.
Annunci online

Venetoliberale
per la radicale alternativa liberale
 
 
 
 
           
       

“[…] Chi cerca nella libertà altra cosa che la libertà stessa è fatto per servire […]” (Alexis de Tocqueville)

 
3 luglio 2009

Appello per la Democrazia Amerikana

RESTITUITE

LA PAROLA AI CITTADINI

Tutto il mondo guarda con ammirazione alla straordinaria capacità di rinnovamento della società americana, al grande esempio di democrazia offerto dalle primarie e dal civilissimo confronto tra i candidati alla Casa Bianca. Il carattere, la storia, la cultura di quella società sono stati determinanti. Ma nulla sarebbe stato possibile se la vita pubblica degli Stati Uniti non fosse basata su alcune regole fondamentali, che ne fanno una democrazia aperta, incompatibile con qualunque chiusura dall'alto.


Queste regole sono innanzitutto:

1) le primarie, che affidano ai cittadini la scelta di ogni candidatura;

2) il collegio uninominale maggioritario, che crea un solido legame tra eletto ed elettore;

3) la scelta popolare del governo;

4) il bipartitismo, che porta chiarezza e stabilità;

5) la separazione dei poteri e la reale autonomia delle diverse istituzioni.

 

Noi siamo invece impantanati in una transizione infinita che ha condotto a un Parlamento nominato dai capipartito. E le dichiarazioni di chi vuole imitare Barack Obama rendono ancora più evidente la distanza. Perché da noi non nascerà alcun Obama e non vedremo grandi cambiamenti se non rompiamo gli schemi che ingessano la politica.

 

Nel momento in cui, per uscire dalla transizione, si guarda a grandi modelli, noi proponiamo di assumere come punto di riferimento proprio la democrazia americana, perché crediamo che sia la strada giusta per rinnovare davvero la nostra vita pubblica. E' una convinzione che accomuna già una larga parte degli italiani. E noi, come liberi cittadini, vogliamo dar voce insieme a loro a questa grande speranza di cambiamento.

 

Promotori

Filippo Andreatta, Renzo Arbore, Augusto Barbera, Orlando Barocci, Franco Battiato, Giorgio Bocca, Andrea Camilleri, Furio Colombo, Giacomo Costa, Natale D'Amico, Francesco Giavazzi, Massimo Granellini, Giovanni Guzzetta, Maurizio Lauri, Gad Lerner, Berardino Limonati, Claudio Magris, Enzo Manes, Cristian Mantero, Antonio Martino, Vincenzo Melluso, Sebastiano Messina, Luigi Maschero, Sandro Parenzo, Arturo Parisi, Gianfranco Pasquino, Mario Pirani, Cesare Romiti, Piero Schlesinger, Alfredo Scotti, Mario Segni, Gian Antonio Stella, Andrea Tavecchi, Mario Usellini, Umberto Veronesi, Guido Roberto Vitale


(dal CORRIERE DELLA SERA del 21/01/2009)


11 settembre 2008

Il convegno di Loreto

COMUNICATO STAMPA

(Ricevo da Claudio Pietroni, del forum liberale delle Marche, e divulgo volentieri)

Lo scorso 30 Agosto si è svolto a Loreto il IV convegno nazionale del “Coordinamento dei liberali italiani per una politica liberale”.

Si è trattato di una ulteriore occasione d’incontro per quelle formazioni politiche e culturali che si riconoscono nella grande tradizione storica del liberalismo, che nel dialogo trovano una modalità di aggregazione, anche a livello locale, per offrire ai cittadini un’alternativa ai due maggiori schieramenti di destra e di sinistra, entrambi impermeabili al liberalismo.

E’ stata una nuova tappa positiva nel percorso volto al superamento della tradizionale diaspora liberale che ha raggiunto l’acme nel 1992, in occasione dello scioglimento del PLI e della cosiddetta Prima Repubblica, ma si è anche evidenziato un vuoto politico di presenza del pensiero liberale.

