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per la radicale alternativa liberale
 
 
 
 
           
       

“[…] Chi cerca nella libertà altra cosa che la libertà stessa è fatto per servire […]” (Alexis de Tocqueville)

 
22 dicembre 2011

Quale socialismo?

“[….] La democrazia […] non è riuscita a mantenere le proprie promesse, che erano soprattutto di tre ordini: partecipazione […] controllo dal basso […] e libertà del dissenso. […] Si sono verificati due fenomeni contrastanti al principio proclamato della partecipazione diffusa: da un lato, l’apatia politica, che è mancanza di partecipazione […] dall’altro la partecipazione distorta o deformata o manipolata dagli organismi di massa che hanno il monopolio del potere ideologico. Il controllo diventa sempre meno efficace […] con la conseguenza che gli organismi che il cittadino riesce a controllare sono centri di potere sempre più fittizi e i vari centri di potere di uno stato moderno, come la grande impresa, o i maggiori strumenti del potere reale (come l’esercito e la burocrazia), non sono sottoposti ad alcun controllo democratico. […] Quanto al dissenso, esso è limitato in un’area ben circoscritta […] e non offre mai la possibilità di un’alternativa radicale. […]”

 

(cfr. Norberto Bobbio “Democrazia socialista?” in “Omaggio a Nenni” e in “Quaderno di Mondoperaio” 1973, ora in NORBERTO BOBBIO “QUALE SOCIALISMO?” RCS Quotidiani S.p.A., Milano 2011 pagg. 44-45)

 

 

[…] Bisogna riconoscere che un modello alternativo di organizzazione politica, alternativo allo stato parlamentare, un modello che possa dirsi ‘democratico e socialista’ in contrasto col modello tradizionale ‘democratico liberale’ […] non esiste, o per lo meno non esiste in tutta la compiutezza dei particolari con cui è stato elaborato lungo i secoli il sistema politico della ‘borghesia’. […]

 

(cfr. Norberto Bobbio “Quali alternative alla democrazia rappresentativa?” in “Mondoperaio”n.10 1975, ora in NORBERTO BOBBIO “QUALE SOCIALISMO?” RCS Quotidiani S.p.A., Milano 2011 pag. 90)

 

 

“[…] Il nostro sistema politico fa acqua da tutte le parti. Ma fa acqua da tutte le parti, non perché sia un sistema rappresentativo bensì perché non lo è abbastanza. A parte il difetto del centrismo perpetuo, cioè della mancanza di una rotazione (ossia dell’alternativa ndr) […] l’area di controllo dell’organismo rappresentativo per eccellenza, il parlamento, si restringe ogni giorno di più. […]”

 

(cfr. Norberto Bobbio “Quali alternative alla democrazia rappresentativa?” in “Mondoperaio”n.10 1975, ora in NORBERTO BOBBIO “QUALE SOCIALISMO?” RCS Quotidiani S.p.A., Milano 2011 pag. 100)

 

 

“[…] Il mio proposito era semplicemente quello di mostrare le difficoltà cui vanno incontro il processo di democratizzazione in corso (e che, come la nostra stessa esperienza storica ci ha confermato, non è irreversibile), di confutare, non la democrazia, ma la faciloneria. […]

 

(cfr. Norberto Bobbio “Quale socialismo?” in “Mondoperaio”n. 5 1976, ora in NORBERTO BOBBIO “QUALE SOCIALISMO?” RCS Quotidiani S.p.A., Milano 2011 pag. 100)


13 dicembre 2011

La sinistra e la questione meridionale

“[…] La crisi presente dei partiti democratici non può essere eterna. O prima o poi le masse dei partiti democratici ritroveranno nuovi slanci di sentimento, nuove necessità di battaglie.

Per quel momento è necessario impedire ai vecchi somari e commedianti della democrazia di ripetere le esperienze del decennio trascorso. Per quel momento è necessario che i morti abbiano già sepolto i loro morti, che i vecchi  condottieri sieno irreparabilmente discreditati e disfatti come si meritano, che le moltitudini abbiano già presa l’abitudine di combatterli come conservatori e non affidare alle loro mani i loro destini come ‘rivoluzionari’. […]”

 (cfr. GAETANO SALVEMINI “LA SINISTRA E LA QUESTIONE MERIDIONALE” RCS Quotidiani S.p.A., Milano 2011, pag. 134)

 

 

“[…] La scuola laica non deve imporre agli alunni credenze religiose, filosofiche o politiche in nome di autorità sottratte al sindacato della ragione. Ma deve mettere gli alunni in condizione di potere con piena libertà e consapevolezza formarsi da se le proprie convinzioni politiche, filosofiche, religiose.

