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Per gli amici radicali

PASTICCIONI!


Con il termine “pasticcione” si usa individuare la persona “confusa”. Oggi gli amici liberali, che si dicono “radicali”, sembrano proprio dei pasticcioni.


Producono un ottimo documento politico sul sessantennio del regime partitocratico ma lo pongono a sostegno di una disperata campagna elettorale europea (sono loro che la definiscono non democratica, quasi con meraviglia) piuttosto che alla campagna collegata al referendum antipartitocratico. Anzi a proposito del referendum elettorale costituiscono addirittura un “Comitato per il No” per salvare gli italiani dall’abbaglio di molti leaders politici che non conoscerebbero bene la lingua italiana per comprendere a fondo l’esito di questo passaggio politico. Lo dicono proprio loro che da soggetto politico che propugnavano, negli anni ’90, la Rivoluzione liberale, hanno subito una mutazione nel primo decennio di questo XXI secolo sostenendo, con la strategia dell’ospitalità nel regime, la necessità di stare dalla parte dei buoni a nulla per contrastare i capaci di tutto. Oggi denunciano la “peste italiana”, addirittura con il tragico simbolo della stella gialla, implicitamente riconoscendo di non essere riusciti a contrastare i capaci di tutto.


Hanno ragione: la responsabilità del degrado non è solo dei capaci di tutto. Lo sono anche i buoni a nulla che, però, non sono diventati neanche capaci in qualcosa nonostante l’aiuto degli “indesiderati” ospiti.


Da liberale e da rivoluzionario non posso non essere ottimista. I pasticcioni forse rinsaviscono. Oggi sono scioccati per i loro errori, non vogliono esplicitamente riconoscerli, di qui la loro confusione. Anche per loro tenteremo di far vincere il “Sì” al referendum del 21 giugno. Così, forse, supereranno le attuali confusioni. Abbiamo bisogno di loro ma non della loro confusione.(bl)

Pubblicato il 10/5/2009 alle 17.5 nella rubrica Diario.

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