Il convegno ha confermato e rafforzato la necessità di prestare ascolto alle aspettative dei cittadini sul territorio in previsione delle prossime amministrative di primavera e delle elezioni europee della primavera del 2009. Si è, inoltre, sottolineata la necessità di curare meglio e con più frequenza la comunicazione via Internet.

Inoltre, non potendo intervenire sulla modifica della legge elettorale per le prossime elezioni europee, modifiche concernenti lo sbarramento, l’eventuale aumento del numero delle circoscrizioni oltre all’introduzione della lista bloccata, si è deciso di proseguire con il progetto iniziale della raccolta delle firme “come se” i mezzi, le energie umane, culturali e finanziarie fossero sufficienti per superare qualsiasi ostacolo.

Molto positivo è stato l’incontro con il sig. Lorenzo Furlan, coordinatore dell’associazione apartitica “Per ridurre i costi della politica”, che vuole presentare un progetto di legge di iniziativa popolare (cfr. www.aboliamoleprovince.it). Ci si è accordati per risolvere il problema comune della raccolta delle firme e, possibilmente, anche un aiutino per le elezioni.

In conclusione l’obiettivo principale del percorso intrapreso è quello di dare vita ad un’ampia costituente che faccia riferimento al Partito Liberale Europeo (ELDR) e all’Internazionale Liberale (IL) al fine di avviare la riorganizzazione dell’area in vista delle Europee 2009 e delle prossime amministrative. Questa ambizione per un soggetto politico nuovo, è suffragata dalla partecipazione di chi si dichiara repubblicano, riformatore o laico e si riconosce parte della famiglia culturale che fa riferimento al Partito Liberale Europeo e all’Internazionale liberale.

Il Convegno si è concluso con l’annuncio di un nuovo appuntamento per martedì 16 settembre a Roma, assieme al Partito Liberale (De Luca), alla Federazione dei liberali (Morelli), al Forum per l’unità dei repubblicani (Arsena) e ad altri gruppi che sono promotori del progetto costituente (cfr. www.listapereuropee.it)


11 novembre 2007

Unità dei liberali

Il contributo del Coordinamento al Convegno di Fiuggi

 

Il Partito Liberale ha indetto a Fiuggi (9-10 e 11 novembre) un Convegno dal titolo "Verso la costituzione di un soggetto unico dei liberali". E' la prima volta che il PLI ammette il problema e fa sua l'esigenza d'un soggetto unitario liberale in Italia. Il che ci fa piacere e ci incuriosisce. Il nostro Coordinamento dei Liberali italiani, ha deciso di affidare a Nico Valerio il compito di rappresentarlo con un intervento-saluto, nell'intento di offrire anche un contributo di idee al dibattito. Con l'aggiunta d'una doverosa premessa e con qualche aggiustamento formale, ecco nella sostanza il documento del Coordinamento letto da Nico Valerio a Fiuggi:

 

Care amiche e cari amici liberali, parlo come liberale di base, consigliere nazionale del PLI, ma anche - consentitemelo - come rappresentante del Coordinamento dei Liberali Italiani, un comitato che avevo proposto già quattro anni fa nella newsletter del Salon Voltaire a 3500 intellettuali, organizzatori e simpatizzanti liberali, e che poi abbiamo fondato nel giugno dell’anno scorso col compito di unificare tutti i club liberali italiani, proprio in prospettiva d’un unico soggetto liberale.

 

Perciò, cari amici, il tema dell’attuale Convegno di Fiuggi "Verso un soggetto unico dei liberali" ha molto interessato il nostro Comitato. Che con questo intervento intende offrire il suo contributo ai lavori del Convegno, sottolineando alcuni punti essenziali per rimediare alla carenza di liberalismo di cui soffre la nostra Repubblica.

