentati in Iraq, la guerra mai risolta in Afghanistan, l’Africa e le micce innescate nel vasto fronte asiatico e sudamericano;

considerato il complesso fronte economico-finanziario che indurrà gli Stati Uniti d’America a ricorrere all’intervento dello stato per far rispettare le regole del Mercato ma che potrebbe avere come effetto inintenzionale l’emanazione di regole dannose per il Mercato stesso, il che non potrà non avere effetti sulla politica economica del continente europeo, già poco propenso a rispettare il sistema liberale di mercato;

considerato, altresì, che il combinato disposto del pericolo in cui incorre sia la pace che il Mercato stanno imponendo un nuovo ordine mondiale basato sul multilateralismo piuttosto che sulla tradizionale egemonia statunitense, il che potrebbe indurre le autorità politiche a contenere le libertà individuali ossia a più stato potrebbe corrispondere meno libertà di mercato e meno libertà nella società, aggravando i mali che si vorrebbero curare;

ritenuta indispensabile una forte cooperazione transatlantica tra l’Europa e gli Stati Uniti d’America sia per affrontare le minacce alla pace che l’attuale crisi nel mercato globale in concomitanza al passaggio ad un nuovo ordine mondiale multipolare;

constatata i) la crisi delle attuali istituzioni europee che, pur rappresentando oltre 400 milioni di cittadini, risultano inefficienti nel confronto con altre potenze continentali e subcontinentali; ii) la debolezza dell’Italia nell’ambito del sistema politico internazionale, debolezza conseguente al regime partitocratrico ove prevale il governo degli uomini sul governo della legge;

1) da un lato, dichiara,la necessità, per i liberali, i democratici, ed i riformatori, di riproporre i loro obiettivi federalisti raccogliendo e risollevando la bandiera degli Stati Uniti d’Europa, del Manifesto di Ventotene di Spinelli, Rossi e Colorni, quale risposta alle politiche falsamente realiste e minimaliste, in realtà fallimentari e rinunciatarie;

2) dall’altro, dichiara,indispensabile approfittare di circostanze congiunturali apparentemente favorevoli al fine di realizzare un soggetto politico “di” liberali, per riempire, almeno qui in Italia, il vuoto di opposizione alla conservazione antipolitica, con l’obiettivo di farsi strumento per le modernizzazioni riguardanti le istituzioni (poter scegliere chi governa e punire - in modo democratico e nonviolento - chi non merita più il voto), l’economia (centralità del Mercato ed emarginazione delle corporazioni) e la società (libertà individuali dallo stato e dalla società etica), modernizzazioni che costituiscono la Rivoluzione liberale non realizzata dalle generazioni eredi del Risorgimento;

P Q M

tutti gli aderenti a Veneto liberale si impegnano a sostenere

a) il rilancio del “Satyagraha mondiale per la pace” quale risposta alla minaccia di un possibile prossimo tremendo conflitto che potrebbe estendersi rapidamente al mondo intero, come richiesto dall’appello-manifesto del 2006 firmato tra gli altri da importanti premi Nobel come la senatrice Rita Levi Montalcini o Betty Williams, da icone del pop come Peter Gabriel, o da intellettuali come lo scrittore israeliano David Grossman e il fotografo Oliviero Toscani;

b) alle prossime elezioni europee, quella lista “di” liberali, democratici e riformatori che 1) indichi un candidato a Presidente della Commissione europea prima delle elezioni, così politicizzandole 2) che proponga al Parlamento europeo ed ai governi nazionali che lo vogliono di prendere l’iniziativa per una Federazione europea e di affidare, mediante un mandato popolare, ad una Convenzione/Assemblea costituente, l’incarico di elaborare una Costituzione federale e creare un governo federale europeo; 3) che proponga l’approvazione di tale Costituzione in un unico referendum europeo;

c) i referendum elettorali proposti dai prof. Guzzetta e Segni per accentuare la crisi del regime partitocratrico, nella versione “veltrusconi”, al fine di ottenere l’implosione degli attuali soggetti politici che ostacolano la costituzione di una democrazia liberale nel nostro paese;

d) l’election day, ossia elezioni europee e referendum elettorale da svolgere nella stessa data per evitare 1) il fallimento delle elezioni europee ridotte a mero tentativo di rivalsa delle consultazioni nazionali 2) l’ennesimo affossamento dell’istituto referendario;

infine, conferisce mandato al segretario di inviare via posta elettronica il presente documento a tutti i deputati europei italiani del gruppo parlamentare ALDE, al capogruppo di detto raggruppamento parlamentare Graham Watson e al segretario della UEF Andrew Duff, deputato ALDE per il Lib Dem Party della Gran Bretagna, oltre che alla segreteria dell’ELDR, affinché possano contribuire alla costituzione, almeno qui in Italia, in occasione delle prossime elezioni europee, della predetta lista “di” liberali, democratici e riformatori, al fine di rendere la prossima consultazione elettorale “europea”, evitando che venga ridotta a mera rivalsa domestica delle elezioni politiche nazionali.



 

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