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MA ANCHE I NOSTRI GHETTI

MARCO PANNELLA con STEFANO ROLANDO “LE NOSTRE STORIE SONO I NOSTRI ORTI” Bompiani, Milano 2009


“I quattro nomi che esprimono le nostre radici di pensiero…: Immanuel Kant (la legge morale sopra di noi e il suo grande disegno del federalismo mondiale e della pace), Martin Luther King (nonviolento in uno stato liberale), Gandhi (nonviolento in uno stato nonliberale) e Popper (gli ultimi cinque anni della sua vita dedicata a studiare da liberale la nonviolenza).”


Una persona che indica in questo modo le proprie radici di pensiero non può non essere riconosciuto come liberale. Ma il suo liberalismo è del tutto particolare perché si coniuga con la prassi della nonviolenza.


“I violenti e i nonviolenti sono cugini ma con questa piccola differenza: i violenti ritengono necessario ‘dare corpo’ alla lotta. L’irlandese (Bobby Sands ndr) fece il suo estremo atto di coerenza: non potendo abbattere il corpo del nemico, gli scagliava addosso il proprio. Ma, lo dico subito, la nostra scommessa è sempre stata quella di vivere.”


E la nonviolenza non è solo proclamata, ma è anche praticata. Quell’uomo è Marco Pannella.


Questo libro è una lunga conversazione del leader radicale ove ripercorre la sua vita dall’adolescenza agli ottant’anni.


Ho avuto la fortuna di incontrarlo e l’ho assunto come maestro. Per me, sin dagli anni ’70 dello scorso secolo, Pannella era il “pazzo” necessario ai liberali, invocato da Mario Ferrara su “Il Mondo”, sin dal 1951.


Come discepolo non posso riconoscermi molto diligente perché, pur ammirandolo, non nascondo il mio profondo dissenso sulle sue scelte nel primo decennio di questo XXI secolo. Il rifiuto di approfittare della breccia aperta nel muro di cinta della partitocrazia, al tempo della battaglia di “Emma for President”, che ha portato al tracollo del consenso popolare acquisito nel 1999. La strategia dell’ospitalità che ha appannato il ruolo antagonista svolto nello scorso secolo. L’uso della “Rosa nel pugno” come simbolo dell’unione delle debolezze laiche frutto della confusione di sostantivi (liberali e socialisti) e aggettivi (laici e radicali).


Da Pannella non ci si può aspettare alcuna autocritica: non è né marxista, né clericale. Però ci aspettiamo, come lui ha preannunciato, un’approfondimento su quanto accaduto ai radicali alla fine dello scorso secolo che ha tanto influito sulla strategia dell’ospitalità e sulla tattica dell’unione delle debolezze laiche.


Il libro è la testimonianza di un gigante che ha dato corpo alla “nobiltà della Politica”, perciò è stato ristretto in un ghetto.(bl)


INDICE: Introduzione – Ma quale teatrino? – Air dutemps – Gli anni della Goliardia – Sotto l’ombrello del Mondo – Sessantotto, Pisolini, Sciascia e altro – Con comunisti, socialisti e DC. Storie irrequiete. – Il partito delle donne – Stato e legalità – Temi italiani nell’arco di vent’anni – Federalismo all’italiana – Lo sguardo attorno – Il “monumento” a Marco Pannella – Elementi biografici – Appendice. Appello per Marco Pannella Commissario CEE - Note

 

Pubblicato il 10/12/2009 alle 21.9 nella rubrica Letture.

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