 

Il nostro obiettivo è riunire i liberali in un partito autonomo distinto dai conservatori, dai socialisti e dai clericali, perché solo distinguendo gli uni dagli altri è possibile immaginare un percorso chiaro e produttivo per il Paese.

 

La cultura politica unitaria dovrà fondarsi su libertà, laicità, Stato quanto serve alle libertà, centralità del cittadino con i suoi diritti di cittadinanza e proprietà, libero mercato, lotta alle corporazioni, scienza libera, valorizzazione dell'identità italiana nell'Unione Europea.

 

L’obiettivo che perseguiamo come Coordinamento è quello di estendere la nostra iniziativa ad un numero sempre crescente di club liberali per giungere alla Costituente dei liberali italiani e sfociare poi nella grande assemblea costituente degli Stati Generali del liberalismo che darà forza all'azione politica liberale in Italia.

 

I liberali non possono che distinguersi da questa Destra e da questa Sinistra perché le ritengono espressioni di un bipolarismo elettorale insufficiente a far emergere il reale conflitto tra le grandi opzioni politiche (ad es. dirigisti e liberisti, autoritari e libertari, clericali e laici, conservatori e riformatori) e perciò chiuso al liberalismo. Un esempio? Le diatribe antipolitiche del tipo Destra-Sinistra, berlusconiani-comunisti, che non vertono su nessun reale tema liberale, ma sono solo teatrino della politica.

 

Il Partito autonomo cui puntiamo dovrà essere il soggetto "dei" liberali, poiché perseguire la politica liberale è necessario e sufficiente per concorrere, nel confronto con le altre forze politiche, a proporre la soluzione ai problemi del Paese del segno delle libertà.

 

Naturalmente, la crescita, insieme col Partito autonomo liberale, anche della Cultura liberale diffusa nel Paese, renderà più attente al liberalismo anche le altre forze politiche, migliorando così le condizioni generali. Ma non renderà liberali né i conservatori, né i socialisti, né i clericali. La nostra differenza, la nostra identità, resterà sempre, perché si basa sulle idee, sulla nostra cultura, sulla nostra sensibilità. Che sono valori irrinunciabili.

 

Riteniamo, infine, indispensabile - andando alle elezioni europee - che l’ELDR, il Partito Liberale Europeo, diventi protagonista anche della lotta politica in Italia, come soggetto dei riformatori distinto da coloro che si rifanno al Partito Popolare-Conservatore e al Partito Socialista, al Partito della Sinistra e a quello della Destra.

 

Il nostro Manifesto del 4 luglio 2006 rappresenta meglio quanto vi ho finora detto.

 

Mi auguro, ci auguriamo, che presto possa iniziare tra noi una fattiva collaborazione sulla base della linea seguita dall’ELDR e dall’Internazionale Liberale, allo scopo di rendere protagonisti i liberali nelle prossime lotte politiche ed elettorali, a cominciare dalla partecipazione alle Elezioni Europee del 2009, che ci auguriamo comune.

 

Vi rivolgiamo il nostro caloroso saluto e gli auguri più sinceri di buon lavoro.

 

NICO VALERIO, a nome del COORDINAMENTO DEI LIBERALI ITALIANI*

 

Membri attuali:

Veneto Liberale (Lamedica)

Forum Liberale delle Marche (Pietroni)

Giovani Liberali-Lymec (Gennaio)

Federazione dei Liberali (Morelli)

Salon Voltaire (Valerio)

Tavolo dei liberali Veneti (Marchioro)

Liberali di Verbania (Gaggiotti)

Liberali Sardi (Carboni)

Nuovo Pli (Procaccini)

I Liberali (Palmieri)

 


24 settembre 2007

Domenica 23 settembre 2007

RIUNIONE A VERBANIA

Come programmato si è tenuta domenica 23 settembre l’incontro organizzato da Verbania liberale, con il patrocinio del “Coordinamento dei liberali italiani – per una politica liberale”, sul tema “Il cammino verso l’unione dei liberali”. Gli onori di casa sono stati tenuti da Stefano Gaggiotti di Verbania liberale. Sono intervenuti Raffaello Morelli (Federazione dei Liberali), Ubaldo Procaccini (NuovoPLI), Claudio Pietroni (Forum liberale delle Marche), Giuseppe Lamedica (Veneto liberale), Francesco Moretto (Lymec – Gioventù liberale) e Giammarco Brenelli (FdL Lombardia).

