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Libertà economica e libertà politica

“[…] Liberismo e comunismo sono due ordinamenti irrealizzabili e irrealizzati nella loro assolutezza…(e), come principi, sono illegittimi. Se ben si meditano, si riducono l’uno alla proposizione che ‘tutto è lecito’ e l’altro all’altra che ‘niente è lecito’.[…]

 

(Cfr. BENEDETTO CROCE “LE PREMESSE DEL RAGIONAMENTO ECONOMICO?” dalla Rivista di storia economica a. VI, n. 1 – marzo 1941 – in BENEDETTO CROCE E LUIGI EINAUDI “LIBERISMO E LIBERALISMO” RCS Quotidiani S.p.A., Milano 2011, pag. 126-127)

 

 

“[…] Se il liberismo del ‘tutto è lecito’ fosse pensabile in concreto, gli economisti dovrebbero constatare che la loro premessa astratta della piena concorrenza, pure conservando il proprio valore logico di strumento di ricerca, non troverebbe alcuna attuazione, anzi l’opposto, in un vivente ordinamento liberistico.[…]”

 

(Cfr. LUIGI EINAUDI “LE PREMESSE DEL RAGIONAMENTO ECONOMICO?” dalla Rivista di storia economica a. VI, n. 1 – marzo 1941 – in BENEDETTO CROCE E LUIGI EINAUDI “LIBERISMO E LIBERALISMO” RCS Quotidiani S.p.A., Milano 2011, pag. 131)

 

 

[…] Se si scava a fondo non si potrà non convenire sul fatto che il liberismo metaeconomico, cioè etico, di Einaudi era meno distante di quanto potesse a prima vista sembrare dal liberalismo metapolitico, cioè ancora etico, di Croce.[…]”

 

(cfr. CORRADO OCONE “PROFILO DEL LIBERALISMO ITALIANO DEL NOVECENTO” in AA.VV. “LIBERALI D’ITALIA” Rubbettino, Soveria Mannelli 2011, pag. 11)

 

 

[…] Il liberalismo di Croce è, tenendo conto delle obiezioni di Einaudi, un liberalismo incompiuto….Che cosa è mai una libertà predicata senza le condizioni per praticarla, anzi immersa in situazioni legali ed economiche che la sradicano fin dal suo sorgere?[…]”

 

(cfr. DARIO ANTISERI “MA DAVVERO NON ESISTE UN CRITERIO PER DISTINGUERE I LIBERALI VERI DA QUELLI FALSI?” in AA.VV. “LIBERALI D’ITALIA” Rubbettino, Soveria Mannelli 2011, pag. 50-51)

 

 

[…] La disputa …in parte è solo apparente, come quando è limitata a questione di parole…In parte, la disputa è ristretta a questioni di sfumature…tanto Croce quanto Einaudi…sono avversi a un radicale collettivismo e, su questo punto, nonostante qualche apparente contraddizione, entrambi sono estremamente decisi ed espliciti…Non si può negare che la disputa si svolge…sullo sfondo di convincimenti comuni. Croce ed Einaudi, infatti, sono figli del loro tempo, che, in politica economica e in Europa, è stato contrassegnato dal passaggio graduale dalla propugnazione della libertà di mercato a quella di un mercato sottoposto ad una serie di interventi. […]”

 

(Cfr. BRUNO LEONI “CONVERSAZIONE SU EINAUDI E  CROCE” già in Biblioteca della libertà 1967 ora in “IL PENSIERO POLITICO MODERNO E CONTEMPORANEO” Liberilibri Macerata 2008 pagg. 345-346)

Pubblicato il 6/11/2011 alle 18.40 nella rubrica Citazioni.

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