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Il punto di partenza

UNINOMINALE E VOTO DI PREFERENZA


Ce lo auguravamo. L’implosione del partito di maggioranza relativa era nell’aria. Berlusconi e Fini vorrebbero rappresentare due tipi di regimi. Berlusconi vorrebbe rappresentare un regime “presidenzialista”, per cui chi è eletto “premier” manifesta la volontà degli elettori. Fini vorrebbe rappresentare un regime “parlamentare” per cui la volontà del Popolo è manifestata dai suoi rappresentanti che siedono in Parlamento. Entrambi, però, danno una immagine non veritiera della realtà. Il “Premier” non può manifestare la volontà degli elettori né in Parlamento siedono i rappresentanti dei cittadini perché il sistema elettorale vigente permette la rappresentanza dei notabili dei partiti, ossia i parlamentari sono “nominati” e non eletti ed i cittadini non li “eleggono” perché ratificano soltanto quello che i notabili delle consorterie hanno deciso.


Di qui la necessità prioritaria di modificare la legge elettorale per restituire ai cittadini il loro diritto elettorale.


Ma la modifica del sistema elettorale può essere un’occasione per la necessaria Riforma del regime oppure può essere una ennesima occasione per normalizzare la situazione.


Dire che non si vuole abolire il bipolarismo ma solo restituire agli elettori il diritto di eleggere i propri rappresentanti, non è molto confortante. Anche questa legge elettorale valorizza il bipolarismo, per cui sarebbe sufficiente reintrodurre il “voto di preferenza”. Questa riforma ha il vago sapore normalizzatore, piuttosto che riformatore. Altra cosa sarebbe la reintroduzione dell’uninominale.


Su queste opzioni si riaprirà il discorso politico nei prossimi giorni. (bl)

Pubblicato il 3/8/2010 alle 15.54 nella rubrica Diario.

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