Dopo la presa in esame della situazione politica, tutt’altro che ingessata ma estremamente fluida, si è convenuto che il cammino verso l’unione dei liberali, oltre che difficile, appare sempre più necessario. Di qui la opportunità di prestare attenzione alle iniziative che fioriscono un po’ dappertutto in questo inizio d’autunno. L’appuntamento denominato “Noi ragioniamo” organizzato a Roma sabato 29 settembre dalla Federazione dei liberali e dal Forum per l’unità dei repubblicani sarà onorato dalla presenza di alcuni responsabili dei soggetti costituenti il Coordinamento. In particolare Veneto liberale, a mezzo del suo segretario, ha comunicato il superamento dell’avversione a quell’incontro in quanto la componente repubblicana, con un nuovo invito, non ha più proposto, come condizione “sine qua non” per la partecipazione, la sottoscrizione di un documento d’intenti in contrasto con il Manifesto del 4 luglio 2006, documento politico fondante il Coordinamento.

Infine la Federazione dei Liberali ha offerto al Coordinamento il nome e il simbolo “Partito della Libertà”. Il Coordinamento, in coerenza con il Manifesto sottoscritto il 4 luglio 2006, ha dichiarato che il Partito della Libertà non potrà che essere un partito “ben distinto dall'aggregazione per il potere che è il Partito Democratico e ben distinto dal mondo popolar conservatore che è la Casa della Libertà.” (bl)

 

 

 

 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Liberali Manifesto 4 luglio

permalink | inviato da Venetoliberale il 24/9/2007 alle 17:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

2 maggio 2007

BOLOGNA, 21 APRILE 2007

* ECHI BENEVENTANI

In seguito alle impressioni suscitate in chi non era presente a Benevento il 31 marzo scorso, impressioni riportate nel comunicato di Veneto liberale del 19 aprile, il 21 dello stesso mese si vedevano a Bologna, allo Starhotel Claudio Pietroni del Forum liberale delle Marche, Raffaello Morelli della Federazione dei liberali e Beppi Lamedica di Veneto liberale. All’ordine del giorno era stata posta una riflessione collettiva sulla riunione di Benevento avvenuta il 31 marzo. Tutti i componenti del coordinamento dei liberali italiani – per una politica liberale erano stati informati della riunione. Michele Marchioro, del tavolo dei liberali veneti e Nico Valerio di Salon Voltaire facevano pervenire le loro impressioni sulla riunione beneventana. Anzi il Nico Valerio pubblicava sul suo blog un pezzo critico nei confronti della riunione di Benevento, pezzo che veniva ripreso anche dal quotidiano on-line Liberalcafé.

Pertanto un opposto giudizio era manifestato da chi aveva partecipato alla riunione di Benevento A) “Si è svolto con notevole successo a Benevento, Sabato 31 marzo, il 1° Convegno Nazionale del Coordinamento dei Liberali” (sul sito della FdL) B) “MALEVENTUM. […] il ripristino dell’antico nome s’impone a nostro uso interno a causa della complessa mistificazione di antico stampo "partenopeo e parte-italiano" messa in atto da chi ha organizzato - diciamo così - l’evento. Virtuale quasi come la Notte bianca di Veltroni a Roma. C’era, ma non c’era. E se c’era, si parlava d’altro[…]” (sul blog di Nico Valerio riportato anche dal quotidiano on-line Liberalcafè).

