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Laicismo, unità e indipendenza

“[…] I due grandi partiti della cosiddetta posticcia ‘seconda repubblica’ – i postdemocristiani a destra e i postcomunisti a sinistra –, pur proclamandosi a parole ‘liberali’, hanno nei fatti seguito una politica illiberale e antilaica: in maniera spudoratamente clericale i berlusconiani, e in maniera ipocritamente compromissoria i democratici di sinistra. La legislazione codina dell’ultimo ventennio ne fa abbondantemente fede.

Dobbiamo, dunque, ritenere che lo spirito laico risorgimentale, in mancanza di significativi interpreti politici, è definitivamente scomparso?

Se così fosse, la nostra civiltà entrerebbe nel tunnel oscuro del fondamentalismo”.

 (cfr. MASSIMO TEODORI “RISORGIMENTO LAICO” Rubettino, Soveria Mannelli 2011 pag 88-89)

 

“[…] La realtà risorgimentale è che il laicismo, in tutte le possibili variazioni anche anticlericali, fu la costante dei liberali e dei democratici quale risposta all’arroccamento tradizionalista del papato. E’ per questo che dovettero divenire anticlericali, oltre che laici, perfino importanti cattolici liberali nel momento in cui presero atto che la Chiesa disattendeva ogni aspirazione innovatrice. Nelle polemiche capziose ancora circolanti contro il laicismo risorgimentale, si dimentica che fu il clericalismo a generare l’anticlericalismo e non viceversa, che la difesa laica del liberalismo fu provocata dal rifiuto oppostogli dal mondo cattolico, e che le soppressioni ‘giacobine’ delle organizzazioni e dei beni ecclesiastici, non furono altro che l’opportuna risposta alla cupidigia materiale dei clericali.[…]”

 (cfr. MASSIMO TEODORI “RISORGIMENTO LAICO” Rubettino, Soveria Mannelli 2011 pag 52)

Pubblicato il 16/10/2011 alle 18.59 nella rubrica Citazioni.

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