Blog: http://Venetoliberale.ilcannocchiale.it

I liberali d'Italia

“[…] Il punto è …che il nostro resta sempre il Paese che ha avuto Galileo…ma che lo ha anche condannato. Prima ancora di parlare dell’intraprendenza economica, occorre dire che proprio gli scienziati che dal Seicento in poi hanno mandato in pezzi la costellazione dei dogmi stabiliti sono stati imprenditori di se stessi, cioè delle loro idee e dei loro artefatti. Va dunque detto che un liberalismo che non sappia fare i conti con l’impresa tecnico –scientifica e con le lezioni di libertà che si traggono da congetture e osservazioni, teoria ed esperimento, tecnica e comprensione del mondo, resta un liberalismo zoppo, impotente di fronte alle degenerazioni monopolistiche denunciate da Einaudi – e il primo esecrabile monopolio è quello di chi ritiene di avere il possesso esclusivo della verità. […]”

(cfr. Giulio Giorello prefazione a CORRADO OCONE e DARIO ANTISERI “LIBERALI D’ITALIA” Rubbettino, Soveria Mannelli 2011, pagg.VII e VIII)

 

“[…] Cosa è una cultura politica ?.....laddove la politica è un’attività pratica, la cultura, e quindi anche la cultura politica, concerne l’ambito della teoria. Anche se va subito aggiunto che …le due sfere non si presentano comunque mai del tutto separate. Possiamo perciò dire che…la cultura politica …si propone non solo di comprendere ma anche in qualche modo di orientare, indirizzare o determinare la prassi. …Qui …dobbiamo parlare di cultura liberale, ovvero di liberalismo politico….Il liberalismo come dottrina politica …per dirla con Nicola Matteucci, …andrebbe ridefinito in ogni momento storico….Diremo rappresentanti della cultura politica liberale tutti coloro che con le loro opere e con l’azione hanno rigorosamente e coerentemente affermato le ragioni ….per dirla in termini popperiani, della società aperta di contro a quelle della società chiusa. Visto che il nostro discorso concerne il Novecento (italiano), possiamo affermare …che rappresentanti in senso stretto della cultura politica liberale sono per noi coloro i quali hanno combattuto il totalitarismo:… i liberali sono stati nello stesso tempo antifascisti ed anticomunisti.[…]”

 (cfr. Corrado Ocone in CORRADO OCONE e DARIO ANTISERI “LIBERALI D’ITALIA” Rubbettino, Soveria Mannelli 2011, pagg. 3 – 5)

 

[…] Il liberale, l’homo liberalis, è una persona consapevole della propria e dell’altrui fallibilità, e della propria e dell’altrui ignoranza; l’homo liberalis, sapendo che “il potere corrompe e il potere assoluto corrompe assolutamente” (lord Acton), non si pone la domanda chi deve comandare, cerca piuttosto di rispondere alla domanda su “come controllare chi comanda” (Popper); contro lo statalismo il liberale è liberista: difende l’economia di mercato, non solo perché questa genera il più ampio benessere, ma soprattutto a motivo del fatto che, senza economia di mercato non può esistere nessun Stato di diritto – e difatti “chi possiede tutti i mezzi stabilisce tutti i fini” (von Hayek).

Il liberale rifiuta l’idea liberticida, stando alla quale sopra l’individuo ci sarebbe qualche entità – come, per esempio, lo Stato, il partito la classe, ecc. – autonoma e indipendente dagli individui: esistono solo gli individui (von Mises). … Il liberale non è un conservatore: il conservatore teme le novità; il liberale, invece, assume la concorrenza come procedimento di scoperta del nuovo. […]

 

(cfr. Dario Antiseri in CORRADO OCONE e DARIO ANTISERI “LIBERALI D’ITALIA” Rubbettino, Soveria Mannelli 2011, pagg. 66-67)

Pubblicato il 13/6/2011 alle 21.46 nella rubrica Citazioni.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web