Altre opinioni espresse da altri componenti il coordinamento e partecipanti all’incontro beneventano (Ubaldo Procaccini e Pietro Paganini) o da altri  assenti , ma che avevano avuto l’opportunità di ascoltare la registrazione dell’incontro su Radio Radicale o sul sito del Comitato di Coordinamento o su quello della Fdl, non risultano espresse, il che lascia pensare che i silenti avevano delegato i presenti a Bologna di prendere le opportune decisioni.

L’incontro bolognese ha prodotto come risultato la necessità di una comunicazione collettiva che renda digeribile agli uni e agli altri le visioni contraddittorie del convegno beneventano. Naturalmente sarà onere di chi era presente a Benevento proporre un testo da sottoporre a tutti coloro che costituiscono il coordinamento. Ciò, per il banalissimo motivo, che i presenti sono sempre quelli che si assumono le maggiori responsabilità. (bl)




permalink | inviato da il 2/5/2007 alle 10:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

14 aprile 2007

Attendendo Benevento

IL CONVEGNO DI BENEVENTO DEL 31 MARZO E VENETO LIBERALE

 

         Il 10 giugno 2006, a Roma, s’incontravano vari responsabili di gruppi e clubs liberali presenti in Italia per dar vita ad un organismo di collegamento. Si ponevano l’obiettivo di convocare, dopo aver raggiunto un certo numero d’adesioni, una Costituente dei liberali italiani. Infatti, mancano in questo Parlamento gruppi e vere politiche liberali. Il Coordinamento vuole farsi promotore di un soggetto politico autenticamente liberale, che diversamente da certi politici che si definiscono "liberali" per propaganda elettorale, "non sia né conservatore, né socialista, né clericale".

         Era, quindi, redatto collegialmente un documento di intenti denominato Manifesto del 4 luglio dei liberali italiani il cui testo veniva riportato dal sito internet www.liberalitaliani.it.

         Il Manifesto contiene una breve disamina del quadro politico odierno. “I liberali – si afferma in quel documento fondativo del coordinamento – sono naturalmente distinti da questa Destra e da questa Sinistra, espressione di un bipolarismo elettorale insufficiente a far emergere il reale conflitto tra le grandi opzioni politiche, e perciò chiuso al liberalismo.[…]”

         Innanzi tutto, quindi, i sottoscrittori si dichiarano “naturalmente distinti” da questa Destra e da questa Sinistra perché queste sono contrapposte conseguentemente a normative elettorali piuttosto che ad opzioni politiche alternative. Questa Destra e questa Sinistra fanno prevalere gli istinti tribali sulla quieta razionalità dando vita a liti antipolitiche (antiberlusconiani versus berlusconiani, anticomunisti versus comunisti), il che spiega la loro impermeabilità al liberalismo.

         Dopo questa descrizione del quadro politico da cui emerge l’assenza del protagonista liberale, si sottolinea il ruolo antagonista che i liberali devono oggi assumere. “ […] Il che non vuol dire rinuncia alla lotta. – Così, si afferma nel Manifesto – Anzi, i gruppi firmatari considerano proprio il liberalismo politico lo strumento pratico più efficace per scegliere in ogni tema tra le due opzioni di sempre: libertà-nonlibertà.[…]”

         Questa scelta antagonista non deve essere vissuta da presuntuosi e/o da velleitari, ritenendosi gli unici interpreti della purezza dell’alternativa. “ […] Pertanto auspicano – cioè, i gruppi firmatari del Manifesto – che accordi e alleanze tra liberali e altri soggetti, singoli o coalizioni, siano possibili solo in ragionevole coerenza con la presente Dichiarazione. […]” Si è umilmente disponibili ad accordarsi e ad allearsi ad altri soggetti, anzi trovare collaborazione viene addirittura auspicato. Ma a quali condizioni accordarsi ed allearsi ad altri? Semplicemente rispettando la coerenza con il manifesto che, sottoscrivendolo, lo si è fatto proprio.

