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La sinistra e la questione meridionale

“[…] La crisi presente dei partiti democratici non può essere eterna. O prima o poi le masse dei partiti democratici ritroveranno nuovi slanci di sentimento, nuove necessità di battaglie.

Per quel momento è necessario impedire ai vecchi somari e commedianti della democrazia di ripetere le esperienze del decennio trascorso. Per quel momento è necessario che i morti abbiano già sepolto i loro morti, che i vecchi  condottieri sieno irreparabilmente discreditati e disfatti come si meritano, che le moltitudini abbiano già presa l’abitudine di combatterli come conservatori e non affidare alle loro mani i loro destini come ‘rivoluzionari’. […]”

 (cfr. GAETANO SALVEMINI “LA SINISTRA E LA QUESTIONE MERIDIONALE” RCS Quotidiani S.p.A., Milano 2011, pag. 134)

 

 

“[…] La scuola laica non deve imporre agli alunni credenze religiose, filosofiche o politiche in nome di autorità sottratte al sindacato della ragione. Ma deve mettere gli alunni in condizione di potere con piena libertà e consapevolezza formarsi da se le proprie convinzioni politiche, filosofiche, religiose.

E’ laica, insomma, la scuola in cui nulla si insegna che non sia frutto di ricerca critico e razionale, in cui tutti gli studi sono condotti con metodo critico e razionale, in cui tutti gli insegnamenti sono rivolti a educare e rafforzare negli alunni le attitudini critiche e razionali. […]”

 (cfr. GAETANO SALVEMINI “LA SINISTRA E LA QUESTIONE MERIDIONALE” RCS Quotidiani S.p.A., Milano 2011, pag. 88)

 

 

“[…] Un partito deve saper classificare e graduare le proprie esigenze […] dando ad una riforma o ad un gruppo di riforme […] la precedenza sulle altre. Un partito che non sa fare questa scelta […] è un partito che non sa quel che si voglia, che vuole troppo e non stringe nulla, al quale manca il senso della realtà e la capacità di adeguare l’opera alla realtà stessa […].

 (cfr. GAETANO SALVEMINI “LA SINISTRA E LA QUESTIONE MERIDIONALE” RCS Quotidiani S.p.A., Milano 2011, pag. 65)

 

 

"[...] O noi continuiamo a credere a quella che è la teoria fondamentale del socialismo, che cioè l’emancipazione dei lavoratori non può venire se non attraverso un continuo sforzo di conquista compiuto dalla stessa classe lavoratrice e nel campo economico e nel campo politico: e in questo caso non possiamo rimanere indifferenti dinanzi a un sistema elettorale, che priva la grande maggioranza della classe lavoratrice del più importante fra i diritti politici; dobbiamo riconoscere che non è stato un capriccio, se in tutti i paesi il partito socialista, non appena costituitosi, ha concentrate le sue forze nella conquista del suffragio universale; e non possiamo sperare che il movimento socialista italiano, ‘se vuol rimanere socialista’, possa sottrarsi a questa necessità elementare di ogni movimento proletario.[…]”

 (cfr. GAETANO SALVEMINI “LA SINISTRA E LA QUESTIONE MERIDIONALE” RCS Quotidiani S.p.A., Milano 2011, pag. 73)

 

 

"[…] Alle tre malattie, che abbiamo fuggevolmente descritto, ossia la malattia dello Stato accentratore, la oppressione economica in cui l’Italia meridionale è tenuta dall’Italia settentrionale, e infine la struttura sociale semifeudale, è possibile recare un rimedio? […] Finchè nel Mezzogiorno stesso non si determinerà un movimento energico, costante, organico, che abbia lo scopo di attuare tutte quelle riforme, che per ora non sono che pii desideri degli studiosi.[...]"


(cfr. GAETANO SALVEMINI “LA SINISTRA E LA QUESTIONE MERIDIONALE” RCS Quotidiani S.p.A., Milano 2011, pag. 21 - 24)

 

 

"[…] I nordici disprezzano, come dicon essi, i sudici; e i sudici detestano con tutta l’anima i nordici: ecco il prodotto di quarant’anni d’unità. […]"

 

(cfr. GAETANO SALVEMINI “LA SINISTRA E LA QUESTIONE MERIDIONALE” RCS Quotidiani S.p.A., Milano 2011, pag. 15)

Pubblicato il 13/12/2011 alle 10.47 nella rubrica Citazioni.

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