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14 settembre 2009

Lo spartiacque

LAICISMO E CLERICALISMO


Scriveva Ernesto Rossi: “Il vero spartiacque (non solo in Italia: in tutto il mondo) è oggi dato dal laicismo e dal clericalismo…Solo se si semplifica al massimo i termini della lotta anticlericale, per metterne in rilievo le caratteristiche essenziali, si può riuscire a capire qualcosa”. Lo ricorda Alessandro Galante Garrone nella prefazione ad un’antologia di scritti di Ernesto Rossi (“Nuove pagine anticlericali”) pubblicata dalla Kaos edizioni nel 2002.


Il caso “Gianfranco Fini” dà l’opportunità di semplificare i termini della lotta anticlericale grazie ad una significativa lettura degli avvenimenti.


Fini non agisce  per divenire il successore di Berlusconi, allorché motivi anagrafici lo costringeranno a rinunciare alla leadership del Pdl. Vi è già chi sta già lavorando in questa direzione: ad esempio Tremonti o Formigoni. Fini non ha alcuna intenzione, nell’immediato, di fare il Presidente della Repubblica. E’ troppo intelligente perciò ha intuito che quello è il ruolo designato per il fido berlusconiano Gianni Letta. Fini non vuole staccarsi dal Pdl e fondare un suo partito. Sa bene che il consenso di cui oggi gode non potrà mai trasformarsi in una quantità di voti sufficiente per dettare l’agenda politica.


Fini vuole un Pdl diverso da quello che rischia di diventare se non si affrontano le questioni di metodo e di merito attualmente trascurate dalla leadership berlusconiana (che non vuole, peraltro, che venga sostituita).


La frattura tra laicismo e clericalismo è una frattura storica, qui in Italia. Senza risalire all’ottocento, risalendo solo a vent’anni fa la Democrazia Cristiana era riuscita a trova un compromesso tra le due posizioni con le quali noi italiani siamo costretti a fare i conti. L’Italia ha come ospite lo stato del Vaticano mentre i suoi cittadini (almeno la stragrande maggioranza) sono anche sudditi di uno stato straniero che non ha mai gradito la nascita dello stato italiano.


Finita l’epoca della DC i cattolici non hanno più avuto un partito cui potersi riferire. Molti hanno scelto il cosiddetto centrodestra ed oggi il Pdl, senza trascurare l’opposizione, con il fenomeno dei “teodem”. La connotazione clericale si è accentuata perché non è stata arginata da una cultura laicista che, in passato, era ospitata anche nel partito di riferimento dei cattolici.


L’ondata di fondamentalismo, che a livello planetario ha dato vita a fenomeni culturali quale lo “scontro di civiltà”, ha avuto come riflesso, nel nostro paese, l’insorgenza degli “atei – devoti”, ossia di alcune personalità che si ritengono le impersonificazioni del “cattolicesimo” indipendentemente dagli insegnamenti della Chiesa Cattolica. Ferrara, Quagliarello, Roccella, Frattini, Sacconi ed altri costituiscono una pattuglia “fondamentalista”, individuata anche da una inchiesta de Il Sole 24 ore (6/09/09), che non può essere trascurata. Per di più questa componente ha un interessante legame con il tradizionale alleato del Pdl, la Lega (ad esempio sulla questione degli immigrati), cui Tremonti assicura la solidità del legame. Perciò le azioni di Fini sono leggibili solo quale avvertimento per la leadership del proprio partito della pericolosa serpe in seno che si sta covando.


Inoltre Fini sa bene che un partito non fondamentalista ma clericale (come auspicato dal Vaticano), che potrebbe essere un’alternativa al possibile “Partito di Dio” in formazione, non avrebbe quelle caratteristiche che moderavano il clericalismo della DC, per il banalissimo motivo che persone e tempi sono irrimediabilmente cambiati. Perciò Fini suggerisce un Pdl laico, simile ai partiti popolari e conservatori esistenti in Europa.


Perciò la lotta politica, al di là dei pettegolezzi oggi in voga, è tra laicismo e clericalismo. Nel centrodestra se ne sono resi conto, nel centrosinistra, purtroppo (e lo dico perché nella democrazia liberale maggioranza ed opposizione sono entrambe importanti) il tema è trascurato. Non per nulla il centrosinistra non avendo un “Fini” è costretto ad applaudirlo!


Che il tema attiri l’ attenzione, oltre alla nostra di vieti anticlericali, di vasti strati dell’opinione pubblica è provato dal successo del libro di Gianluigi Nuzzi, pubblicato da Chiare lettere ed intitolato “Vaticano spa”.


Concludo sottolineando l’opportunità offerta dalle prossime elezioni regionali in Veneto. E’ probabile una rottura di rapporti tra Pdl e Lega. Che si fa? Si butta il Pdl nelle braccia degli ex democristiani dell’UDC o si immagina qualcosa di nuovo? (bl)



 

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