* * *

         E’ facile, oggi, dirsi liberali, ma esserlo sul serio è difficile. La difficoltà consiste anche (per fortuna) nell’assenza di un’ortodossia liberale. Di qui la necessità di individuare a quale liberalismo il “Coordinamento dei liberali italiani” fa riferimento. O meglio quale liberalismo è il minimo comun denominatore dei gruppi, associazioni, movimenti che costituiscono il coordinamento.

         “La base comune – si legge nel Manifesto - è il Liberalismo, riconosciuto dalla scienza politica come quella filosofia e visione del mondo che, attraverso il sistema della libertà e comportamenti ad esso coerenti, vuole far crescere le libertà di ognuno non più solo come diritto teorico, bensì come effettiva condizione di vita [….]”

         Scrive il prof. Angelo Panebianco in “Il potere, lo Stato, la liberta’” edito da il Mulino, Bologna e pubblicato nel 2004 “[…] le libertà civili, la libertà religiosa, la libertà economica o d’impresa, la libertà creativa dell’artista, la libertà di ricerca dello scienziato, la più generale libertà di ciascuno di fare, a proprio gusto, e secondo la propria vocazione, le scelte di vita che preferisce, sono le vere fonti di arricchimento, morali e materiali, degli individui e delle società.[…]”. Conseguentemente la libertà politica, ossia “il potere di” e, quindi, la libertà “positiva” è un mezzo per garantire quelle libertà. La libertà “negativa”, ossia “l’assenza di impedimenti dovuti a deliberata coercizione”, è il valore fondamentale che sottende questa visione del liberalismo. Da liberali non si può non riconoscere che questa libertà è fragile.

          Gli argini per difendere questa libertà, argini invocati dai liberali (come il mercato, la legge o il bilanciamento dei poteri), non sono così solidi come molti pensatori pensavano e pensano tant’è che il liberalismo non ha soddisfatto tutte le proprie “promesse”, però è l’unica teoria politica ragionevole che descrive e spiega quali sono i mezzi per difendere e riconquistare la libertà individuale. Questa libertà, infatti, non è deterministicamente realizzabile una volta per tutte, ma è difesa e conquistata ogni giorno, di qui la necessità della lotta.

         Tale filosofia e visione del mondo sono compatibili solo con “una società pluralista fondata sulle differenze individuali, multietnica e democraticamente conflittuale”, cioè con la “società aperta” come descritta da Karl Popper e con la “società libera” come individuata da Friederich von Hayek.

         Le idee camminano sulle gambe degli uomini perciò è necessario riconoscersi in organizzazioni o soggetti politici esistenti. I sottoscrittori del Manifesto ritengono che questo liberalismo “è oggi rappresentato a livello mondiale dall'Internazionale Liberale e in Europa dall'Eldr”. Di qui l’estraneità nei confronti di coloro che si ritengono socialisti, conservatori o clericali, come sottolineato nel preambolo del Manifesto.

* * *

         Lo scopo del Coordinamento dei liberali italiani è chiaramente indicato dal Manifesto del 4 luglio. “[…] Collegare e coordinare tra loro i gruppi, le associazioni e i movimenti della vasta e composita area di cultura politica liberale finora priva di voce a livello nazionale, per rappresentarli unitariamente.[…]” Ossia la finalità è quella di ricercare un “minimo comun denominatore” tra i partecipanti affinché si possa giungere ad una rappresentanza unitaria. Solo come seconda tappa è indicata la trasformazione del Coordinamento in Costituente dei liberali. (“[…] Quando la rappresentanza sarà sufficientemente estesa, il Coordinamento si trasformerà in Costituente dei liberali italiani, allo scopo di indire la grande assemblea costituente degli Stati Generali del liberalismo […]”) Per ora, perciò, l’obiettivo è quello di realizzare un nucleo aggregatore che ha come “minimo comun denominatore” il Manifesto del 4 luglio.