E’ laica, insomma, la scuola in cui nulla si insegna che non sia frutto di ricerca critico e razionale, in cui tutti gli studi sono condotti con metodo critico e razionale, in cui tutti gli insegnamenti sono rivolti a educare e rafforzare negli alunni le attitudini critiche e razionali. […]”

 (cfr. GAETANO SALVEMINI “LA SINISTRA E LA QUESTIONE MERIDIONALE” RCS Quotidiani S.p.A., Milano 2011, pag. 88)

 

 

“[…] Un partito deve saper classificare e graduare le proprie esigenze […] dando ad una riforma o ad un gruppo di riforme […] la precedenza sulle altre. Un partito che non sa fare questa scelta […] è un partito che non sa quel che si voglia, che vuole troppo e non stringe nulla, al quale manca il senso della realtà e la capacità di adeguare l’opera alla realtà stessa […].

 (cfr. GAETANO SALVEMINI “LA SINISTRA E LA QUESTIONE MERIDIONALE” RCS Quotidiani S.p.A., Milano 2011, pag. 65)

 

 

"[...] O noi continuiamo a credere a quella che è la teoria fondamentale del socialismo, che cioè l’emancipazione dei lavoratori non può venire se non attraverso un continuo sforzo di conquista compiuto dalla stessa classe lavoratrice e nel campo economico e nel campo politico: e in questo caso non possiamo rimanere indifferenti dinanzi a un sistema elettorale, che priva la grande maggioranza della classe lavoratrice del più importante fra i diritti politici; dobbiamo riconoscere che non è stato un capriccio, se in tutti i paesi il partito socialista, non appena costituitosi, ha concentrate le sue forze nella conquista del suffragio universale; e non possiamo sperare che il movimento socialista italiano, ‘se vuol rimanere socialista’, possa sottrarsi a questa necessità elementare di ogni movimento proletario.[…]”

 (cfr. GAETANO SALVEMINI “LA SINISTRA E LA QUESTIONE MERIDIONALE” RCS Quotidiani S.p.A., Milano 2011, pag. 73)

 

 

"[…] Alle tre malattie, che abbiamo fuggevolmente descritto, ossia la malattia dello Stato accentratore, la oppressione economica in cui l’Italia meridionale è tenuta dall’Italia settentrionale, e infine la struttura sociale semifeudale, è possibile recare un rimedio? […] Finchè nel Mezzogiorno stesso non si determinerà un movimento energico, costante, organico, che abbia lo scopo di attuare tutte quelle riforme, che per ora non sono che pii desideri degli studiosi.[...]"


(cfr. GAETANO SALVEMINI “LA SINISTRA E LA QUESTIONE MERIDIONALE” RCS Quotidiani S.p.A., Milano 2011, pag. 21 - 24)

 

 

"[…] I nordici disprezzano, come dicon essi, i sudici; e i sudici detestano con tutta l’anima i nordici: ecco il prodotto di quarant’anni d’unità. […]"

 

(cfr. GAETANO SALVEMINI “LA SINISTRA E LA QUESTIONE MERIDIONALE” RCS Quotidiani S.p.A., Milano 2011, pag. 15)


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permalink | inviato da Venetoliberale il 13/12/2011 alle 10:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

8 dicembre 2011

Etica e politica

[…] Le leggi hanno bensì la loro importanza, ma che assai più importa il modo in cui esse vengono osservate, cioè l’effettivo operare degli uomini; ed è noto che le leggi, nella interpretazione e attuazione, si allargano, si accomodano, si arricchiscono, e, insomma cangiano.[…]

(cfr. BENEDETTO CROCE “Politica in nuce” in “ELEMENTI DI POLITICA” RCS Quotidiani S.p.A., Milano 2011, pagg. 15-16)

 

 […] Concepita la ‘moralità’ come ‘Stato etico’, e identificato questo con lo Stato politico o ‘Stato’ senz’altro, si giunge alla concezione …che la moralità concreta è tutta in quelli che governano, nell’atto che governano, e i loro avversari debbono considerarsi avversari della morale in atto, degni non solo di essere, secondo legge e fuor di legge, puniti…ma di alta condanna morale. E’, per così dire, una concezione ‘governativa’ della morale… […]

 (cfr. BENEDETTO CROCE “Politica in nuce” in “ELEMENTI DI POLITICA” RCS Quotidiani S.p.A., Milano 2011, pag. 31)

 

