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Radicali italiani

ASSEMBLEA DEL TRIVENETO


Domenica 15 marzo, presso l’Hotel Plaza, a Venezia-Mestre, si è svolta l’assemblea del Triveneto (Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Veneto) convocata da Radicali Italiani. Ha presenziato la Segretaria di Radicali Italiani Antonella Casu.


Dopo ampio dibattito Antonella Casu ha ricordato gli impegni assunti al 7° congresso ossia il potenziamento della“Resistenza radicale”, anche per dare un futuro alla storia di oltre mezzo secolo di lotte e di conquiste. Di qui la necessità di rilanciare la campagna per l’istituzione della “Anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati”.


Sulla campagna per l’abolizione dell’ente “provincia” Antonella Casu ha precisato che il movimento non sostiene l’iniziativa “Non serve, non voto” – iniziativa sostenuta da Massimo Carraro, Luigi Rossi Luciani, Marina Salamon e da un componente della direzione dei Radicali italiani – ma, visto la tradizionale ostilità nei confronti di quella istituzione ha preannunciato una riunione apposita della direzione per approfondire la questione.


All’assemblea ha partecipato Beppi Lamedica dell’associazione Veneto liberale, associazione non aderente alla galassia radicale ma che affonda le sue radici nel movimento radicale, radici orgogliosamente rivendicate.


Lamedica ha sollecitato i radicali italiani a contribuire alla battaglia per la difesa dell’istituto referendario che oggi si gioca intorno alla data per la effettuazione dei referendum promossi dai proff. Guzzetta e Segni. Abbinare referendum ed elezioni europee sarebbe rendere un buon servizio ai cittadini e all’istituto referendario, non solo perché farebbero risparmiare all’erario molti quattrini, ma metterebbero i cittadini nella condizione migliore per scegliere di partecipare o meno al referendum.


Giampaolo Sbarra, già candidato sindaco a Treviso, sostenuto personalmente da Marco Pannella, rispondendo all’invito, ha manifestato il suo radicale dissenso sul merito dei quesiti referendari pur convenendo sulla opportunità di far svolgere nella stessa data, ossia il 7 giugno, sia le elezioni europee che il referendum, proprio per rivitalizzare l’istituto referendario.


Chi scrive sostiene che la campagna referendaria può essere una opportunità per la lotta di liberazione democratica dal regime partitocratrico, priorità individuata dal recente congresso italiano del Partito Radicale Nonviolento Transpartito Trasnazionale. (bl)

Pubblicato il 17/3/2009 alle 15.42 nella rubrica Diario.

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