         E quale è il minimo comun denominatore? E’ tutto sintetizzato nella premessa che recita: "I liberali con i liberali: né conservatori, né socialisti, né clericali.”. Di qui l’indicazione di alcuni paletti denominati “Limiti”. “Non possono essere considerate liberali le posizioni conservatrici, clericali, socialiste; mentre i grandi nemici storici del liberalismo sono le posizioni fasciste, razziste, reazionarie, anarchiche, marxiste-leniniste e quelle del fondamentalismo religioso.” Si individuano, perciò, due categorie di atteggiamenti politici: quelle nemiche del liberalismo e quelle semplicemente estranee alla concezione liberale cui i sottoscrittori dichiarano di aderire.

         Traducendo la teoria in indicazioni per l’azione pratica si descrive il quadro politico attuale in tal modo: “[…]I liberali sono naturalmente distinti da questa Destra e da questa Sinistra, espressione di un bipolarismo elettorale insufficiente a far emergere il reale conflitto tra le grandi opzioni politiche, e perciò chiuso al liberalismo […]”.

         La “posizione politica” non è puramente ideologica (ossia decidere di non stare a Destra o a Sinistra), bensì è pragmatica (“[…] auspicano che accordi e alleanze tra liberali e altri soggetti, singoli o coalizioni, siano possibili solo in ragionevole coerenza con la presente Dichiarazione.[…]”). Quindi è compatibile, o meglio vi è ragionevole coerenza con il Manifesto il dichiararsi pregiudizialmente contro una posizione autonoma e critica nei confronti dei due poli e, conseguentemente, decidere di stare da una parte? La logica e il buon senso dicono di no.

* * *

         Veneto liberale è uno dei soggetti costituenti del Coordinamento, come ribadito anche dal suo IX congresso del dicembre 2006.

         Si dichiara associazione “federalista di liberali, liberisti e libertari, di moderati e radicali, di riformisti e riformatori” manifestando, così, la propria identità.

         Il termine “federalista” significa che si vuole prefigurare la forma dello stato che gli aderenti preferiscono. Questi ultimi si dichiarano non semplicemente liberali, ma anche liberisti e libertari. Tanti si dichiarano liberali, perciò è necessario precisare che tipo di liberali sono gli aderenti. “Liberista” e “libertario” sono termini che possono assumere vari significati. Si precisa che gli aderenti sono liberali antidirigisti ed antiautoritari. Si aggiunge che tra gli aderenti vi sono e vi possono essere non solo coloro che si autodefiniscono liberali, ma anche coloro che si sentono “moderati” o “radicali”, “riformisti” o “riformatori”. In fondo il liberalismo che è alla base dell’azione di Veneto liberale non è ideologico ma è pragmatico, ossia individua anche nell’azione di chi non si crede liberale, un’azione sostanzialmente liberale.

         Tre sono gli obiettivi che il sodalizio vuole realizzare “a) il rilancio dell’alternativa presidenzialista, federalista, maggioritaria, anglosassone, b) il rilancio delle lotte liberiste per la liberazione del lavoro e dell’impresa, c) il rilancio delle lotte antiproibizioniste non solo sulle droghe ma anche sulla libertà di ricerca scientifica e sulla libertà di sottoporsi ad un determinato trattamento sanitario, compresa la facoltà di rinunciarvi in qualsiasi momento.”

         Il congresso del dicembre scorso ha assegnato alcuni compiti agli aderenti di Veneto liberale. In particolare devono tradurre in pratica l’adesione al Comitato di coordinamento dei liberali italiani.