[…] Il moralista…è un pratico correttore o censore, che mira a tener saldo e inflessibile l’ideale morale, giudica le cose umane sotto l’esclusivo aspetto della ‘perfectio’, esaminando la correttezza delle singole azioni e la maggior bontà dei singoli individui. Ma lo storico invece si volge a ricercare il passato in tutte le sue relazioni, nella sua logica e nella sua necessità; e, come l’interesse suo è più largo di quello della pedagogia individuale, così più largo è il suo sguardo e il suo giudizio e diversa la scala d’importanza alla quale egli si attiene, onde egli non bada tanto alla ‘perfectio’, alle azioni in ogni loro particolare e minuzia incensurabili, o alla serie delle belle azioni, moralmente ispirate ed eseguite, o alla lode della bontà dell’individuo, quanto al carattere delle azioni compiute e al significato che esse prendono nello svolgimento storico. Il paragone migliore, che chiarisce questa differenza, è tra il grammatico o maestro di lingua e di stile, e il critico di poesia; il primo dei quali…scrutina severamente la proprietà e perfezione delle espressioni, e loda le imperfette, laddove il secondo tollera e perfino accetta le imperfezioni pur di vedersi dinanzi un’opera di vera e grande poesia.[…]

 

(cfr. BENEDETTO CROCE “Storia economica-politica e storia etico-politica” in “ELEMENTI DI POLITICA” RCS Quotidiani S.p.A., Milano 2011, pagg. 75-76)

 

 

[…] Questa concezione è metapolitica, supera la teoria formale della politica e, in certo senso, anche quella formale dell’etica, e coincide con una concezione totale del mondo e della realtà…In essa si rispecchia tutta la filosofia e la religione dell’età moderna, incentrata nell’idea della dialettica …che, mercè la diversità e l’opposizione delle forze spirituali, accresce e nobilita di continuo la vita e le conferisce il suo unico e intero significato. Su questo fondamento teoretico nasce la disposizione pratica liberale di fiducia e favore verso la varietà delle tendenze, alle quali si vuole piuttosto offrire un campo aperto perché gareggino e si provino tra loro e cooperino in concorde discordia, che non porre limiti e freni, e sottoporle a restringimenti e compressioni.[…]

 

(cfr. BENEDETTO CROCE “La concezione liberale come concezione della vita” in “ELEMENTI DI POLITICA” RCS Quotidiani S.p.A., Milano 2011, pagg. 86 - 87)


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permalink | inviato da Venetoliberale il 8/12/2011 alle 17:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

1 dicembre 2011

Rivoluzione liberale

“[…] E’ doloroso dover pensare con nostalgia all’illuminismo libertario e alle congiure. Eppure, siamo sinceri sino in fondo, c’è chi ha atteso ansiosamente che venissero le persecuzioni personali perché dalle sofferenze rinascesse uno spirito, perché nel sacrificio dei suoi sacerdoti questo popolo riconoscesse se stesso. C’è stato in noi, nel nostro opporsi fermo, qualcosa di donchisciottesco…Non possiamo illuderci di aver salvato la lotta politica: ne abbiamo custodito il simbolo e bisogna sperare…che i tiranni siano tiranni, che reazione sia reazione, che ci sia chi avrà il coraggio di levare la ghigliottina, che si mantengano le posizioni sino in fondo. Si può valorizzare il regime; si può cercare di ottenerne tutti i frutti: chiediamole frustate perché qualcuno si svegli, chiediamo il boia perché si possa veder chiaro. […]”

 (cfr. PIERO GOBETTI “LA RIVOLUZIONE LIBERALE RCS Quotidiani S.p.A., Milano 2011, pag. 207-208)

 

“[…] Il presupposto di questo libro è che l’Italia riesca a trovare in sé la forza per superare la sua crisi e riprendere quella volontà di vita europea che parve annunciarsi, almeno in certi episodi, col Risorgimento.[…]”

 (cfr. PIERO GOBETTI “LA RIVOLUZIONE LIBERALE RCS Quotidiani S.p.A., Milano 2011, pag. 203)

 

“[…] Offro un libro di teoria liberale, pensato e scritto secondo un piano organico, che, mentre appare come una storia degli uomini e delle idee di questi anni vorrebbe pur significare un programma positivo e un’indicazione di metodi di studi e d’azione.[…]”

 (cfr. PIERO GOBETTI “LA RIVOLUZIONE LIBERALE RCS Quotidiani S.p.A., Milano 2011, pag. 221)

 

“[…] Il fine più chiaro è di inserirci nella vita politica del nostro paese, di migliorarvi i costumi e le idee, intendendone i segreti: ma non pensiamo di raggiungerlo con un’opera di pedagogisti e di predicatori: la nostra capacità di educare si esperimenta realisticamente in noi stessi; educando noi, avremo educato gli altri. […]”

 (cfr. PIERO GOBETTI “LA RIVOLUZIONE LIBERALE RCS Quotidiani S.p.A., Milano 2011, pag. 13)

 

“[…] La nuova critica liberale deve differenziare i metodi, negare che il liberalismo rappresenti gli interessi generali, identificarlo con la lotta per la conquista della libertà, e con l’azione storica dei ceti che vi sono interessati. In Italia, dove le condizioni sia economiche che politiche sono singolarmente immature, le classi e gli uomini interessati a una pratica liberale devono accontentarsi di essere una minoranza e di preparare al paese un avvenire migliore con un’opposizione organizzata e combattiva. […]”