         Il Manifesto del 4 luglio 2006, la cui sottoscrizione indica una chiara linea politica da seguire, segnala, quali sono i temi da affrontare. “[…] Le grandi riforme liberali, a partire dagli Stati Uniti d’Europa: legalità e Stato di diritto, libertà vecchie e nuove, laicità delle Istituzioni e libertà di religione (o di non religione), Stato minimo (solo quanto serve alle libertà), divisione e bilanciamento dei Poteri, centralità dei diritti del cittadino, mercato libero e concorrenza, pluralità dei grandi soggetti economici, efficaci norme anti-monopoli, privatizzazioni e liberalizzazioni, eguaglianza dei punti di partenza e mobilità sociale, lotta alle corporazioni e ai privilegi, rigore nella gestione della cosa pubblica, tutela del consumatore e diritto all’ambiente, riduzione della burocrazia e principio del merito, libera ricerca scientifica, una scuola che potenzi lo spirito critico, pari condizioni nella propaganda elettorale, rilancio della presenza italiana nel mondo, immigrazione in base all’accettazione delle nostre regole civili […].”

         Come si traduce questa indicazione? Provo ad elencare alcune lotte cui Veneto liberale, nella sua autonomia, ha già individuato. 1) Sostegno ai quesiti referendari, proposti dal prof. Guzzetta, quale strumento per introdurre un sistema elettorale maggioritario, capace di produrre partiti con una consistenza elettorale rilevante, per ottenere anche un soggetto politico “di” liberali capace di attirare un consenso di votanti pari ad una percentuale a due cifre, il che è considerato condizione necessaria e non sufficiente per la costituzione della democrazia liberale in Italia. 2) Adesione alla campagna “Convochiamo l'Assemblea costituente” con sottoscrizione della petizione per iniziativa di Societa’ Aperta e conseguente impegno militante. 3) Sostegno alla campagna per il Referendum europeo lanciata dal Movimento Federalista Europeo per convocare un referendum con il quale tutti i cittadini europei siano chiamati ad approvare il testo del Trattato Costituzionale, revisionato da una nuova sessione della Convenzione che lo ha steso. 4) Adesione al “Manifesto dei volenterosi” per incardinare un processo riformatore di natura liberista. 5) Impegno su alcuni temi libertari: ad esempio riforma del testo unico sugli stupefacenti, libertà di ricerca e procreazione medicalmente assistita sul modello britannico, eutanasia e testamento biologico, etcc..

         L’incontro di Benevento servirà anche ad un confronto tra i vari gruppi aderenti al Coordinamento e ci si rivolgerà anche a chi si crede “conservatore”, ma non vuole diventare la bella statuina nella prossima federazione Berlusconi-Fini-Bossi e a chi si sente “liberalsocialista” e non vuol cadere nella brace clerical-dirigista del partito democratico, rifiutando, però, scelte solipsistiche.

         In conclusione bisognerà concretizzare in battaglie realistiche i temi indicati dal Manifesto del 4 luglio. Veneto liberale suggerirà alcuni temi conseguenti alla propria natura di soggetto politico di liberali, liberisti e libertari, di moderati e radicali, di riformisti e  riformatori.

 

Beppi Lamedica – segretario di Veneto liberale


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. liberali con coordinamento

permalink | inviato da Venetoliberale il 14/4/2007 alle 10:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


 

Ultime cose
Il mio profilo

Forum Veneto liberale
Rossi e Salvemini
Centro Pannunzio
Scelgo l'Italia
Associazione per l'uninominale
Pietro Ichino
Ernesto Paolozzi
per non mollare
MFE Castelfranco Veneto
Area d'Incontro
Nuova agenzia radicale
Velino
Comitati per la libertà
Circolo Benedetto Croce Ancona
La Voce
Forum di laici
Critica liberale
Politichiamo
Veneto radicale
Riviste di Benedetto Croce
Centro studi Piero Gobetti
Società libera
Trasnational Radical Party
blog liberali italiani
Polena
Istituto Bruno Leoni
Italia Laica
Legno storto
Centro Einaudi di Torino
Forces Italy
Libertà eguale
blog Italia laica
Pensalibero
Salon Voltaire
Patto veneto
Meno stato + mercato



me l'avete letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom

   
sfoglia     settembre