 (cfr. PIERO GOBETTI “LA RIVOLUZIONE LIBERALE RCS Quotidiani S.p.A., Milano 2011, pag. 71)

 

“[…] Se dalla negazione fascista il liberalismo fosse tratto a ridiscutere i suoi principi, a difendere i propri metodi e le proprie istituzioni, a rinnovare quella passione per la libertà da cui nacque primamente, forse l’avvenire politico del nostro popolo si potrebbe guardare con animo più sicuro. […]”

 (cfr. PIERO GOBETTI “LA RIVOLUZIONE LIBERALE RCS Quotidiani S.p.A., Milano 2011, pag. 76)

 

“[…] Gaetano Salvemini e Luigi Sturzo sono riusciti a promuovere in Italia il più recente esperimento di illuminismo politico offrendo il metodo e alcuni esempi di problemismo pratico. […] Se la metodologia liberale è la più ripugnante ai dogmi e alle semplificazioni astratte, alle cieche fiducie e alla sicumera dei progettismi, la conoscenza dei problemi pratici si presenta per il politico come una forma e un indice di liberalismo: è un modo di aderire alle sfumature e di prolungare l’osservazione una delle vie per cui si prova l’ascesi del politico.[…] La virtù del dubbio e della sospensione del giudizio, la capacità di dar ragione all’avversario è la miglior preparazione all’intransigenza e all’intolleranza operosa. […] Il liberalismo sdegna la politica dei competenti (degli interessati) perché ha elaborato un concetto della politica come disinteresse dell’uomo di governo di fronte al popolo interessato, e perché ha offerto durante il corso storico alcuni modelli assai evidenti della competenza che deve ritrovarsi nell’uomo di Stato (Cavour). […]”

 (cfr. PIERO GOBETTI “LA RIVOLUZIONE LIBERALE RCS Quotidiani S.p.A., Milano 2011, pagg. 165-166)

 

“[…] Chi sa combattere è degno di libertà […]”

 (cfr. PIERO GOBETTI “LA RIVOLUZIONE LIBERALE RCS Quotidiani S.p.A., Milano 2011, pag. 171)

 

“[…] I rapporti tra Stato e Chiesa …si potranno migliorare solo se si manterrà costante la pregiudizialità cavouriana della laicità. Si tratta di liquidare lentamente e insensibilmente gli ultimi residui di clericalismo, se non si vuole veder rinascere con singolare asprezza la lotta anticlericale. Questo programma in Italia è stato rappresentato da Luigi Sturzo, il solo che avrebbe saputo, liquidando il clericalismo con il consenso dei cattolici, evitare una reazione cruenta. L’accordo di Mussolini col Vaticano contro Sturzo segna certo il ritorno di politiche più avventurose e compromettenti ma non è ancora lecito dire quale dei tre malanni (neoguelfismo, clericalismo o anticlericalismo) ci attende in questa parentesi di politica illiberale. […]”

 (cfr. PIERO GOBETTI “LA RIVOLUZIONE LIBERALE RCS Quotidiani S.p.A., Milano 2011, pagg. 174 - 175)

 

“[…] In Italia il contribuente non ha mai sentito la sua dignità di partecipe della vita statale: la garanzia del controllo parlamentare sulle imposte non era una esigenza, ma una formalità giuridica; il contribuente italiano paga bestemmiando lo Stato; non ha coscienza di esercitare, pagando, una vera e propria funzione sovrana. L’imposta gli è imposta.

Il Parlamento italiano…esercita il controllo finanziario come esercita ogni altra funzione politica. E’ demagogico, parlamentaristico sin dal suo nascere perché è nato dalla retorica, dall’inesperienza, dal mimetismo…Una rivoluzione di contribuenti in Italia …non è possibile per la semplice ragione che non esistono contribuenti…Il popolo …doveva essere educato al parassitismo.[…]”

 (cfr. PIERO GOBETTI “LA RIVOLUZIONE LIBERALE RCS Quotidiani S.p.A., Milano 2011, pagg. 183-184)

 

“[…] Il fascismo in Italia è un’indicazione di infanzia perché segna il trionfo della facilità, della fiducia, dell’entusiasmo. Si può ragionare del ministero Mussolini: come di un fatto d’ordinaria amministrazione. Ma il fascismo è stato qualcosa di più; è stato l’autobiografia della nazione. Una nazione che crede alla collaborazione delle classi, che rinuncia per pigrizia alla lotta politica, dovrebbe essere guardata e guidata con qualche precauzione.[…]”

 

(cfr. PIERO GOBETTI “LA RIVOLUZIONE LIBERALE RCS Quotidiani S.p.A., Milano 2011, pag. 206)



 

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